2004
1
Ott

La Signora delle Rose

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Seduta con il giornale fra le mani, la tazzina di caffè sopra il tavolino, una sigaretta sulle le labbra, un'anziana signora, dal comportamento nobile ed attento, è presa dai suoi pensieri, ricordi, dolci, caldi,

vivi ricordi del passato.

Rievoca quando giovine, agile ed aggraziata, suo marito la stringeva a se, la coccolava, l'amava più della sua vita, e le donava viaggi ed amore, perché lei era il suo mondo.

La notte erano dolci melodie, il loro amore era davvero una favola,

durata brevemente, il principe è morto lasciandola sola.

Rammenta che ogni sera lui le regalava una rosa ed un bacio,

per la sua signora, la più bella di tutte, era lei, Brunetta.

Leva lo sguardo dal tavolino, si guarda attorno un po' assopita,

si alza a fatica e prende il suo bastone per tornare a casa.

Mi saluta, nei suoi occhi non c'è tristezza, ma solo tanta malinconia, perché nel suo cuore quelle rose profumano ancora.

 
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