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2006
23
Mar

Cortopotere Film Festival, anno 6

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Il mondo dei cortometraggi è in continuo fermento, pronto a dar spazio a nuovi talenti o semplicemente a testimoniare l’esistenza di tutti quegli autori che vogliono esprimersi grazie alla specificità di questo genere. Ed è proprio la ricettività di questa esigenza che ha contribuito alla ideazione e allo sviluppo di CORTOPOTERE, la rassegna-concorso dedicata completamente al mondo dei cortometraggi, giunta alla sua sesta edizione. La kermesse cinematografica dedicherà, come di consueto, anche un ampio spazio a rassegne su autori e registi di fama internazionale quali David Lynch, Peter Tscherkasski e Chris Cunningham. Altri percorsi ci porteranno all’interno del cinema antropologico e, per finire, si aprirà una finestra sul panorama Europeo: otto corti di recente realizzazione che hanno fatto il giro di tutti i più importanti Festival Internazionali.

CORTOPOTERE
SESTA EDIZIONE

8 – 14 Maggio 2006

@ AUDITORIUM P.ZZA DELLA LIBERTA’

-BERGAMO-

Infoline:

info@cortopotere.it

www.cortopotere.it

CORTOPOTERE 2006 – RASSEGNE CINEMATOGRAFICHE Come ogni anno anche questa edizione del festival, che si terrà dall’8 al 14 maggio 2006 nell’Auditorium di Piazza della Libertà di Bergamo, sarà caratterizzata da una sostanziale sezione dedicata alle rassegne, sezione che, a differenza del concorso, si apre sullo scenario e sul panorama internazionale e storico.

Cinque i percorsi proposti: 1. David Lynch 2. Chris Cunningham 3. Cinema antropologico 4. Peter Tscherkassky 5. Europe in shorts

David Lynch

Passare dall’anonimato degli esordi, con il film culto del 1976 Eraserhead, alle prime pagine delle riviste di tutto il mondo grazie all’imprevisto successo del serial televisivo Twin Peaks (circa 12 anni dopo), racchiude al meglio l’arte e le contraddizioni che hanno portato David Lynch ad essere uno dei cineasti più originali del panorama mondiale: osannato e odiato, visionario e allo stesso tempo ancorato al racconto (<<Io credo fermamente nella storia. La chiave sta nel come la sia racconta>>> Lynch), Lynch rimane ancora oggi legato al suo fare cinema, fatto di incubi (Mulholland drive, Strade perdute), ma anche di sogni (Una storia vera), di luci e di ombre (Velluto blu), di ironia e dramma. Cortopotere ha scelto gli esordi del grande regista americano (fine anni ’60), gli anni che lo hanno visto impegnato nella realizzazione di alcuni cortometraggi (i primi due – Six Figures e The alphabet - dei veri e propri film painting – <<…nei miei primi lavori volevo dare movimento ai miei dipinti>>), confluiti poi nell’incubo visionario Eraserhead, il suo primo lungometraggio. Accanto ai primi due cortometraggi, rispettivamente del 1967 e del 1968, Cortopotere proietterà il mediometraggio The Grandmother (1970), opera notevolmente più complessa e che affronta alcuni degli ambiti tematici cari al regista (la famiglia come cellula oppressiva, la generazione,…) attraverso l’utilizzo di una tecnica che alterna la pixillation (forma di ripresa fotogramma per fotogramma) alla ripresa di scene in presa reale. Altro cortometraggio proiettato sarà quello del 1973 The Amputee , nel quale si intensifica un’altra “icona”-traccia del regista: il corpo smembrato e disgregato (una donna scrive una lettera mentre un medico – Lynch – le cura la gamba amputata). Sarà poi la volta del suo capolavoro indiscusso, il suo primo lungometraggio Eraserhead (1976), divenuto ben presto un cult movie, anche se inizialmente il periodico americano Variety scrisse:<<…dalle prospettive commerciali nulle>>. Un viaggio nell’incubo visionario di Henry , il “protagonista”, calato in un ambiente di detriti industriali e strutture in disfacimento. Il programma delle proiezioni terminerà con l’ironico e surreale The Cowboy and the Frenchman del 1987 (ironico e tagliente sguardo su due mondi, due civiltà che si incontrano) e Lumiere del 1995 (lavoro di 1 minuto realizzato, in occasione dei 100 anni del cinema, con la macchina da presa originale dei fratelli Lumiere).

Chris Cunningham

Musicista, videomaker, autore di spot pubblicitari spregiudicati e memorabili (Mental Wealth, per la Sony Playstation, ha ricevuto nel 2000 il Premio D&AD - Television & Cinema Advertising Crafts: Special Effects), Chris Cunningham (Reading 1970) rappresenta al meglio la nuova generazione di autori mossi dal gusto ipertecnologico volto però, nel suo caso, ad un sodalizio magistrale con la musica. Lontano dalle riflessioni di un Matthew Barney ad esempio, Cunningham porta in qualche modo nei suoi lavori quel mondo fumettistico nel quale è nato ( disegna le storie di Judge Dredd) e che sviluppa nelle sue collaborazioni eccellenti come tecnico degli effetti speciali (per Clive Barker - Cabal, 1989 -, David Fincher - Alien³, 1992 - e per Stanley Kubrick che nel 1995 sequestrerà’ il giovane talento chiedendogli di affiancarlo nella preparazione di A.I., progetto poi sciaguratamente ultimato da Steven Spielberg . Di questa fase, è rimasto famoso il commento rilasciato alla rivista francese Premiere: <<Mi disse: non sei autorizzato a parlare di quello su cui stai lavorando neanche alla tua ragazza. Poi tutto quanto fu archiviato quando decise di fare Eyes Wide Shut.>>) . Cortopotere proietterà i videoclip che lo hanno reso famoso: l’inquietante Come to Daddy (per Aphex Twin), lo splendido e glamours Frozen di Madonna (nel quale impera la tecnica del morphing), l’ipertecnologico All is full of love di Bjork, l’orrorifico Africa shox , per gli Africa Bambaataa, nel quale il protagonista perde letteralmente i pezzi del proprio corpo. Accanto poi ai videoclip (che comprendono altri tre titoli) Cortopotere proietterà due videoinstallazioni (il divertente Monkey Drummer e lo splendido Flex ), per un piccolo sguardo verso gli strani mondi (come suona il titolo di una rassegna a lui dedicata tre anni fa dalla British School di Roma) di un regista visionario.

Cinema antropologico

Proseguendo il viaggio all’interno dei documentari legati al mondo etno-antropologico, che Cortopotere ha iniziato con la retrospettiva dedicata a Vittorio de Seta di quattro anni fa e con quella di un paio di stagioni fa sui lavori di Luigi di Gianni, questa sesta edizione del festival farà tappa ancora una volta nel mondo magico e rituale del Meridione, universo ricco di tradizioni e di una “Storia” nella maggior parte dei casi sommersa e soffocata dal nuovo. Il Meridione degli anni ’50 – ’60 quindi, oggetto di indagine dell’etnologo napoletano Ernesto de Martino, che si impegnò come consulente scientifico in alcuni documentari sulle realtà rituali, mistiche e religiose di quelle terre. Memorabile la sua ricerca sul fenomeno del tarantismo pugliese (la cura rituale che libera dal morso della mitica taranta – ragno -, un fenomeno storico-religioso nato nel Medioevo e protrattosi sino al 700 ed oltre, sino ai relitti pugliesi), che diede poi vita ad un libro (La terra del rimorso) e ad alcuni documentari tra cui La taranta del 1962 di Gianfranzo Mingozzi, uno dei titoli proposti da Cortopotere. La consulenza scientifica di de Martino si fa sentire poi anche nello splendido Stendalì del 1960 di Cecilia Mangini (testo di Pier Paolo Pasolini) incentrato sul rito del pianto funebre. Ancora la ritualità, questa volta coreutica, si articola nelle suggestive immagini de La passione del grano del 1960 di Lino del Fra, che documenta come in Lucania si rappresenti l’uccisione del capro per esorcizzare il delitto-naturale della mietitura del grano; ancora un rituale curativo, questa volta in Sardegna ne Il ballo delle vedove del 1962 dove le donne danzano attorno al malato punto dall’Argia (ragno-formica mitico).

Peter Tscherkassky

Altra sezione della rassegna che ormai caratterizza Cortopotere è quella dedicata al cinema sperimentale: dopo Stan Brakhage, Maya Deren e Patric Bokanowski questa edizione vedrà come protagonista il cineasta austriaco Peter Tscherkassky (Vienna 1958), che ha partecipato con il suo ultimo Instructions for a Light and Sound Machine (in programma a Cortopotere) al Festival di Cannes del 2005 nella sezione “Quinzaine des réalisateurs”. I titoli proposti dalla rassegna (7 cortometraggi) illustrano una particolare tecnica (stilistica e poetica) che vede impegnato il cineasta austriaco nel lavorare e manipolare direttamente la pellicola: immagini disturbate, sovrapposte, in cui si intravedono figure che si doppiano e che si accavallano le une sulle altre. Nei suoi lavori si ascoltano suoni distorti, ripetuti e martellanti che vanno al di là dell’universo visivo-narrativo a cui si sta assistendo; un cinema insomma che non smette di distoglierci da uno sguardo e da un atteggiamento passivo di fronte a quello che guardiamo. Ecco allora la splendida Trilogia in cinemascope (formato cinematografico) che comprende L’arrivée del 1997/98, Outer Space (premiato in molti festival internazionali) del 1999 e Dreamwork ; poi ancora Parallel Space del 1992, nel quale il gioco manipolatorio diventa ancora più “disturbante” (tutto il film è uno “sfarfallio” – tecnicamente flickeraggio – di fotogrammi) e Manufraktur del 1985. Chiude la rassegna Tabula Rasa del 1987/89, riflessione sul ruolo e sull’importanza dello sguardo e dell’oggetto guardato.

Europe in shorts

L’ultimo percorso della rassegna apre una finestra sul panorama europeo: otto cortometraggi di recente realizzazione (Cortopotere ha aderito all’European Coordination of Film Festivals scegliendo un programma di cortometraggi) che nel corso di questi anni hanno imperversato nei più importanti festival europei e mondiali dedicati al mondo dei cortometraggi. Questi i titoli: Obras di Hendrick Dussollier (Francia 2004), Fast Film di Virgil Wildrich (Austria 2003), The rise and fall of the legendedary Anglobilly Feverson di Rosto (Olanda 2002), Dad’s Dead di Chris Shepered (UK 2003), Oh dear di Nicolas Prevost (Belgio 2004), Fear Less di Therese Jacobsen (Norvegia 2003), Home road movies di Robert Bradbrook (UK 2001) e Le conte du monde flottant di Alain Escalle (Francia 2001).

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Cos’è CORTOPOTERE?

Cortopotere è il concorso-rassegna di cortometraggi e sceneggiature della provincia di Bergamo che si sviluppa in ambito nazionale.

CortoPotere è una possibilità data ad una forma di espressione spesso trascurata a favore dei lungometraggi; una forma di espressione che, stimolata proprio dai limiti imposti dalla scarsità di risorse che le vengono riservate, riesce sempre a stupire con il proprio potenziale creativo.

Cortopotere è un’occasione di incontro con registi emergenti e un momento di dialogo tra pubblico, autori e istituzioni. E’ un palcoscenico che può mostrare opere inedite, sperimentazioni, lavori brevi ma non per questo meno importanti, di artisti già affermati. E’ uno stimolo per i giovani, ai quali viene riservato uno spazio privilegiato, per dare sfogo alla propria fantasia, per imparare a credere nei propri sogni e nelle proprie capacità.

Ed infine, Cortopotere è anche e soprattutto un valore culturale.

Cortopotere è pensato, ideato e realizzato dall’Associazione Fidelio, nata nel 2000 per opera di alcuni grandi amici per la pellicola’ tra cui Giuliano Magni, presidente dell’associazione, Marco Corbani e Amanda Ghilardi.

Negli anni l’associazione si è arricchita di preziose collaborazioni, tra le più importanti quella di Massimo Fierro e Michele Patanè che fanno parte dal 2003 della Direzione Artistica.

Già dal primo anno l’iniziativa è stata sostenuta da importanti realtà culturali della provincia di Bergamo e non:

Lab 80

Bergamo Film Meeting

Fondazione Alasca

Università degli Studi di Bergamo

C.S.C

Sezione Aurea

Teatro Erbamil

Light Cone, Parigi

Milano Film Festival

Ripley’s Film, Roma

Centro Sperimentale di Cinematografia, Roma

Werner Herzog Film

Film du Jeudi, Parigi

Tante sezioni per tanti generi. Il festival si arricchisce ogni anno di nuove sezioni e nuovi premi.

La forma attuale prevede le seguenti categorie:

Concorso Cortometraggi Nazionale

Concorso Cortometraggi Provinciale

Concorso Sceneggiature Nazionale

Concorso Sceneggiature Provinciale

Rassegna Cortometraggi Internazionale

Il Concorso Cortometraggi Nazionale si divide ulteriormente nelle sezioni:

Fiction

Opera di ricerca

Animazione

Documentario

Una settimana di proiezioni con più di 1800 presenze, un’affluenza che si consolida di anno in anno.

Più di 1800 spettatori hanno occupato la platea dell’auditorium nell’arco delle 30 ore di proiezione complessive in cui sono stati presentati più di 80 cortometraggi tra rassegne e concorso.

Rassegna Internazionale. Piccoli, grandi’ capolavori filmati dai maestri del Cinema.

All’interno della rassegna internazionale di cortometraggi, sono stati proiettati sin dalla prima edizione, i capolavori di grandi artisti nazionale e internazionali tra cui Man Ray, Louis Bunuel, Roman Polanski, Georges Melies, Krzyszof Kieslowski, Maja Deren, Michele Emmer, Pier Paolo Pisolini, il collettivo Ten Minutes Older (Aki Kaurismaki, Werner Herzog, Jim Jarmush, Wim Wendres, Spike Lee, Bernardo Bertolucci ecc…) e, nella scorsa edizione Michelangelo Antonioni, Werner Herzog, Patrick Bokanowski e undici capolavori tra anticipazioni e outsider’ della Nouvelle Vague.

Fleisch

Ufficio Stampa, Booking e Promozione

Via Betti Ambiveri, 5

24020 Bergamo

Tel: 035/672027

Cell:349.4328563

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È nata a Montecchio Emilia (RE) nel 1980, ma risiede da sempre in provincia di Parma. Laureata in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo dedicata alle riscritture del mito di Antigone, è attualmente dottoranda in discipline teatrali e cinematografiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Collabora con alcuni siti internet dedicati a letteratura e teatro, con un’agenzia letteraria e con un mensile locale. Da sempre interessata all’universo della scrittura e all’editoria, si è recentemente qualificata al primo posto nel concorso Storie a Mezzogiorno (sezione narrativa). Autrice della post-fazione al libro di Fortuna Della Porta IO CONFESSO, sta attendendo l’uscita del suo primo racconto nell’antologia dal titolo Piccole Storie, edizioni La Chiave.
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