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2006
11
Mar

Zen.Zip

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Dalla collaborazione fra Supereva e di Progetto Babele è nato Zen.zip, un testo capace di unire la saggezza delle massime zen con l'esperienza ed il pragmatismo occidentali. Il testo si avvale della prefazione di Tullio De Mauro. Scarica ora la prefazione cliccando quì ora

Con molta ironia Cerone lega questa parola piena di sacralità a un'altra parola, certamente molto meno sacra e quintessenza di occidentale modernità:zip [...] E Cerone in effetti, oltre l'ironia, riesce a zippare molte sue riflessioni sulla saggezza zen e, ciò che è interessante e stimolante, molte testimonianze di spunti omogenei alla cultura zen rintracciabili nella tradizione letteraria dell'Occidente, dalla Grecia antica ai nostri tempi.[...] Certamente quest'opera piena di saggezza condita d'ironia allargherà ancora di più la cerchia di coloro che stimano e apprezzano Giuseppe Cerone
Tullio De Mauro Roma Settembre 2005

Premessa: perché ancora un libro sullo zen?
La parola giapponese 'zen' deriva da 'c'han', che era il nome della scuola buddista meridionale cinese che, a sua volta, è una mutazione del termine sanscrito 'dhyana', che significa meditazione. Lo zen, si dice, è come l'essenza di un fiore e non si può descrivere a parole. Se pure si riuscisse a sollecitarne il ricordo oppure a provocarne la comprensione, avremmo comunque solo la 'conoscenza' del fiore, ma non il suo profumo. Partì come tutti noi dalla culla dell'umanità, un posto imprecisato definito per comodità 'indo-europeo', e ha compiuto un viaggio opposto alle nostre migrazioni. I popoli occidentali andarono a nord e a ovest per poi ridiscendere a sud, lo zen invece aleggiò sulla Cina e si fermò sul Giappone, lontano da noi. Per questo, forse, gli occidentali hanno sempre faticato a comprenderne il significato. Invero, qualche temerario era andato deliberatamente a cercarlo, questo significato, ma si era trovato di fronte a qualcosa di difficilmente comprensibile, che mal s'intonava con la società pragmatica e proiettata nel futuro come quella che si stava consolidando in Occidente, basata sulle idee meccanicistiche di Bacone, Newton, Cartesio, che non ammettevano tale spreco d'intelligenza. Un'intelligenza che si estraniava dalla logica dei presupposti e delle conclusioni. Altri presentivano, anche senza averne piena consapevolezza, l'esistenza dello zen e ne ricercavano il valore assoluto, che certamente travalica l'Oriente e l'Occidente ma, ancora una volta, la cultura ufficiale impediva di diffondere quella nuova conoscenza. Questo libro si propone di far emergere quanto di zen c'è nella letteratura occidentale di ogni tempo, anche se molti dei filosofi, degli scrittori e dei poeti che ne hanno scritto non sapevano e non sanno di avere a che fare con un concetto di vita ampiamente radicato nella mentalità orientale, ancor prima dell'era cristiana. Nel testo, sono stati considerati alcuni aspetti della conoscenza umana (che fungono quasi da capitoli) e per ognuno di questi, dopo un breve preambolo di spiegazione, sono state raccolte alcune citazioni che sviluppano il tema, tratte dagli insegnamenti dei maestri di zen e dalla letteratura occidentale di tutti i tempi. In ogni capitolo, le citazioni si susseguono in modo volutamente casuale, proprio per accentuare la principale finalità e originalità di questo libro: dimostrare che lo zen, come conoscenza universale, è stato sempre presente nella nostra cultura.

www.progettocultura.it/zenzip.htm

 
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