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2006
4
Feb

''Tempo di Pace'' di Roberto Bignoli

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"Tempo di Pace"  (cd-mc) di Roberto Bignoli
Nelle canzoni di Roberto Bignoli c'è la testimonianza di tutta la sua vita. Cantastorie della speranza, "Tempo di Pace" è un lavoro ricco di musicalità e di tematiche forti: pace, dialogo, fratellanza, dove c'è tutta la voglia di raccontarsi e raccontare i percorsi di una ricerca interiore del Cristo, fonte di infinita pace, ed insieme i drammi sociali che sconvolgono la terra da combattere solo con l'amore vero. Una proposta di canzoni impegnate nate dal vissuto, un invito pressante a vivere profondamente il messaggio evangelico, ad abbracciare con forza la fede in Dio Provvidenza per conseguire finalmente la pace tanto attesa: pace tra gli uomini e pace nel cuore di ogni uomo e donna di questo mondo. Tra i brani che compongono la raccolta: "Concerto a Sarajevo", dedicato ai bambini vittime delle guerre in Bosnia e a Mons. Tonino Bello
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Ed- Paoline, Ufficio Stampa Audiovisivi, via Antonino Pio, 75 - 00145 - Roma
Concerto a Sarajevo
Testo di R. Bignoli
Musica di Roberto Bignoli
 
Facciamo un concerto a Sarajevo
E un altro ancora a Bagdad.
Tu dici che sono un pazzo …lo sapevo,
mi associo alla sentenza anch'io però
l'ho detto e lo ripeto, ma perché?
Facciamo un concerto a Sarajevo:
non aver paura, canta insieme a me.
 
C'è già un gran concerto a Sarajevo,
una musica triste si sente suonare
mentre il cielo si tinge di rosso
sulle colline di quella città,
fasci di luce ed effetti speciali
lungo le strade che non hanno più un nome,
si stringono le mani tutti gli impresari.
 
Sarajevo città dimenticata
Dove sono tutti i tuoi bambini?
Deportati in campi di concentramento
O ammazzati nei loro giardini.
Sarajevo per quanto ancora
Urleranno i venti di guerra
Sui relitti si, della tua nuda terra!
 
La morte va in concerto a Sarajevo
Se cerchi il biglietto lo devi trovare.
La morte cavalca a Sarajevo,
dietro l'angolo è lei che ti viene a cercare.
Chi cerca il biglietto non si affanni ,
in fila per il pane molti l'hanno trovato:
corpi senza vita rimasti sul selciato.
 
Facciamo un concerto a Sarajevo
E un altro ancora a Bagdad.
Suoneremo una dolce musica
Sulle colline di quella città,
attraverseremo la linea del cielo,
brucerà l'odio col fuoco dell'amore
sotto il cielo…della libertà!
 
Sarajevo città dimenticata
Dove sono tutti i tuoi bambini?
Deportati in campi di concentramento
O ammazzati nel loro giardini.
E se questo è già successo ieri
Non lasciare che il sono porti via i suoi mostri,
Sarajevo sciogli le tue catene:
quei tuoi figli…sono i nostri.

 
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È nata a Montecchio Emilia (RE) nel 1980, ma risiede da sempre in provincia di Parma. Laureata in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo dedicata alle riscritture del mito di Antigone, è attualmente dottoranda in discipline teatrali e cinematografiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Collabora con alcuni siti internet dedicati a letteratura e teatro, con un’agenzia letteraria e con un mensile locale. Da sempre interessata all’universo della scrittura e all’editoria, si è recentemente qualificata al primo posto nel concorso Storie a Mezzogiorno (sezione narrativa). Autrice della post-fazione al libro di Fortuna Della Porta IO CONFESSO, sta attendendo l’uscita del suo primo racconto nell’antologia dal titolo Piccole Storie, edizioni La Chiave.
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