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2005
20
Dic

Giornata della memoria 2006

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Cinemazero
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    Giornata della memoria 2006  


In occasione della Giornata della memoria, Cinemazero propone una serata speciale dedicata alle atroci persecuzioni di Rom e Sinti in Europa perpetrate durante il nazismo e il fascismo.

Inoltre la sezione La scuola al cinema promuove sul tema un’intera settimana di proiezioni. Da lunedì 23 gennaio a venerdì 27 gennaio, infatti, gli studenti potranno assistere ai film de Il grande dittatore di Charlie Chaplin, Vai e vivrai di Radu Mihaileanu, Fateless di Lajas Koltai, La passione di Giosuè l’ebreo di Pasquale Scimeca.


 

Giornata della memoria 2006
Giovedì 26 gennaio 2006
Aula Magna Centro Studi
Ore 20.45
La Shoah zingara: Il porrajmos
Le persecuzioni di Rom e Sinti in Europa
Maurizio Pagani (Vicepresidente Opera Nomadi Milano) e
Giorgio Bezzecchi (Segretario Nazionale Opera Nomadi)
Presentano il film “Porrajmos” (2005)
A seguire
Concerto del grande chitarrista e compositore Fabio Lossani con il gruppo “Zingadije”.
Brani tratti dal repertorio tradizionale della musica romanì.

Alla vigilia del ricordo dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz avvenuto sessant’anni fa, lo sterminio degli zingari continua a rimanere una storia ancora tutta da scrivere.

Quella che il popolo ebraico ci ha insegnato a chiamare Shoah, in lingua romanés si chiama “Porrajmos”. Una parola che pochi conoscono ma che in italiano si traduce con annientamento, distruzione, divoramento.

Il popolo rom ha patito sofferenze atroci durante il nazismo e il fascismo: fino ad oggi, solo alcune centinaia di migliaia sono le vittime accertate, ma la maggior parte degli storici concorda sull’impossibilità di fornire cifre definitive, anche perché agli zingari divorati dall’universo concentrazionario nazista, devono venir aggiunti quelli uccisi o comunque perseguitati, ad esempio con la pratica della sterilizzazione coatta o con la prigionia nei campi di detenzione, nei territori occupati di tutta l’Europa.

Come sempre “non nel numero delle vittime, ma nell’ideologia stessa che sottende l’idea di discriminazione, di persecuzione, di sterminio, si annida il crimine”: ebrei, zingari, oppositori politici, omosessuali, testimoni di Geova, handicappati, malati psichici sono morti insieme nelle camere a gas, in ragione di un atto finale che costituisce l’epilogo logico e “necessario” dell’ideologia razziale.

Anche il regime fascista fu direttamente responsabile della persecuzione razziale contro i Rom e collaborò attivamente al Porrajmos, sia nei confronti degli zingari italiani e stranieri insediati sul territorio nazionale, sia ai danni dei gruppi rom dei paesi occupati dal nostro esercito.

Tragiche ed emblematiche sono le testimonianze delle efferatezze compiute dagli ”italiani brava gente” in zona jugoslava, riportate alla luce anche dagli studi più recenti.

L’assenza, nel nostro paese, di una esplicita legislazione razziale riconducibile agli zingari, utilizzata per negare le responsabilità del regime e la continuità con gli orrori che si andavano perpetrando in Europa, non deve trarre in inganno. L’ampia discrezionalità nell’applicazione estensiva di alcune norme anti-ebraiche e il ricorso a disposizioni prefettizie e delle questure in materia d’ordine pubblico, di fatto, fornirono i presupposti per l’applicazione di una politica razziale nazionale che consentisse vessazioni, limitazioni della libertà di circolazione, rastrellamenti, internamenti nei campi di prigionia italiani, nonché il trasferimento nei lager nazisti di alcune migliaia di rom e sinti italiani e stranieri.

In occasione della “Giornata della Memoria 2006”, Opera Nomadi presenta il Video “Il Porrajmos dimenticato”, un lavoro di ricerca storica e di raccolta della memoria orale, condotto tra le comunità rom e sinte italiane e un intervento musicale del gruppo “Zingadije”, con brani tratti dal repertorio tradizionale della musica romanì.

Un’iniziativa rivolta innanzitutto ai giovani, alle scuole medie e superiori e alle università, al mondo della cultura, alle istituzioni e all’opinione pubblica con l’obiettivo di far luce sul Porrajmos del popolo rom e sinto.

Occorre ricordare che ancora oggi i Rom continuano ad essere uno dei gruppi a più alto rischio di esclusione sociale, anche quando sono cittadini italiani e vivono in condizioni di relativa o compiuta sedentarietà, ma continuano ad essere “costretti” a non dichiarare pubblicamente la propria appartenenza e identità per aggirare il pregiudizio diffuso che li circonda.

E questa, per quanto grave e inaccettabile, è solo la parte più “riconoscibile” di uno scenario sociale ben più ampio e complesso, a livello nazionale ed europeo, che alimenta pericolosamente la discriminazione e il razzismo tra i popoli, lungo un percorso storico di violente discriminazioni che, ieri come oggi, non appaiono essersi interrotte nei confronti del popolo rom e sinto.

 

Cinemazero/Ufficio Stampa
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È nata a Montecchio Emilia (RE) nel 1980, ma risiede da sempre in provincia di Parma. Laureata in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo dedicata alle riscritture del mito di Antigone, è attualmente dottoranda in discipline teatrali e cinematografiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Collabora con alcuni siti internet dedicati a letteratura e teatro, con un’agenzia letteraria e con un mensile locale. Da sempre interessata all’universo della scrittura e all’editoria, si è recentemente qualificata al primo posto nel concorso Storie a Mezzogiorno (sezione narrativa). Autrice della post-fazione al libro di Fortuna Della Porta IO CONFESSO, sta attendendo l’uscita del suo primo racconto nell’antologia dal titolo Piccole Storie, edizioni La Chiave.
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