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2005
7
Dic

Pier Paolo Pasolini - Trent'anni di profezie

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Comunicato Stampa


PIER PAOLO PASOLINI 1975-2005 TRENT’ANNI DI PROFEZIE

Venerdì 16 dicembre 2005, ore 20.45
Aula Magna Centro Studi, Pordenone
Incontro con Mimmo Calopresti
Come si fa a non amare Pier Paolo Pasolini
Appunti per un romanzo sull’immondezza

L’incontro con Mimmo Calopresti previsto venerdì 16 dicembre, alle ore 20.45 presso l’Aula Magna Centro Studi avrà l’importante compito di chiudere le manifestazioni che per quasi due mesi hanno celebrato la figura del grande poeta friulano. Un omaggio reso possibile dall’intervento della Regione Friuli Venezia Giulia, Provincia di Pordenone, Città di Casarsa della Delizia, Centro Studi Pier Paolo Pasolini, Cinemazero e dalla preziosa collaborazione del Comune di San Vito al Tagliamento, Comune di Bologna, Comune di Roma, Fondo Archivio Pasolini/Bologna, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, Cineteca Nazionale, Società Filolofica Friulana e Università di Udine.

E oggi 24 aprile 1970 è giorno di sciopero. L’ordine degli scopini è entrato nella storia, bisogna essere contenti,
come se gli angeli fossero scesi sulla terra a sedersi sulle panchine dei viali e dei muretti della borgata.
E’ giorno di Rivelazione, è caduta ogni separazione tra il regno d’Ognigiorno e il Regno della Coscienza;
ciò che resta intatta è l’umiltà; perchè chi ebbe una vocazione vera non conosce la violenza;
e parla con grazia anche dei propri diritti.
(Pier Paolo Pasolini, da Appunti per un romanzo dell’immondezza, 1970)
 
Nel 1970 Pier Paolo Pasolini girò un documentario prodotto da Unitelefilm, uno dei prodotti del Comitato Cineasti Italiani contro la repressione. I versi sopra riportati fanno parte di una vera e propria ode che doveva accompagnare le immagini girate e montate. Pasolini ne parlò in qualche intervista e disse che era parte di un progetto più ampio: accennava addirittura a un film di molte ore che riguardava il Terzo Mondo (“Paese Sera”, 19 giugno 1970). Laura Betti, dopo la morte del suo amato Pier Paolo, dirigendo il Centro Pasolini provò a cercarne il girato per diversi anni, senza alcun risultato, e alla fine ci rinunciò: non si dimenticò però di farvi riferimento nel suo film Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno (2001), facendo volare (sue parole testuali) Pier Paolo sopra una grande discarica di immondizia.

(…) per molti anni, il filmato fu dato per disperso, anche se alcune filmografie francesi ne fanno riferimento specifico. Ma il film, anzi, la parte filmata del Romanzo dell’immondezza, è lì dove doveva essere, all’Archivio Audiovisivo del Monumento Operaio, oggi fondazione indipendente e negli anni ’70 parte del Unitelefilm. Il film è diviso in tre parti: la prima raccoglie le riprese dell’assemblea degli scopini, nella seconda scorrono le immagini della discarica di Roma, e nella parte finale ci sono delle interviste agli stessi scopini sul loro posto di lavoro: alcuni, per esempio, fanno vedere i loro armadietti, e mi sembra che parlino delle proprie condizioni di vita. (…)Pasolini guarda tutto, compresa l’immondizia, con l’attenzione di chi sta cercando qualcosa di importante ed è sicuro di riuscire a trovarlo. Lui lo sa, lo ha sempre saputo, la rivelazione (rivoluzione) è l’attimo poetico. La presa di coscienza della realtà è il momento della conoscenza. Il suo compito d’artista ha sempre voluto dire stare in quella realtà, l’unica realtà che si possa comprendere e raccontare. Un piccolo pezzo di carta trascinato dal vento che svolazzava in mezzo alla strada attirava la sua attenzione. questo ho sentito dire da Bernardo Bertolucci che seguiva come aiuto regista il film Accattone: metteva all’interno dell’inquadratura quel che casualmente incrociava il suo sguardo, perché era il tratto pittorico di cui aveva bisogno. Il cinema di Pasolini fa i conti con tutto quello che si agita intorno a lui, ma il suo agire non è rappresentare la realtà, essere militante (così si diceva negli anni ’70) del reale: per lui la cosa importante è la ricerca del particolare pittorico da inserire nel grande affresco della vita. Una morte violenta quella di Pasolini, ma una vita vissuta con molta grazia, come ancora una volta si può vedere da questo piccolo progetto di film che ci ha lasciato in uno scaffale in via Sprovieri 14 a Roma. (Mimmo Calopresti, Roma Settembre 2005)

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È nata a Montecchio Emilia (RE) nel 1980, ma risiede da sempre in provincia di Parma. Laureata in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo dedicata alle riscritture del mito di Antigone, è attualmente dottoranda in discipline teatrali e cinematografiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Collabora con alcuni siti internet dedicati a letteratura e teatro, con un’agenzia letteraria e con un mensile locale. Da sempre interessata all’universo della scrittura e all’editoria, si è recentemente qualificata al primo posto nel concorso Storie a Mezzogiorno (sezione narrativa). Autrice della post-fazione al libro di Fortuna Della Porta IO CONFESSO, sta attendendo l’uscita del suo primo racconto nell’antologia dal titolo Piccole Storie, edizioni La Chiave.
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