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2005
27
Giu

''Il Cinema secondo Cosulich'' presentato a Gorizia

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XXIV PREMIO INTERNAZIONALE

ALLA MIGLIORE SCENEGGIATURA “SERGIO AMIDEI”

 

 

 

Presentazione del libro

 

“IL CINEMA SECONDO COSULICH”

 

a cura di Roy Menarini

 

Raccolta di recensioni e saggi

nel periodo del Governo Militare Alleato a Trieste (1948-1954)

 

 

Palazzo del Cinema di Gorizia

Martedì 26 luglio 2005, ore 17.30

 

 

           

            Per la città di Trieste, quelli del secondo dopoguerra erano gli anni difficili del Governo Militare Alleato, delle tensioni etniche lungo il confine da poco ridisegnato e delle opposte spinte tra i due nuovi poli della politica mondiale. Un lustro “sospeso” tra l'Italia e il resto del mondo, scandito dal ritmo consueto della vita che continua e dagli impegni di una società in cerca di pace e normalità. Quella ritrovata, per esempio, nelle sale cinematografiche, di fronte al ritorno dei film americani, ai grandi classici dei Paesi dell'Est e alle prime prove del Neorealismo italiano.

            E' di questo breve ma intenso spaccato di storia del cinema e dei suoi protagonisti che parla il libro intitolato “Il cinema secondo Cosulich”, un volume di circa 250 pagine, edito da Transmedia s.p.a. nell'ambito della collana di pubblicazioni promossa dall'Associazione di cultura cinematografica “Sergio Amidei” di Gorizia, a cura di Roy Menarini, docente di cinema del Dams Cinema dell'Università di Udine.

            L'opera, che sarà presentata martedì 26 luglio, alle 17.30, al Palazzo del Cinema di Gorizia, durante una delle dieci giornate del Premio internazionale alla migliore sceneggiatura cinematografica “Sergio Amidei” (in programma a Gorizia dal 21 al 30 luglio),  raccoglie un’ampia antologia delle recensioni e degli scritti pubblicati dal grande critico triestino Callisto Cosulich sul “Giornale di Trieste” (il quotidiano che sostituì “Il Piccolo” nel periodo del Governo Militare Alleato) tra il 1948 e il 1953. Un'autentica perla, considerati l'autorevolezza della firma - caposcuola di una generazione di critici seguita poi da altre grandi penne, come Kezich e Ranieri – e il periodo trattato: circa 500 i pezzi recuperati, tra recensioni e saggi, di cui 200 integralmente riprodotti nel libro (tra gli altri, anche diverse corrispondenze dalla Mostra di Venezia).

            Diviso in due sezioni principali - quella dedicata alle recensioni vere e proprie e quella che comprende articoli da festival, saggi generali o approfondimenti critici -, il volume è corredato da una serie di interventi in ricordo dell’attività di Cosulich a Trieste, tra cui quelli di Mario de Luyk, esperti di cinema, e dell’avvocato Nereo Battello, presidente dell'Associazione Amidei e cultore della cinefilìa di quegli anni, oltre a un saggio del curatore Menarini e ad una memoria autobiografica dello stesso Cosulich, oggi ottantenne. Negli apparati, le note bibliografiche del critico giuliano e l’elenco completo in ordine di data e anno di tutti gli articoli (documentazione utile per future ricerche e completamente inedita).

            “L’ambizione di un’antologia – spiega Roy Menarini – risiede nel fatto che il libro, alla fine, giunga a svelare una trama sotterranea, faccia emergere una imprevista geografia dell’interpretazione, offra finalmente tutto insieme il materiale che altrimenti è sottoposto all’immediata usura del tempo di un quotidiano. Non sempre, però, l’antologia di un critico riesce a diventare “il romanzo di uno spettatore” o la silloge eccitante di un dialogo mai interrotto con il lettore. Alle volte, l’occasionalità della recensione non permette al “fiore” di trasfigurarne l’origine transeunte”.

            Altro il destino di questo volume. “Possiamo dire senza tema di smentita – continua Menarini – che invece “Il cinema secondo Cosulich” vince la scommessa. Le recensioni del critico triestino possono infatti essere lette una dopo l’altra, come un lungo, ininterrotto testo discorsivo, un romanzo saggistico, la cronaca di un periodo straordinario. Sì, perché Callisto Cosulich è stato anche uno spettatore fortunato, come quelli che potevano assistere al periodo 1948-1953. Difficile pensare oggi a un momento più suggestivo e ricco di creatività: il cinema neorealista, la prima commedia popolare, gli esordi di Antonioni e Fellini, la stagione del documentario, e questo solo per rimanere in Italia. Si aggiungano i film di Ford e Welles in America, la stagione del noir e del western, il musical maturo e l’animazione disneyana per Hollywood. E, infine, si pensi alle proiezioni di film sovietici e muti al Circolo della Cultura e delle Arti e si avrà un disegno più chiaro di che cosa significava andare al cinema in quegli anni. E di che cosa voleva dire anche fare i critici, a quell’epoca”.

            “Chissà quanti rischi di prendere cantonate, si potrebbe pensare. Chissà che errori di valutazione. E invece no: a parte alcuni giudizi più tiepidi o sorprendenti per severità, Cosulich sembra misurare con grande acume, con straordinaria freschezza i fenomeni incipienti e quelli effimeri, la forza di cineasti destinati a rimanere - l’amore per Visconti, l’attenzione alle svolte di Rossellini, la riflessione sulle contraddizioni di De Sica - e la debolezza di coloro che si perderanno”.

 

 

 

 

Ufficio stampa: Luana de Francisco

Cell.: 328.6667653

E-mail: luana.defrancisco@libero.it

 
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È nata a Montecchio Emilia (RE) nel 1980, ma risiede da sempre in provincia di Parma. Laureata in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo dedicata alle riscritture del mito di Antigone, è attualmente dottoranda in discipline teatrali e cinematografiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Collabora con alcuni siti internet dedicati a letteratura e teatro, con un’agenzia letteraria e con un mensile locale. Da sempre interessata all’universo della scrittura e all’editoria, si è recentemente qualificata al primo posto nel concorso Storie a Mezzogiorno (sezione narrativa). Autrice della post-fazione al libro di Fortuna Della Porta IO CONFESSO, sta attendendo l’uscita del suo primo racconto nell’antologia dal titolo Piccole Storie, edizioni La Chiave.
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