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2005
26
Giu

1527

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E' uscito il nuovo romanzo storico di Andrea Moneti: "1527" (Ed.Stampa Alternativa). Una sorta di giallo che si svolge nello scenario del sacco di Roma del 6 maggio 1527: una frattura nella Storia. L’esercito di Carlo V, trentamila uomini, mette al sacco Roma e la tiene per più di nove mesi. Fra loro anche dodicimila mercenari lanzichenecchi, quasi tutti luterani, mentre il papa è tenuto prigioniero a Castel Sant’Angelo. Nella città devastata, la vita di ognuno, tra la peste e la fame, è appesa a un filo. In mezzo a questi eventi, il Caso accomuna due destini, quello di Heinrich, capitano lanzichenecco, e di Messer Stefano, medico alla corte del cardinale Della Valle, così diversi per fede e per modi di vita. Intorno a loro una serie di delitti. E un’eresia che viene dal Nord. La più pericolosa perché sa parlare al cuore degli uomini. Intreccio, passione e azione tra due mondi inconciliabili venuti in collisione, quello della Riforma e della Chiesa. Personaggi vivi che non hanno nulla di pittoresco o sentimentale, ma che si muovono in una trama avvincente, tra le ambiguità e le incertezze della natura umana.

Sullo sfondo la Roma del ‘500 e una variegata schiera di figure – soldati, capitani, uomini di corte e cortigiane - in un’era di intrighi, guerre, tradimenti e conflitti religiosi. Suoni, colori e odori di una quotidianità così lontana, “1527”, inseguendo un’ambientazione per certi aspetti simile ad una sceneggiatura, è un affresco di vita di quegli uomini, delle loro credenze, i valori e i comportamenti nei confronti del mondo che li circonda, naturale e soprannaturale.

“1527” non è solo un romanzo storico. È, soprattutto – ed è forse questa la sua caratteristica più importante - un libro attuale. La storia delle profonde e sanguinose divisioni che lacerarono l’Europa al tempo di Lutero cattolici da una parte e protestanti (o riformatori) dall’altra, e che portarono alla nascita di altri movimenti radicali - primo fra tutti l’anabattismo ed il suo messaggio di egualitarismo in una società ancora saldamente feudale - non è che una trasposizione ideale, e concreta, dell’attuale scontro tra civiltà, o presunto tale, occidentale ed islamica, per raccontare il vero volto della guerra. Di ogni guerra. Quelle di ieri come quelle di oggi.

 
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È nata a Montecchio Emilia (RE) nel 1980, ma risiede da sempre in provincia di Parma. Laureata in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo dedicata alle riscritture del mito di Antigone, è attualmente dottoranda in discipline teatrali e cinematografiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Collabora con alcuni siti internet dedicati a letteratura e teatro, con un’agenzia letteraria e con un mensile locale. Da sempre interessata all’universo della scrittura e all’editoria, si è recentemente qualificata al primo posto nel concorso Storie a Mezzogiorno (sezione narrativa). Autrice della post-fazione al libro di Fortuna Della Porta IO CONFESSO, sta attendendo l’uscita del suo primo racconto nell’antologia dal titolo Piccole Storie, edizioni La Chiave.
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