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2004
3
Ago

Waltersteiner - Workshop teatrali 2004/2005

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Incontri/scontri di teatro, immaginazioni e altri pretesti

Il teatro è un’occasione. Così la pittura, il cinema. L’immaginazione. L’immaginazione non esiste. È vapore che si ghiaccia in forme trasparenti estranee alla sua vivida evanescenza. La visione compra ogni volta una forma pagando il prezzo dell’incompiutezza, conservando in un’architettura la sua essenza rivelatrice. Il teatro è una delle sagome imperfette della visione. Attraverso il conflitto e lo scontro connaturati in ogni mezzo espressivo, l’attore disintegra e ricompone splendenti statue di creta che non fa in tempo a raffreddarsi e già si disfa nelle mani. E ritorna creta bagnata, idea, visione astratta tesa alla memoria di una forma perduta. Questo laboratorio teatrale insegna a plasmare il teatro, a plasmare il cinema, la parola scritta, se stessi, a plasmare tutto ciò che è plasmabile, tutto ciò che è occasione e pretesto. A costruire statue sempre più perfette. A distruggerle con il più alto grado di mestiere e grazia possibile. A piangere, infine, sulle macerie umide dell’opera.

Configurazione dei workshop

1° workshop, da martedì 16 a domenica 21 novembre 2004:

Shakespeare e gli altri

2° workshop, da martedì 1 a domenica 6 marzo 2005:

(de)struttura(zione) dell’attore

Ognuno dei due workshop è formato da due sottoparti complementari, della durata di tre giorni ciascuna, e avrà complessivamente una durata di 25 ore.

All’interno dei workshop verranno affrontati e approfonditi due temi specifici, centrati in un caso su un particolare filone appartenente alla storia del teatro nonché sulle sue implicazioni, nell’altro su una rosa di tecniche teatrali di approccio alla recitazione e all’interpretazione del personaggio.

Entrambi i workshop verranno sviluppati dal punto di vista pratico e da quello teorico, reciprocamente funzionali, in modo da proporre un approfondimento il più possibile completo e globale degli argomenti trattati.

Durante la parte teorica verranno inoltre proposti estratti da film d’autore attinenti con il tema trattato, quale ulteriore strumento di approfondimento appartenente a una forma artistica diversa ma comunque strettamente affine al teatro come è il cinema.

I workshop verranno svolti nella sede e sala teatrale della compagnia waltersteiner a Genova Prà, in Via Sapello 3.

Per qualsiasi chiarimento rivolgersi a:

Luca Donatiello

Responsabile laboratori teatrali compagnia waltersteiner

Tel. 3299777850

Mail: laboratori@waltersteiner.it <mailto:laboratori@waltersteiner.it>

Struttura

1° parte:

Martedì, ore 19 – 22.30: introduzione teorica del tema globale del workshop e in particolare di quello che caratterizza i seguenti tre giorni. Visione di un’opera cinematografica attinente con il tema trattato.

Mercoledì, ore 19 – 22.30: pratica.

Giovedì, ore 19 – 22.30: pratica.

2° parte:

Venerdì, ore 19 – 22.30: introduzione teorica alla seconda parte e visione di un’opera cinematografica relativa al tema.

Sabato, ore 14,30 – 20: pratica.

Domenica, ore 14,30 – 20: pratica.

Workshop n. 1 (novembre 2004)

Shakespeare e gli altri

Gli elisabettiani e le loro conseguenze da C. Marlowe a W. Herzog

Parte prima

La verticalità tragico religiosa nel cinema di Abel Ferrara: Fratelli (1996). Visione, commento e discussione del film. Il messaggio poetico e l’analisi specificatamente teatrale legata all’immagine.

La propedeutica della soluzione tragica: Le situazioni, le dinamiche, le conclusioni. L’approccio recitativo attraverso studi pratici su estratti da Marlowe, Shakespeare, Webster. La dizione e il verso.

Il paradosso e il sangue: il rapporto fra la recitazione empirica e quella straniata.

La lettura e la recitazione a memoria del testo tragico: le analogie e le differenze nell’uso della voce, dei movimenti, della respirazione.

La kinestesi del corpo: la sconfitta della visceralità dell’attore attraverso la pratica dello sdoppiamento dentro e fuori dalla scena.

Parte seconda

La soluzione tragica nel cinema di Werner Herzog: Woyzeck (1978). Visione, commento e discussione del film. Il messaggio poetico e l’analisi specificatamente teatrale legata all’immagine.

La funzione sociale della tragedia: la rappresentazione tragica moderna e le sue implicazioni etico-politiche. Studio pratico di estratti da Shiller e Buchner.

Sociologia dell’attore: la consapevolezza del messaggio. La comunicatività del testo teatrale attraverso le tappe principali della sua creazione: la funzione dei personaggi, dell’intreccio, della rappresentazione scenica finale.

La crisi del teatro borghese: Oscar Wilde e la Salomè.

L’improvvisazione e la tragedia: l’approccio attoriale alla recitazione all’improvviso della Commedia dell’Arte connesso ai tempi e ai modi dell’impianto tragico di un’opera.

Workshop n. 2 (marzo 2005)

(de)struttura(zione) dell’attore

La persona, il personaggio, il conflitto, i frammenti.

Parte prima

la struttura e l’azione

L’architettura tragico pittorica nel cinema di Takeshi Kitano: Dolls (2002). Visione, commento e discussione del film. Il messaggio poetico e l’analisi specificatamente teatrale legata all’immagine.

L’uomo/attore attraverso la struttura psicanalitica freudiana al servizio della costruzione artistica del personaggio. L’autoanalisi psicologica, il conflitto e i frammenti: attraverso il metodo da Stanislawskij all’Actor Studio.

Il monologo e la scena corale: approfondimenti pratici sull’impostazione vocale e corporea nei due principali impianti comunicativi teatrali. La respirazione, le pause, il ritmo, il colore. Studio pratico su estratti da Beckett.

L’impianto recitativo teatrale e cinematografico: l’espressione corporea e vocale nelle due architetture espressive. Studi pratici con l’utilizzo di brevi estratti dalla sceneggiatura di Pulp Fiction di Q. Tarantino e da opere di Pirandello.

Il palco e la crudeltà dell’azione: l’atleta del cuore Antonin Artaud. Verso la destrutturazione.

Parte seconda

la destrutturazione

Il corpo e la distruzione delle forme nel cinema di Shinya Tsukamoto: Tokyo fist (1995). Visione, commento e discussione del film. Il messaggio poetico e l’analisi specificatamente teatrale legata all’immagine.

Il palco, la tela, la macchina da presa: la scomposizione della scena e la ricostruzione come visione pittorica: l’arte figurativa al servizio del teatro. La plasticità del corpo, la luce e la coralità tragica in Caravaggio, Rembrandt, Kitano, Ferrara.

La scomposizione estrema del gesto e della parola: l’attore biomeccanico di Mejerchol’d e le sue implicazioni comunicative.

Il gesto destrutturato: l’azione muta e l’atto straniato di Brecht al servizio della parola e dell’espressione in scena.

La boxe e il teatro: l’attore e la consapevolezza dell’avversario sul palco. Le basi della disciplina sportiva da sempre legata al teatro con la collaborazione di insegnanti provenienti dalla scuola Celano Boxe.

Curricula docenti

Clemente Tafuri:

Nasce a Genova nel 1974. Si laurea in Lettere Moderne con indirizzo artistico (Tesi sulla storia del cinema intitolata Il cinema e la boxe). Fonda e dirige per quattro anni la rivista letteraria Pocaluce. Nel 2001 è tra i fondatori della compagnia teatrale waltersteiner, di cui è, insieme a David Beronio, direttore artistico, autore e regista (Visioni, stagione 2001-2002; Un piede in 2 scarpe, stagione 2002-2003; Una bella bistecca, stagione 2003-2004; Il duello, stagione 2004-2005). A ottobre 2003 esce il suo primo romanzo Caino Lanferti – una storia di Marsiglia per Einaudi.

David Beronio:

Nasce a Chiavari nel 1972. Si laurea in filosofia estetica a Genova nel 1997 con una tesi sulla poesia di Carlo Michelstaedter. Collabora con la rivista letteraria Pocaluce, in qualità di membro della redazione, all’interno della quale tiene una rubrica di poesia, nella quale si occupa di Rilke, Borges, Gozzano, Boccaccio, Campana. Scrive articoli di approfondimento su Heidegger e Durer. È autore di romanzi e altri lavori letterari. Nel 2001 è, insieme a Clemente Tafuri, direttore artistico, autore, regista, nonché socio fondatore della compagnia teatrale waltersteiner.

Roberto Bobbio:

Nasce a Genova nel 1960. Si diploma nell’82 alla Scuola per attori del Teatro Stabile di Genova, avendo tra gli insegnanti Gian Maria Volontà, Marcello Bartoli, Marco Sciaccaluga. Prende parte a diversi seminari tenuti da Dario Fo, Orazio Costa e Susan Strasberg. Nell’ambito del teatro Corte dei Miracoli fonda nel ’92 la Scuola Laboratorio "Il teatro e il suo doppio", con la quale porta in scena nel ’93 "Materiali su Riccardo III". Dal 2001 è attore e docente dei laboratori teatrali per la compagnia waltersteiner.

 
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È nata a Montecchio Emilia (RE) nel 1980, ma risiede da sempre in provincia di Parma. Laureata in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo dedicata alle riscritture del mito di Antigone, è attualmente dottoranda in discipline teatrali e cinematografiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Collabora con alcuni siti internet dedicati a letteratura e teatro, con un’agenzia letteraria e con un mensile locale. Da sempre interessata all’universo della scrittura e all’editoria, si è recentemente qualificata al primo posto nel concorso Storie a Mezzogiorno (sezione narrativa). Autrice della post-fazione al libro di Fortuna Della Porta IO CONFESSO, sta attendendo l’uscita del suo primo racconto nell’antologia dal titolo Piccole Storie, edizioni La Chiave.
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