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2005
28
Apr

Time in Jazz

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A Berchidda dall’11 al 15 agosto la diciottesima edizione di Time in Jazz.
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Il festival Time in Jazz diventa maggiorenne, e per la sua edizione numero diciotto allestisce un cartellone come sempre all’insegna della qualità e dell’originalità. Dall’11 al 15 agosto, Berchidda (Ss) sarà come ogni estate l’epicentro di una manifestazione capace di richiamare migliaia di spettatori, con la sua consueta formula che prevede eventi dal mattino a notte fonda, in piazze, strade, boschi, chiesette campestri del paese e dei centri vicini.
 
Cinque giorni pieni di musica ma non solo, perché accanto ai tanti concerti, il festival diretto da Paolo Fresu e organizzato dall’associazione culturale Time in Jazz, apre la consueta finestra sull’arte contemporanea: performance, mostre ed eventi espositivi in luoghi e spazi differenti, raccolti sotto il marchio P.A.V., il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu.
 
Musica, arti visive, ma anche cinema, quest’anno a Berchidda, con una rassegna di film etnomusicali curata dal regista Gianfranco Cabiddu con la collaborazione dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico.
 
Linguaggi diversi, ma uno spunto comune: "Digital Trance" è il titolo che campeggia sul calendario di questa edizione del festival, a suggerire che tecnologie digitali ed elettroniche e stati di coscienza saranno i termini di riferimento principali, anche se non gli unici, di quanto si ascolterà e si vedrà quest’estate a Berchidda.
 
L’intreccio fra jazz (ma non solo) e suono digitale ed elettronico detta le coordinate di una serie di concerti in particolare, tra quelli in programma ogni sera sul palco di Piazza del Popolo, sede degli appuntamenti più attesi del festival: "Translate", ad esempio, un progetto basato sul trattamento in tempo reale di suoni e immagini attraverso campionamenti, loop ed elettronica, che il contrabbassista Michel Benita e la videoartista Judith Darmont presenteranno nel set d’apertura della terza serata, quella del 13 agosto. Ad affiancare il musicista e la VJ in arrivo dalla Francia, due ospiti d’eccezione, entrambi noti per la loro capacità di mescolare jazz e elettronica: il trombettista Erik Truffaz e Philippe Garcia alla batteria.
 
Nel set successivo, l"Experimentum Mundi Remix" è il progetto con cui il compositore Giorgio Battistelli rivisita la sua opera più famosa ("Experimentum Mundi" ha debuttato nel 1981, ed è stata rappresentata anche a Berchidda nove anni fa), in un dialogo tra i campionamenti elettronici di Martux-m (al secolo Maurizio Martusciello) e i timbri crudi e vitali di una singolare "orchestra" composta da sedici artigiani che fanno dei ferri del loro mestiere gli strumenti musicali: bottai, falegnami, selciaioli, muratori, fabbri, arrotini, calzolai, uno scalpellino e persino un pasticciere, impegnati ad eseguire la partitura di Battistelli insieme ad un pugno di musicisti "veri", quattro voci femminili e un percussionista.
 
Al confine tra ipnosi e trance il set d’apertura della serata del 14 agosto: protagonista il musicista turco (ma da tempo di base in Canada) Mercan Dede (noto anche come DJ con il nome d’arte Arkin Allen) e il suo gruppo Secret Tribe, un ensemble che affianca al leader - alle prese con ney (il tipico flauto turco), bendir (tamburo a cornice), voce ed elettronica - il clarinetto di Aykut Sutoglu, le percussioni di Huseyin Ceylan e Memduh Akatay, e la danza derviscia di Mira Burke. Un gruppo, come suggeriscono la sua composizione e strumentazione, con cui Mercan Dede sperimenta da tempo l’incontro e la fusione di due generi musicali apparentemente distanti ed opposti, l’elettronica e la tradizione folklorica turca, le sonorità ambient con la spiritualità sufi, in un originale mix di antico e moderno, sacro e profano.
 
Altri climi e atmosfere con la formazione di scena subito dopo sul palco di Piazza del Popolo: i Sex Mob del trombettista Steven Bernstein sono infatti uno dei gruppi di punta della scena downtown di New York, ed ha nell’eclettismo una delle sue caratteristiche più marcate. Brani pop e rock, classici del jazz e della musica per cinema (tra i dischi del gruppo, uno è dedicato alle colonne sonore dei film di James Bond) sono lo spunto per nuove interpretazioni e riletture da parte di questo quartetto di ottimi solisti che unisce alla bravura e alle doti improvvisative la giusta dose di humour. Con Bernstein (che suona una tromba a coulisse), Briggan Kraus al sax contralto, Tony Scherr al basso e Kenny Wollesen alla batteria, a Berchidda ci sarà anche DJ Olive con i suoi giradischi ad arricchire la tavolozza sonora dei Sex Mob.
Di Steven Bernstein da non perdere anche, l’indomani mattina (15 agosto, alle 11) nella lussureggiante vegetazione del Demanio Forestale sul Monte Limbara, lo "Special Mountain Project", produzione originale per il Festival Time in Jazz.
 
Jazz e elettronica trovano nella scena musicale norvegese una delle più vitali realtà di questi anni. Ecco allora in arrivo dalla Scandinavia (il 12 agosto) il pianista-tastierista Bugge Wesseltoft con il suo gruppo: Ole Morten Vaagan al contrabbasso e al basso elettrico, Andreas Bye alla batteria, il DJ Jonas Lonna e Rikard Gensollen alle prese con percussioni e elettronica. Sintetizzatori robustamente funkeggianti, atmosfere techno e ambient, battiti elettronici, per un sound che viene dal freddo nord ma sa trasmettere calore.
 
Dalle stesse latitudini, la sera precedente (11 agosto) sarà intanto planata sul palco di Berchidda, per il primo dei concerti in Piazza del Popolo, la Magnetic North Orchestra di un altro pianista e tastierista norvegese, Jon Balke. Nata nel 1992 dall’idea di unire un sestetto jazz, un quartetto d’archi e un gruppo di percussionisti, in tredici anni di attività (e tre dischi per la ECM) la Magnetic North Orchestra ha costruito la propria originalità partendo dall’energia racchiusa nel jazz tradizionale, nella musica classica contemporanea e nelle sonorità originarie dell’Africa settentrionale e occidentale.
Capeggiata da Jon Balke (pianoforte, tastiere), la MNO si presenterà a Time in Jazz con Per Jorgensen (tromba, voce), Fredrik Lundin (sax tenore e soprano, flauto), Bjarte Eike (violino), Peter Spissky (violino), Tom Pitty (violoncello), Ingar Zach e Helge Norbakken (percussioni).
 
Ritroveremo entrambi i musicisti scandinavi, Jon Balke e Bugge Wesseltoft, tra i protagonisti dei tanti concerti che, come ogni anno, si tengono ogni mattina (alle 11) e nel pomeriggio (alle 18) nelle suggestive chiese della campagna di Berchidda e di altri centri vicini: insieme, per un duo di pianoforti nel Santuario di San Paolo Eremita di Monti (la mattina del 12); poi, il giorno dopo (13 agosto, ore 11), Jon Balke in solitudine con il suo strumento nella Chiesa di San Marco, a pochi chilometri da Berchidda.
 
A Bugge Wesseltoft spetterà invece il compito di inaugurare proprio la serie degli appuntamenti nelle chiese campestri, il pomeriggio dell’11 (ore 18) nella magnifica Basilica di Sant’Antioco di Bisarcio, nei pressi di Ozieri, in compagnia della cantante norvegese Sidsel Endresen con cui condivide, fin dal 1993, le fortune di un collaudatissimo duo che ha raccolto successi e riconoscimenti internazionali.
 
Dalle sonorità digitali ed elettroniche alle musiche etniche il passo è meno lungo di quanto possa apparire, se il termine di riferimento è quello stato di coscienza "altro" che la musica, e il ballo, può stimolare. Così Time in Jazz mette un piede nel futuro tecnologico e l’altro nel passato delle tradizioni.
 
Ad aprire l’ideale capitolo del festival dedicato alle proposte di impronta più esplicitamente etnica sarà lo "Gnaoua project" di Hamid El Kasri, sul palco di Piazza del Popolo la sera del 12 agosto (alle 21.30). Autentica icona della musica marocchina, Hamid El Kasri, classe 1961, ha reso possibile l’incontro e la fusione della musica del nord del Marocco con quella del sud. Con la sua voce e il suo ghembri (un liuto a tre corde) e accompagnato dai suoi musicisti, proporrà a Berchidda brani un tempo utilizzati per invocare il potere di forze soprannaturali e raggiungere la trance, rievocando così la storia dei propri antenati, schiavi tradotti in Marocco, di cui la musica Gnaoua è un antico retaggio culturale. La presenza del percussionista algerino Karim Ziad, in veste di special guest, non fa che accrescere i motivi di interesse per questo concerto, che sarà riproposto in chiave acustica sabato 13 (alle 18), nella Chiesa di Santa Caterina nei dintorni di Berchidda.
 
Nello stesso capitolo delle musiche etniche rientra anche l’evento al centro della mattinata inaugurale del festival, giovedì 11: un concerto "a tappe" nelle stazioni ferroviarie lungo la tratta Olbia-Chilivani. Protagoniste, le launeddas del maestro Luigi Lai - il più grande virtusoso vivente dello strumento simbolo della musica tradizionale sarda - con un gruppo di suoi allievi, e Brittany Bagpipes, un ensemble di cornamuse appositamente riunito per l’occasione, guidato da Patrick Molard (considerato come uno dei migliori solisti di cornamusa in Europa) e composto da musicisti bretoni della Bagad de Concarneau (Yann Cariou, Hervé Le Floc'h, Yann Pelliet) e della Bagad d’Auray (Pascal Guingo). Il pubblico, imbarcato su un treno appositamente allestito da Trenitalia, troverà alle diverse fermate ora l’una ora l’altra formazione, per poi ascoltarle riunite insieme, launeddas e cornamuse, alla tappa finale nella stazione di Chilivani. Un evento originale del festival che ripete la formula collaudata con successo lo scorso anno (allora ne fu protagonista Uri Caine) e che nel titolo, "TancEuropExpress" allude chiaramente al contesto ferroviario e al tema di questa edizione del festival.
 
Tracce di Bretagna anche nel secondo concerto serale dello stesso 11 agosto, sul palco di Piazza del Popolo. Dopo Jon Balke e la sua North Magnetic Orchestra, intorno alle 23 sarà il turno della "Celtic Procession" del chitarrista Jacques Pellen, laboratorio permanente (è attivo da una quindicina d’anni) e mutabile nel tempo, che a Berchidda assume sembianze musicali camaleontiche, dandosi una veste "africana" con l’apporto del percussionista algerino Karim Ziad e inglobando poi, nella parte finale del concerto, le cinque cornamuse di Brittany Bagpipes. Accanto al leader, Erik Marchand (voce), Paolo Fresu (tromba, flicorno), Jean-Michel Veillon (flauto), Jacky Molard (violino), Ronan Pellen (cistre, violoncello) e Etienne Callac (basso).
 
Lo stesso Jacques Pellen, il violinista Jacky Molard e le cornamuse (scozzesi e bretoni) di Patrick Molard compongono anche il collaudato organico di Triptyque, trio nato nel 1993 che da anni tiene concerti in tutte le parti del mondo. Nel calendario di Time in Jazz il loro momento arriverà il pomeriggio del 12 agosto (ore 18), nella Chiesa di Nostra Signora di Castro a Oschiri.
 
Tra gli appuntamenti consueti del festival, la Gara di Poesia in lingua sarda con i poeti improvvisatori della Sardegna, curata da Paolo Pillonca, il 13 agosto (alle 19.45) nei Giardini della Casa di Riposo per Anziani. Parteciperanno, in un confronto fra tre generazioni di poeti, autentici virtuosi della parola improvvisata già apprezzati l’anno scorso l’anno scorso: il diciannovenne Giuseppe Porcu di Irgoli e i più maturi Mario Masala di Silanus e Bruno Agus di Gairo.
 
Altro momento tipico di Time in Jazz, il concerto-aperitivo ideato per accompagnare - il 14, intorno a mezzogiorno, al Museo del Vino - la presentazione della "bottiglia d’autore" di Giogantinu (il vino tipico di queste parti) che ogni anno riporta sull’etichetta l’immagine del festival: a tenere banco, stavolta, il quartetto del chitarrista nuorese (ma da tempo vive a Perugia) Angelo Lazzeri, un gruppo nato cinque anni fa e formato da alcuni dei musicisti più rappresentativi dell'area umbra, che presenterà a Berchidda il suo secondo lavoro discografico per la nuova etichetta Giotto Music di Perugia. A precedere l’appuntamento, alle 11, ancora una presentazione, quella del libro di Enzo Gravante "Paolo Fresu: la Sardegna, il jazz", pubblicato lo scorso autunno dalla casa editrice Condaghes.
 
Decisamente originale l’evento con cui Time in Jazz "sconfina", per la prima volta a Tempio Pausania, il pomeriggio di Ferragosto. Il pianista Danilo Rea, nome di spicco della scena jazz italiana, ma ricercatissimo anche nel giro della musica pop (suoi credits si possono trovare nei dischi di Mina, Claudio Baglioni e Fiorella Mannoia), proporrà il "Fabrizio De André original project", omaggio al cantautore genovese, grande amico della Sardegna, e di questa zona in particolare. L’evento, produzione ad hoc di Time in Jazz in collaborazione con la Fondazione Fabrizio De Andrè, si terrà alle 18 all’Agnata, la località che il grande Faber elesse a uno dei suoi preferiti luoghi di ritiro.
 
Da non perdere, sempre sul fronte dell’originalità, il concerto di Furio Di Castri e Gianluca Petrella in programma il 14 agosto nella Chiesa di Sant’Antonio Abate a Nughedu San Nicolò (ore 18). Contrabbasso e trombone sono un’accoppiata non molto convenzionale, ma tra le mani di due musicisti di questo livello i risultati sono sorprendenti. Gli stessi che si possono apprezzare nel loro recente cd, "Under construction".
 
Il trombone di Gianluca Petrella, alla guida dell'Indigo Quartet (con Francesco Bearzatti al sax tenore e al clarinetto, Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Fabio Accardi alla batteria) avrà anche il compito di aprire l’atto conclusivo del festival. Il 15 agosto alle 21.30 il musicista pugliese e il suo gruppo daranno il la ad una serata come sempre speciale, che culminerà, alle 23, tra i fuochi d’artificio e la musica della Bollywood Brass Band (protagonista anche delle parate musicali che, ogni sera prima dei concerti in piazza del Popolo, animeranno le strade di Berchidda a partire dalle 19,45). La formazione anglo-indiana di base a Londra è composta da dieci musicisti (tra cui quattro donne) alle prese con strumenti a fiato (sassofoni, trombe, tromboni e basso tuba), batteria e percussioni tradizionali del subcontinente indiano (dhol, dholak, tabla), e impegnati in un repertorio di brani tratti da film vecchi e nuovi del cinema di Bombay, musiche popolari del Punjab e grandi classici indiani, con influenze samba, reggae, funk, jazz e balcaniche. Una miscela coinvolgente e ipnotica, dove gli intrecci eleganti dei fiati sono sostenuti da incalzanti ritmi bhangra. Vivace e suggestivo anche l'impatto scenico, con l'impiego di costumi, l'accompagnamento con passi di danza, e immagini tratte dai blockbusters di Bombay che verranno proiettate sullo sfondo del palco in sincronia con la musica dal vivo.
 
A incorniciare idealmente l’edizione 2005 di Time in Jazz, due concerti alle prime luci dell’alba (intorno alle 6,30) per aprire e chiudere suggestivamente il festival nello scenario naturale del Demanio Forestale sul Monte Limbara: protagonisti, in entrambi i casi, Paolo Fresu e l’Alborada String Quartet (Anton Berovski e Sonia Peana ai violini, Nicola Ciricugno alla viola e Piero Salvatori al violoncello), ma con due repertori diversi: giovedì 11, "Scores" verte intorno ai brani delle colonne sonore scritte dal trombettista per il film di Ferdinando Vicentini Orgnani "Il più crudele del giorni", dedicato alla vicenda della giornalista Ilaria Alpi, e per "L’isola" di Costanza Quatriglio; martedì 16 agosto, invece, con la produzione originale "Arvo Pärtrance", basata – come suggerisce il titolo - su brani del compositore lituano Arvo Pärt.
 
Come sempre ricchissimo, dunque, il versante musicale di Time in Jazz. Ma Berchidda, nel corso degli ultimi anni, ha acquisito rilevanza anche nel settore delle arti visive, grazie all’istituzione del PAV, il Progetto Arti Visive che ha fin qui portato alla realizzazione di oltre 70 mostre ed eventi espositivi, e al coinvolgimento di più di 200 artisti di livello nazionale ma anche internazionale tra i più rappresentativi della ricerca visiva contemporanea, oltre alla quasi totalità degli artisti che vivono in Sardegna e che operano nel campo della sperimentazione visiva.
 
Per questa nuova edizione di Time in Jazz, anche l’arte, come la musica, esplorerà il tema del "digitale", con particolare riferimento alle sperimentazioni che hanno rivolto la loro attenzione all’uso delle tecnologie più avanzate, puntando a quello "stravolgimento" visivo e di senso che sta alla base dell’opera d’arte sia per quanto riguarda la produzione di opere pittoriche o fotografiche, sia per quanto riguarda la produzione di videopere, videoinstallazioni e videoanimazioni, o interventi artistici che esplorano la "rete" e che vengono indicate come web-art, net-art o blog-art.
 
Anche stavolta il PAV presenterà numerosi eventi espositivi, interventi e performance, allestiti in spazi deputati, come il Museo PAV, o in spazi recuperati, case e edifici "prestati" all’arte, come la suggestiva Casara, una vecchia struttura industriale.
 
L’appuntamento cardine sarà la rassegna internazionale d’arte contemporanea Digit@l trance, articolata in più sezioni e dislocata in varie sedi – Museo PAV e Cortili di Casa Meloni-Sanna – dedicata alle nuove sperimentazioni che nascono dall’uso delle più avanzate tecnologie: medialismo, arte digitale, computerart, webart, fotografia digitale, video, pittura digitale. In mostra artisti nazionali ed internazionali accanto ad alcuni isolani: tra essi, Bianco-Valente, Isabella Bordoni, Christian Chironi, Emilio Fantin, Greta Frau, Antonio Riello, Nico Vascellari.
 
Accanto a questa mostra, altri eventi di respiro internazionale, come Progetto Neon, una rassegna di videoarte digitale curata dalla "storica" Galleria Neon di Bologna e allestita nei spazi della vecchia Casara, e Territori della net-@rt, dedicata al rapporto tra il web e la ricerca visiva contemporanea, all’innovazione e alla tecnologia digitale al servizio dell’arte. Curata dal critico d’arte Valentina Tanni, sarà allestita nei Cortili di Casa Meloni-Sanna, recentemente restaurati.
 
Spazio anche alle produzioni isolane con V/ideo/azioni, una selezione di opere video prodotte da alcuni dei più interessanti artisti isolani nell’ultimo decennio, e BabelFish 2005, una rassegna di giovani artisti sardi che lavorano sulle tecniche digitali.
 
Oltre alla dimensione più propriamente espositiva, la mostra presenterà, sotto il titolo di Lavori in corso, una serie di installazioni, interventi e performance proposti da alcuni degli artisti presenti in mostra espressamente per Berchidda e in sintonia con il tema di questa edizione, realizzati nelle vie e nelle piazze del paese.
 
Come negli ultimi anni, alcuni degli artisti che parteciperanno alle mostre saranno presenti anche sul palco di piazza del Popolo con Arte tra le note, scenografie d’artista realizzate ad hoc per i concerti serali del Festival.
 
Visitabile in permanenza, inoltre, il progetto stabile del PAV Semida, il Museo di arte ambientale con le opere di Clara Bonfiglio, Giovanni Campus, Bruno Petretto, Pinuccio Sciola e Monica Solinas, nato nello splendido scenario del Demanio Forestale del Monte Limbara in collaborazione con il Comune di Berchidda e l’Ente Foreste Sardegna.
 
Infine, consueto spazio alla fotografia con la mostra Racconti di Jazz di Antonio Sanna Randaccio allestita nelle sale del Museo del Vino.
 
Per l’occasione verrà pubblicato un catalogo a colori con contributi critici e riferimenti iconografici.
 
Tanta musica, dunque, ma anche arti visive. E cinema: sotto il titolo "Trance di notte – Note in trance", la sezione "Immagine e Cinema" di Time in Jazz proporrà infatti una rassegna di film etnografici curata da Gianfranco Cabiddu in collaborazione con l’Istituto Superiore Regionale Etnografico di Nuoro. Attraverso le immagini verrà approfondito il tema della rassegna, in un viaggio, tra lo storico e l’antropologico, sotto forma di piccola rassegna di documentari etnografici che hanno per tema le varie forme di "trance" legate alla musica in diverse culture. Appuntamento ogni notte, dopo i concerti in Piazza del Popolo, in un’atmosfera foriera di incontri, dove ancora risuoneranno nell’aria le note del concerto appena concluso.
 
Cinque giorni densi di eventi e appuntamenti attendono dunque anche quest’estate il pubblico a Berchidda. Un impegno organizzativo che l’associazione culturale Time in Jazz affronta con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo), della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato allo Spettacolo e Attività Culturali e Assessorato al Turismo), della Provincia di Sassari (Assessorato alla Cultura, Sport e Servizi Sociali), del Comune di Berchidda, della VI Comunità Montana "Monte Acuto", dei Comuni di Monti, Nughedu San Nicolò, Oschiri e Ozieri, e con la collaborazione di Fondazione Banco di Sardegna, Banco di Sardegna SPA, Trenitalia, RFI (Rete Ferroviaria Italiana) Fondazione Fabrizio De Andrè, Istituto Superiore Regionale Etnografico, Cult Network, Cantina Sociale Giogantinu, Rau, FAB Autoservizi e La Memoria Storica.
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Per informazioni:
Associazione culturale TIME IN JAZZ
via Nulvara, 2 - 07022 BERCHIDDA (SS)
tel. 079 70 30 07 - fax 079 70 31 49
 
Ufficio stampa:
Riccardo Sgualdini
tel. 070 30 31 48
fax 070 34 38 98
cell. 347 84 89 787
 
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È nata a Montecchio Emilia (RE) nel 1980, ma risiede da sempre in provincia di Parma. Laureata in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo dedicata alle riscritture del mito di Antigone, è attualmente dottoranda in discipline teatrali e cinematografiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Collabora con alcuni siti internet dedicati a letteratura e teatro, con un’agenzia letteraria e con un mensile locale. Da sempre interessata all’universo della scrittura e all’editoria, si è recentemente qualificata al primo posto nel concorso Storie a Mezzogiorno (sezione narrativa). Autrice della post-fazione al libro di Fortuna Della Porta IO CONFESSO, sta attendendo l’uscita del suo primo racconto nell’antologia dal titolo Piccole Storie, edizioni La Chiave.
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