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2005
27
Apr

I ragazzi del coprifuoco

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Dario Flaccovio Editore pubblica "I ragazzi del coprifuoco", romanzo che segna l'atteso ritorno di Giuseppe D'Agata, un grande protagonista della nostra letteratura contemporanea.

Dall’autore de Il segno del comando e Il medico della mutua una testimonianza personale sulla Resistenza.

Scheda del volume
Autore: Giuseppe D’Agata
Titolo: I ragazzi del coprifuoco
Collana: Tempora
Editore: Dario Flaccovio
Pagine: 256
ISBN: 88-7758-620-6

Biografia autore: Giuseppe D’Agata, uno dei più popolari scrittori italiani, torna alla narrativa dopo anni di silenzio. I suoi libri, in alcuni casi diventati film e sceneggiati televisivi di enorme successo (Il medico della mutua, Il segno del comando), sono stati spesso osannati dalla critica (L’esercito di Scipione, Il dottore) e prediletti dal pubblico (Il ritorno dei templari).

Contenuto dell’opera: Un uomo sta uscendo vittorioso da una lunga battaglia contro il male. Un altro vi è appena entrato, e già si capisce che con lui il destino sarà meno benevolo. I due si conoscevano, uno era il comandante dell’altro, erano i giorni della Resistenza, quando sempre di vittoria si parlava, sia pure su un male diverso, anche se straordinariamente simile. L’incontro dei due uomini sbroglia il filo dei ricordi: le partite a biliardo nei bar, la musica jazz simbolo di quello spirito di libertà offeso dalla storia, le scorribande notturne per riempire di manifestini i muri di una città spaventata, la ferocia del nemico, lo scalpitare per la battaglia conclusiva, la festa, la beffa finale.
Giuseppe D’Agata, partigiano, medico e scrittore, ci consegna il romanzo definitivo sulla Resistenza. Un testo a lungo meditato, pudico, antiretorico e non ideologico. L’affermazione attraverso la voce non revisionabile della letteratura che c’era una sola parte in cui fosse giusto stare. E c’è ancora, nonostante il presente si sia portato via anche le ultime illusioni.

Stralcio del testo: Se ti guardi in giro lo capisci. Io lo vedo, lo sento: va bene il pane, va bene la libertà, ma più di tutto la gente ha voglia di vincere.

 
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