:: Home » Eventi » 2011 » Agosto
2011
7
Ago

Piccolo testamento - Gabriele Dadati

Commenti () - Page hits: 2100
Laurana (Milano, 2011)
pag. 128, euro 12.00
 
A settembre esce il nuovo libro di Gabriele Dadati. Abituati come potremmo essere a sbirciare le piccole esternazioni fantasiose del D’Orrico nazionale (che – va detto – non sempre comunque ha torto: vedi la scoperta’ del talento grandioso di Gaetano Cappelli), tipo quando il giornalista-critico si mette a dire che un libricino, ben fatto d’altronde, di Veronesi è proprio un capolavoro della letteratura, si potrebbe lasciare in secondo piano invece la ricerca del meglio non gridato; insomma, checché ne dica Serri ecc. con tutto Ttl che lanciano le grandissime marche dell’editoria e i nomi già Fatti, ricordate che a settembre la casa editrice Laurana, editore tra l’altro da poco in vita ma già apprezzato per pubblicazioni di tutto rispetto, manderà in libreria il romanzo “Piccolo testamento” di Gabriele Dadati. E, potremmo spiegare ai più attenti o ai più furbastri, Dadati è persino colonna portante del marchio di questo marchio di Garlisi – dove consulente è il brillante e attentissimo sempre Giulio Mozzi, per giunta. Per fare cosa buona, però, risentiamo la biografia essenziale di Gabriele Dadati: nato a Piacenza nel 1982, scrive per “Libertà”, ha diretto con Stefano Fugazza il trimestrale “Ore piccole”, ha esordito in narrativa con l’indimenticato “Sorvegliato dai fantasmi” (PeQuod e Barbera Editore) ecc. Basta così, che ci sarebbe molto anzi moltissimo altro. Passando, per portare un esempio, dalle consulenze editoriali diverse alle altre varie collaborazioni. Perché, specifichiamo, serve riconsiderare il connubio Dadati-Fugazza. Gabriele Dadati, infatti, scrive questo Piccolo testamento dopo due perdite. Quando trova, involontariamente o quasi, una solitudine nuova. Premesso che il soggetto-oggetto del racconto lungo si trova davanti a una prima perdita importantissima, l’amore/Amore, il narratore che è anche un pezzo della vita vera dello scrittore Dadati, deve rendersi conto che è venuta a farsi presenza l’assenza dell’amico e maestro Vittorio. Ovvero la persona, e qui ripensiamo allo scomparso Fugazza, alla quale l’autore e perno della narrazione, dunque, deve molto nella sua formazione. Le perdite che l’opera di Gabriele Dadati analizzano fino in fondo, con un linguaggio pulito e preciso e davvero con poche giri di parole, fanno malissimo a chi legge. Il peso complessivo ed estremo della solitudine inedita del protagonista dobbiamo reggerla nei nostri occhi, stando attenti a non farci spezzare dalla sua calma prepotenza. Il malessere è corposo. La storia è corposa, e persino nel momento dell’entrate in scena, almeno dunque in più d’una occasione, delle digressioni apparentemente rilassanti sul sesso vario. Attendete allora di poter leggere Piccolo testamento. Le qualità di scrittore di Dadati, puntualizzate per lo mezzo di questa e soggiogante nuova opera, sono calibrate nella ragione di fondo che l’hanno spinto a vergare quest’opera intima. Noi, qui, non conosciamo e non possiamo conoscere la realtà per intero. Ma sappiamo benissimo che su “Nuovi Argomenti” un’altra chiave di lettura è stata necessaria ad analizzare un pezzettino esteriore della vicenda. L’unica cosa che possiamo aggiungere, oggi, è che l’ultima opera letteraria di Dadati riferisce come l’autore s’è senza dubbio comportato con accesa dignità. E scrivendo un libro, avrebbe forse detto qualcuno, composto nel magna d’un’atroce bellezza.
 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
:: Eventi recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 73 millisecondi