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2010
4
Feb

Spazio ai Musicisti con il Tour Music Fest

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Spazio ai musicisti con il tour music fest
e il premio videoclip
 
Con il 2010, il Tour Music Fest conferma il suo interesse per la musica in ogni sfaccettatura e complessitá, andando a coinvolgere direttamente i singoli musicisti nel Premio Miglior Musicista, sempre con la giuria di Mogol, Giampaolo Rosselli (Ex Sony BMG), Valter Sacripanti (produttore e batterista), Sandro Comini (Dir. Orchestra RAI), Nico Drammissino (pianista rai), e altri esperti del settore.
Bassisti, batteristi, chitarristi, tastieristi e pianisti potranno cosí confrontarsi e sfidarsi a “suon di note” mettendo in gioco virtuosismi e tecnica, ma anche talento e passione, presentando brani strumentali editi o inediti.
 
L’introduzione della categoria musicisti quest’anno mi sembra ottima” ha dichiarato Valter Sacripanti (giurato Tour Music Fest, produttore e batterista di Frankie Hi Energy, Ivan Graziani, Mario Lavezzi, Loredana Bertè, Nek,  Simone Cristicchi)  “purtroppo lo strumentista é stato sempre dietro a qualche leader e questo premio diventa invece un modo per  renderlo protagonista…come é giusto che sia! Spesso ci sono musicisti grandissimi oscurati da un frontman, mentre invece é importante dare spazio anche a chi fa una scelta artistica che non sia quella di accompagnare, ma di suonare come solista. Poi io sono anche docente agli stage del Tour Music Fest per i musicisti ed é evidente il lavoro che c’é dietro a ogni singola esperienza. Ed é giusto premiare la fatica!”
 
La IV edizione del primo festival musicale itinerante italiano, il Tour Music Fest, si apre cosí con una nuova categoria e nuovi premi, e conferma i vecchi, proponendo come sempre videoclip di qualitá che hanno aiutato a portare al successo i vincitori delle edizioni precedenti.
 
É il caso di Jacopo Ratini, che dopo il successo riscosso con il videoclip prodotto da Tour Music Fest e Zero3 Production, “Studiare, pensione, lavoro e poi muoio”, sará quest’anno in concorso sul palco del Teatro Ariston tra i giovani del Festival di Sanremo, pronto ancora una volta a mettersi in gioco con la sua musica. E se un anno fa il cantautore vincitore Tour Music Fest 2008 dichiarava che la spinta a partecipare al festival era stata quella di “mettermi in gioco insieme ad altri cantautori, di capire realmente a che punto ero della mia fase compositiva e vedere fin dove le mie canzoni potevano arrivare”...non resta che augurargli in bocca al lupo!
 
 
 
 
 
Ufficio Stampa: Marta Volterra, ufficiostampa@tourmusicfest.it, 340.96.900.12
 
 
Intervista a Valter Sacripanti, Musicista e Produttore
Giurato Tour Music Fest
 
Musicista e produttore ( Docente e Giuria Tour Music Fest) hai collaborato nelle due vesti con artisti del calibro  di Frankie Hi Energy, Ivan Graziani, Maria Lavezzi, Loredana Bertè, Nek,  Simone Cristicchi: come e’ nata questa esperienza? Come coniughi le due attivita’?
In realta’ sono diventato produttore perche’ come musicista avevo gia’ una lunga esperienza…mi spiego: suonando in tournee’ e conoscendo tanti artisti, musicisti, tecnici ecc, ho iniziato a interessarmi anche delle altre “maestranze”. In studio di registrazione stavo sempre dietro ai fonici, a sbirciare il loro lavoro e -badate bene- si tratta di fonici storici che hanno fatto canzoni memorabili, dei capolavori tra cui “Come e’ profondo il mare” di Lucio Dalla, tutti gli album di Venditti…insomma veri e propri maestri del suono che hanno lavorato anche con Pino Daniele.
Lo stretto contatto con questi mostri sacri della fonia mi ha aiutato a non soffermarmi solo sul mio strumento e ad ampliare le mie prospettive e i miei orizzonti, crescendo molto.
E’ stato uno stimolo fondamentale che si e’ unito al lavoro sui palchi, sui grandi palchi insieme a grandi artisti, e’ cosi’ che ho guadagnato la stima e la fiducia non solo dei colleghi gia’ affermati, ma anche dei gruppi emergenti. Cosi’ hanno iniziato a rivolgersi a me.
Con l’esperienza live, la stima dei colleghi, rubando con gli occhi e con i consigli di esperti proprio della “fattura” del suono, ho iniziato a confrontarmi con il mondo della produzione, della composizione e dell’arrangiamento –fondamentali- e ho iniziato anche questa esperienza, difficile ma bella.
 
Certo il fatto di unire due ruoli cosi’, spesso addirittura messi in contrapposizione tra loro, ti da’ una marcia in piu’ sia come musicista che come produttore…
Beh si’, come produttore metto tutto a disposizione dell’artista: il tempo e l’esperienza, le mie strutture, conosco il lavoro e so di cosa un musicista e un cantante hanno bisogno, sia per comporre che per sviluppare un pezzo o un album.
Certo e’ un ruolo difficile e delicato, da cui pero’ ho imparato molto anche per il mio lavoro di musicista. Spesso uno si lega ai propri brani, alle proprie creazioni perche’ le riempie e unisce a emozioni forti, vissuti personali e cosi’ via. Magari pensa di avere tra le mani il brano del secolo…invece poi all’esterno comunica poco. Creare la distanza tra il la propria emozione rispetto a un prodotto artistico e l’obiettivita’ del risultato e’ cosa dura. E spesso e’ altrettanto duro per me far capire questo ai ragazzi che si fanno ascoltare.
Da questo ho imparato tanto per il mio lavoro di composizione. Quando compongo infatti ho imparato a confrontarmi con il produttore per avere un lucidita’ per capire se e’ veramente un pezzo logico, emozionante, penetrante…in questo i miei due ruoli si uniscono. Consiglio a molti di fare questa esperienza.
 
Quali sono state le tue piu’ grandi soddisfazioni sia artistiche si produttive?
Come musicista, a parte il fatto di aver messo le batterie nei dischi di Nek -sia in live che in studio- per un album che ha venduto 5 milioni di copie, sicuramente non posso non citare uno dei miei riferimenti piu’ importanti: Ivan Graziani, suonare e collaborare con lui e’ stato un viaggio…come stare sul palco con Loredana Berte’ un mito assoluto…Quando da giovane hai dei miti e poi ti trovi dopo anni a suonare con loro e’ un’esperienza incredibile!!
Come produttore invece la soddisfazione piu’ grande a livello indie e’ aver vinto il primo premio come miglior prodotto indipendente 2006 con Scarlatto, che e’ un progetto in acustico molto molto interessante…
 
Cosa ci dici invece del Tour Music Fest?
Sono contento di partecipare, di insegnare agli stage e di essere giurato sicuramente!!! Al primo impatto sono rimasto subito molto colpito dell’organizzazione, ho avuto un bellissimo feedback da tutti I ragazzi e ho notato con gioia la dedizione e l’attenzione dei ragazzi partecipanti.
E’ stato un incontro interessante e caldo, in cui abbiamo parlato si’ di musica e passione, ma anche di tecnica, lavoro, mercato…
Le attivita’ come la vostra sono interessanti perche’ hanno un prezzo accessibile e rappresentano una vetrina interessante.
 
Cosa deve fare un giovane musicista per sfondare nel mondo della Musica?
Innanzitutto deve darsi un bel periodo indispensabile di studio – e’ importante dedicare il tempo alla musica…non ti regala niente nessuno purtroppo- e poi mettersi in gioco e confrontarsi con le altre realta’. Questa anche e’ un cosa importantissima! Quando sono uscito dal mio guscio, gia’ considerato bravo, e ho iniziato a confrontarmi con i grandi, li’ ho capito che dovevo crescere ancora, studiando, lavorando, e anche se “arrivato” continuare veramente a mettermi alla prova e a “giocare” con gli altri. Poi se si incontrano scogli…beh, ogni scoglio e’ un’esperienza, l’importante e’ non fermarsi di fronte a nulla, e non scappare dalla sfida e dal confronto.
 
Cosa pensi dell’introduzione della Categoria musicisti?
Innanzitutto, rinnovo I miei complimenti al Tour Music Fest…io ho avuto l’onore di essere in giuria in finale e ho visto un’organizzazione perfetta all’interno di una manifestazione importante veramente. E gli artisti arrivati in finale si sono resi conto di essere su un palco di prestigio.
L’introduzione della categoria musicisti quest’anno mi sembra ottima, perche’ il musicista e’ stato sempre dietro a qualche leader e invece cosi’ diventa protagonista e questo e’ giusto. Spesso ci sono strumentisti grandissimi magari coperti da un frontman e invece e’ importante dare spazio anche a chi fa una scelta artistica che non e’ quella di accompagnare, ma di solista.
Insomma…sono molto contento per la nuova categoria. In bocca al lupo!
 
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