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2008
4
Feb

Voci bianche a Montecitorio

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Presentazione: In un universo parallelo al nostro esiste un'Italia dominata da illegalità, corruzione, malaffare.

Un giorno, un pugno di uomini irrompe nell'aula di Montecitorio e, armi alla mano…

Il romanzo "Voci bianche a Montecitorio" racconta cosa accade, e perché.

È possibile leggerlo o scaricarlo, tutto, e liberamente, all'indirizzo http://www.derose.s5.com

 

Autore: Raf Derose
Genere: Fantapolitica
Lingua: italiano
Prezzo: Gratis
Lunghezza: circa 86000 parole (500000 caratteri)
Download: http://www.derose.s5.com
 

Descrizione: Ambientato in un universo parallelo, descrive un’Italia diretta allegramente verso la catastrofe. Il problema è che sul quel paese guidato verso la rottamazione potremmo esserci noi a bordo, e quando sarà il momento di passare sotto la pressa nessuno avrà la possibilità di aprire lo sportello e affrettarsi a scendere…

Estratto:

 

VOCI BIANCHE A MONTECITORIO   prologo
 
Il mondo è bello perché è vario, suol dirsi.
Sinceramente, non sono un accanito sostenitore di questa tesi. Sono convinto che la nostra cara, vecchia Terra guadagnerebbe molto in appeal se difettasse di alcune tipologie di personaggi e situazioni.
In ogni caso, pare che quest'affermazione sia ampiamente diffusa ed accettata, anche se, vorrei obiettare, di solito viene tirata fuori in seguito ad esperienze sgradevoli, per cui assume un vago sapore falsamente consolatorio tipico dei rapporti volpe–uva.
Ma certo, in giro, c'è parecchia gente con un'apertura mentale maggiore della mia.
Bene, i signori che trovano bello il nostro mondo per la varietà che offre, troveranno assolutamente splendido, per lo stesso motivo, l'universo, considerato nella sua interezza. Mi riferisco, con questo asserimento, alle note teorie su bivi temporali e mondi paralleli. Concetti che persone con un'apertura mentale superiore alla mia non faticheranno a comprendere ed accettare (se ci sono arrivato persino io!).
Riassumo brevemente.
Il mondo che conosciamo, e nel quale allegramente sguazziamo, non è l'unico esistente. Assieme ad esso altre realtà, altri universi seguono percorsi paralleli, alcuni simili, altri molto dissimili dal nostro. In effetti non è neppure facile dire con esattezza “quale” sia il “nostro” universo.
Il punto è questo: in ogni istante della nostra vita (e per “nostra” intendo non solo quella di noi umani, ma dell'intero creato) può verificarsi, o può non verificarsi qualcosa: a chiunque di noi può capitare, ad esempio, di starnutire, o non starnutire in un determinato momento, o di mordersi la lingua, o ficcarsi un dito nell'occhio... Ebbene, in effetti ognuna di queste alternative ha luogo, in diverse realtà che partono da quell'istante ed esistono nello stesso tempo e nello stesso spazio, ma in dimensioni diverse. Il tutto si traduce nel continuo ed ininterrotto sviluppo di una infinità di mondi paralleli, uno spreco da far venire il mal di testa al sol pensarci, alcuni molto simili fra loro (è difficile che il mio starnuto possa influire sul corso della storia, a meno che non scappi, che so?, mentre sto compiendo una segretissima operazione di infiltrazione per scongiurare un attacco nucleare), altri estremamente diversi.
Tutto dipende dalla portata dell'evento che avvia ogni nuova realtà, e dalla distanza temporale in cui esso si verifica.
In alcuni universi non ha mai avuto luogo alcun big bang, risparmiando a tutti noi un sacco di grattacapi. In altri, nessuna meteorite è caduta sulla Terra a causare un'era glaciale, ed attualmente il nostro pianeta è dominato ancora dai dinosauri. In alcuni fra questi mondi, i simpatici rettili si sono evoluti, hanno dato origine a civiltà avanzate, e da qualche parte ci sono dei tirannosauri ecologicamente attenti che stanno denunciando il rischio di estinzione di alcune specie animali inferiori, in particolare dei gamberetti (gustosi bipedi, da cui il nome “gambe-eretto”, dritto sulle gambe, denominazione scientifica “homo sapidus”), per lo smodato uso che se ne fa come bruscolini per accompagnare i loro aperitivi.
Da qualche parte, Cristo non s'è fatto vedere. Da qualche altra ha scelto il nostro ventunesimo secolo (che lì, per forza di cose, diventa l'anno zero, e non ha nulla a che fare con Santoro) e sta cercando di ottenere ascolto da cocainomani, ninfomani e magnati dell'alta finanza. Pare stia riscuotendo un particolare successo fra i gruppi di musica metal.
Soffermandoci su universi più vicini al nostro, ce ne sono alcuni in cui Hitler ha vinto la seconda guerra mondiale, e ricordo di aver letto, qualche decennio fa, un romanzo di fantascienza di un autore molto famoso, in proposito; altri dove la guerra non è ancora scoppiata e gli ebrei continuano a finire arrosto, mentre in America hippies ed intellettuali protestano contro l'intenzione del loro presidente guerrafondaio di intervenire in Europa a fermare una fantasiosa “minaccia nazista”.
Un altro esempio di realtà parallela interessante è quella in cui l'Islam ha vinto la sua incruenta battaglia e conquistato, con la forza della persuasione anziché del terrorismo, praticamente tutto il mondo civilizzato: da quelle parti si scopa solo per procreare (o, per essere più precisi, si procrea ogni volta che si scopa), così che la popolazione terrestre ha raggiunto la ragguardevole cifra di ventisette miliardi e rotti di persone. Nonostante ciò, sono al momento sconosciuti problemi relativi ad inquinamento e sovrappopolazione: si lavora quel tanto che serve per il proprio sostentamento, si prega, si mangia, si dorme e si… procrea, senza tanti ammennicoli tecnologici o consumistici; sono sconosciute le discoteche, non esistono i film di Tinto Brass, e quei poveracci di sceicchi degli emirati arabi fanno la fame vendendo ogni tanto a prezzi stracciati qualche barile del loro inutile petrolio.
In un altro universo, Garibaldi se n'è rimasto in America, decidendo di andare nel far west a cercare l'oro, e l'Italia è a tutt'oggi divisa in due: il nord, membro felice ed orgoglioso di un'Europa Unita a quarantasette stati (per fare numero, sono stati ammessi paesi dell'Africa centrale e del sud America, Australia e Nuova Guinea), e il sud, ancora denominato Regno delle Due Sicilie e con la famiglia Borbone saldamente sul trono, schifosamente ricco e prospero, che rifiuta con sdegno di unirsi ai pezzenti del settentrione per non rischiare di compromettere il proprio benessere. Attualmente, le manovre di coinvolgimento nel progetto europeo di questo opulento stato si sviluppano su due fronti: da una parte, l'Italia del Nord propone delle sanzioni contro lo splendido isolamento del regno borbonico per spingerlo ad essere più “socievole” (il più accanito sostenitore di questa politica è un certo Umberto Bozzi, senatore lombardo del movimento “Italia Unita”), progetto però difficilmente realizzabile perché eventuali embarghi, a conti fatti, danneggerebbero più i paesi dell'Unione che lo stato refrattario; dall'altra, il tentativo dei sovrani del Regno Unito di risolvere la faccenda secondo i buoni vecchi metodi del passato, con un matrimonio unificatore fra il giovane rampollo della casa reale e la principessa Iolanda, figlia unica ed erede al trono Borbone, che però pare disdegnare l'offerta e preferire la corte di un affascinante e ricco industriale tunisino, che si impegna a portarle in dote, anziché un regno pieno di problemi e sull'orlo della bancarotta, un immenso impero finanziario, senza la minaccia di relegare una regina con pieni poteri nella decorativa e inutile figura di consorte del vero re.
Se non è varietà questa! I sostenitori dell'affermazione della cui validità stiamo discutendo hanno davvero di che andare in sollucchero.
Questo lungo preambolo era necessario. La storia che sto per raccontare si svolge in uno di questi innumerevoli universi, ed il posto in cui avvengono i fatti è un'Italia simile alla nostra solo in apparenza.
Non è un luogo che appartiene ad un universo senza era glaciale, senza Cristo e senza Garibaldi, ma un ambiente molto rassomigliante, per certi versi, al nostro. Anche quella è un'Italia unita, repubblicana, membro di Onu, Nato, G-8 (o G-7, o G-QuantiCacchioSono), Unione Europea e qualsiasi altro organismo in cui sia un must figurare fra gli iscritti. Partecipa alle operazioni di pace in Medio Oriente e nell'Est europeo, e alle missioni umanitarie nei paesi più poveri del terzo mondo, per portare democrazia e benessere in luoghi che dalla sorte niente hanno avuto, a parte qualche giacimento di petrolio. È un'Italia attenta ai bisogni sociali che aumenta, appena può, di una ventina di euro misere pensioni di seicento per dar modo ai fortunati beneficiari di pagare un affitto di ottocento, e poi telefono, luce, gas, persino vestirsi e mangiare per tutto un mese. Un'Italia democratica nella quale ognuno ha la possibilità di far sentire la propria voce e, se crede, creare il proprio partito. Anche lì c'è un tale Carlotto Fegni, politico illuminato, che anni fa promosse, e vinse, un referendum per cambiare il sistema elettorale e porre fine all'inutile proliferare di piccoli, insignificanti e dispersivi partitini che rendevano pressoché impossibile governare il paese, e dopo che la riforma da lui voluta ha portato alla prolificazione di innumerevoli piccoli, insignificanti e dispersivi partitini, talvolta ispirati non ad una determinata ideologia, ma addirittura ad una singola persona (beh, talvolta due), che hanno reso pressoché impossibile governare il paese, oggi ripropone un nuovo referendum per cambiare ancora una volta il sistema elettorale per porre fine all'inutile proliferare di piccoli, insignificanti e dispersivi partitini che rendono pressoché impossibile governare il paese, e ancora una volta centinaia di migliaia di elettori intelligenti e convinti lo supportano con le loro firme per chiedere di tornare alle urne e decidere in merito. Perché si sa, i guai dell'Italia dipendono dal sistema elettorale, no?
Ma, come dicevo, le similitudini si fermano qua. Perché il mondo di cui sto per parlare è un mondo malato, corrotto, infelice. Un'Italia fanalino di coda in Europa su tutti i fronti (stipendi, pensioni, PIL, disoccupazione, costo e qualità dei servizi, prezzi di energia, carburante, assicurazioni e medicine…), tranne per il numero e gli stipendi dei parlamentari (primi, in questo campo, e di parecchie lunghezze!). È un posto dove chi lavora e si dimostra capace non ha né spazio né riconoscimenti, e le possibilità di carriera sono riservate a persone di comprovata inettitudine alle quali sono destinati stipendi surreali in cambio di fedeltà cieca, intrallazzi, e danni incalcolabili per la comunità. Un'Italia nella quale, se hai bisogno di esami clinici urgenti, ti prenotano fra sei mesi a meno che non conosci qualcuno o non sborsi qualcosa. Dove politici disonesti, capaci di fare man bassa persino sugli aiuti umanitari, restano, o, nel peggiore dei casi, dopo qualche anno di purgatorio, tornano ai vertici delle istituzioni; altri scappati all'estero per sfuggire alle patrie galere vengono osannati e celebrati come eroi e martiri; e la maggioranza dei quali continua a sedere indisturbata in parlamento per promuovere sempre nuovi vergognosi privilegi per sé e sempre più pesanti vessazioni per i cittadini. Dove un maneggione (dirigente pubblico o personaggio politico) che viene preso in castagna da una intercettazione riesce a uscirne a testa alta pretendendo, ed ottenendo, che quella prova non venga considerata perché nessuno lo aveva avvisato prima che stava ascoltando, appellandosi al diritto di privacy, o perché il parlamento non l'aveva preventivamente autorizzata, e dove solo il crimine, quello istituzionalmente riconosciuto tale, mantiene le proprie promesse, e solo i mafiosi investono in attività produttive (spesso anche pulite, se non altro per riciclare il denaro sporco) offrendo a qualche fortunato un posto di lavoro e un futuro dignitoso.
Nemmeno la chiesa esce indenne da quello stato di generale degrado: il papa insiste sul celibato dei preti ma li protegge se questi diventano violentatori e pedofili; è proprietaria dei terreni e delle case di mezza Italia, ma, anziché usare queste ricchezze per aiutare gli indigenti, le gestisce in modo da trarre da esse il massimo profitto, a costo di togliere il tetto ad intere famiglie; qualcuno arriva persino a lucrare su istituti di assistenza accumulando tesori e facendo finire in mezzo a una strada prima i poveracci che ci lavorano, poi quegli altri poveracci di assistiti per assistere i quali hanno prosciugato i loro beni e immensi finanziamenti statali. Una cosa è certa: se è vera l'affermazione di Cristo a proposito di ricchi, cammelli e crune di aghi, in quell'universo c'è un'intera classe ecclesiale destinata a finire all'inferno. Lascia molto a pensare il fatto che nessuno di loro pare se ne preoccupi troppo.
 Nel confronto, penso che i politici della “nostra” Italia possano consolarsi, in qualche modo. Oggi si lamentano spesso di un sentimento di antipolitica che sembrano avvertire da parte della popolazione (arguti, vero?). Sentono che la nazione non è con loro, e ne sono sinceramente dispiaciuti.
Ci credo.
Forse dovrebbero chiedersi perché.
Per il momento, pare che prendano la disaffezione della gente nei loro confronti e nei confronti della politica in generale come la causa del problema, e non come un effetto. Spesso basta parlare di qualunquismo per dare una risposta (di comodo) alla questione, sollevare le spalle e andare avanti come meglio si crede. Fingere indifferenza, come il tizio che approfitta dell'affollamento sul pullman per dare qualche palpatina accidentale, ignorando che più della metà degli altri passeggeri si stanno scambiando gomitate per indicarselo a vicenda.
In ogni caso, dicevo, i nostri possono comunque essere fieri del loro operato. Perché, nonostante il malcontento diffuso, l'antipatia nei loro confronti e le innumerevoli condanne che ricevono da ogni parte, da noi non è mai avvenuto quello che sto per narrare, in quest'Italia “parallela”; nessun pazzo esaltato ha mai pensato di dare l'assalto a Montecitorio per far vedere i sorci verdi alle onorevoli personalità che siedono su quegli scranni.
Non ancora, almeno…
 
(continua)

 

 
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