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2007
28
Nov

Il Duca Passerino

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Il "Duca" Passerino. L'epoca d'oro del ghibellinismo in Italia attraverso la figura di Rainaldo Bonacolsi, signore di Mantova e di Modena
 
Edizioni Terra e Identità presenta il nuovo volume della collana dedicata alla storia di Modena. Si tratta dell’opera di Gabriele Sorrentino dal titolo Il "Duca" Passerino. L'epoca d'oro del ghibellinismo in Italia attraverso la figura di Rainaldo Bonacolsi, signore di Mantova e di Modena, la biografia di Rainaldo “Passerino”, ultimo esponente della famiglia Bonacolsi, dal 1312 al 1328 dispotico signore di Mantova che, sotto il suo governo raggiunse la sua massima espansione territoriale, con l’acquisizione di Modena, Carpi e del loro territorio.
 
Scheda dell’opera. La storia avventurosa e tragica di Rainaldo Bonacolsi – uno dei principali leaders trecenteschi del partito ghibellino – è narrata attraverso i principali avvenimenti politici che ne hanno scandito l’esistenza: dal vicariato imperiale (1311), alla stesura degli Statuti Mantovani (1311-1313), dalla conquista di Modena e Carpi (1312), all’uccisione di Raimondo Da Spello (1313), nipote del papa, che costò a Modena l’interdetto. Il Bonacolsi sfidò ben due pontefici, Clemente V e Giovanni XXII – venendo scomunicato nel 1324 e nel 1325 – e trionfò con gli altri grandi ghibellini ad Altopascio (1325).
Snodo cruciale nella parabola politica di Passerino è la famigerata battaglia di Zappolino (1325) dove lo schieramento ghibellino (ove militavano, tra gli altri, Bonacolsi, Scaligeri, Visconti e gli Estensi, allora nemici del papa, ma anche i fuoriusciti bolognesi come i Da Panico e i Da Cuzzano) inflissero a quello guelflo (ove spiccavano i Malatesta, i Pepoli, i Rangoni, i Boschetti) una sconfitta bruciante. Da quello scontro i modenesi ottennero solo la Secchia Rapita, il bizzarro trofeo tutt’ora conservato nel Palazzo Comunale. Il Bonacolsi, infatti, firmò un controverso trattato di pace ove, vincitore sul campo, uscì sostanzialmente sconfitto diplomaticamente. Da quel momento la stella di Passerino iniziò ad offuscarsi sino alla cacciata da Modena e Carpi e al colpo di stato di Luigi Gonzaga del 16 agosto 1328 che portò alla morte di Rainaldo e alla fine della sua dinastia. Nemmeno dopo morto, però, l’ultimo Bonacolsi poté riposare in pace: il suo cadavere, mummificato, divenne infatti uno dei principali cimeli di casa Gonzaga.
L’opera è, infine, arricchita da un’ampia trattazione del contesto storico che affronta l’origine e l’ascesa della famiglia Bonacolsi, la situazione del Comune modenese prima dell’avvento della protosignoria bonacolsiana e accompagna i protagonisti sino alla loro scomparsa dalla storia. Completano il volume una scrupolosa bibliografia e un curato impianto di immagini.
 
L’autore: Gabriele Sorrentino (Modena 1976). Si è Laureato in Scienze Politiche con una tesi dal titolo La nascita dell’aristocrazia nell’Italia medievale. È pubblicista e collabora con la Gazzetta di Modena e con le riviste Modena Storia e Il Ducato - Terre Estensi per cui scrive soprattutto articoli di storia medievale. È anche narratore fecondo, coautore delle antologie XOMEGAP – 18 racconti di sogni e ombra (Il Foglio 2006), L’ombra del Duomo (Larcher 2006), Spazi d’Autore (Artegenti 2007) e del romanzo storico Francigena: novellario 1107 (Fabrizio Filios 2007). Ha un suo sito web (www.gabrielesorrentino.it), dove si può trovare la sua bibliografia e scaricare alcuni articoli e racconti.
 
Il sito del libro è:
http://www.gabrielesorrentino.it/saggistica/bonacolsi/rainaldopasserinobonacolsi.htm
 
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