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2007
7
Ott

Nel culo e dintorni - amnesiA vivacE # 23

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Nel culo e dintorni - amnesiA vivacE # 23

I buchi neri sono gli oggetti inviolati, con un campo di gravità così potente da non lasciare emergerne la luce. Sarà forse per questa analogia che il nostro culo, un buco nero più terreno e tenero, viene indicato come il luogo dove la luce non penetra.
E sarà anche per questo che, di metafora in metafora, quando vogliamo che il nostro avversario ci sparisca dagli occhi lo mandiamo 'a fare in culo': in un luogo buio, irraggiungibile.

Da sempre, la nobile pratica di oscurarci a vicenda non ha mai prodotto gravi disastri nella storia e da qualche anno, secondo la Cassazione, non costituisce nemmeno un reato e non incide più nelle spese processuali di un Paese che da molto più tempo è oscurato da pratiche più insidiose di una sbirciatina a un bellissimo fondo schiena.

Arthur Rimbaud, in un celebre incipit della serie Les Stupra scriveva:

I nostri deretani non sono i loro. Spesso
Ho visto gente sbottonata di là da qualche siepe
E, nei bagni impudichi in cui l'infanzia gioca,
Osservavo gli scorci e gli effetti dei culi.

Inviateci i vostri scorci, lettori fedeli di questa webzine, lasciatevi colpire da sguardi più umani, datevi alla vita, datelo al brutto, opponete ai cubi grigi del cemento le vostre morbide sfere di carne.

Più pessimista, Emile Cioran - altro grande schivo dell'umanità - temeva che un giorno scenderemo per le strade ad annientarci l'un l'altro, spinti dallo schifo interiore. Non ci auguriamo tanto ma è certo che il vero insulto, quando esce da noi, in noi ritorna.

Ne sa qualcosa il personaggio di Montgomery Brogan (Edward Norton), nel film di Spike Lee La 25ma ora, che in una lunghissima sequenza, chiuso in bagno, nell'ultimo giorno di libertà da spacciatore, spara la sua anti-preghiera e il suo stillicidio di 'in culo., in culo.', contro portoricani, gay, ebrei, italiani, Gesù Cristo, Bin Laden, New York e il mondo, riservando l'ultima imprecazione contro se stesso perché reo di essersi rovinato l'esistenza. Non a caso la scena si svolge contro lo specchio, riflettiamoci.

Più terreni, noi di Amnesia Vivace ci dibattiamo in questa zona di semi tenebre, tra i buchi neri lontanissimi e il buco nero vicinissimo, tra il sublime e l'immondo di montaliana memoria e ci si perdoni se per un numero, per questo numero soltanto, proviamo a raccoglierci, nudi, in solitudine, a voltarci, a piegarci e allargare alla luce il nostro volto migliore.

Buona ricerca [e un tocco di oscuro per tutti].
La Redazione.

[In copertina: G. Klimt, Pesci d'oro (Ai miei critici), 1901, Solothurn - © 1992 Rusconi Libri]
 
SOMMARIO DEL NUMERO 23 / www.amnesiavivace.it

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