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2007
13
Mag

Anonima Scrittori a Pontinia - un convegno

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Anonima Scrittori a Pontinia - un convegno.
 
"Pontinia è magica. Sembra dimessa, ma è la più vera di tutte le città nuove dell’Agro Pontino...", si apre così la pillola che Antonio Pennacchi ha voluto regalare alla mailing list di Anonima Scrittori e a tutti quelli che potranno assistere al convegno che avrà luogo venerdì 11 maggio alle ore 18 presso il Teatro Max - Fellini di Pontinia (LT).
 
"Tra estetica e urbanistica: il significato di Pontinia nella dialettica delle città nuove", questo il titolo dell'appuntamento organizzato da Anonima Scrittori e dal Comune di Pontinia.
Per Anonima Scrittori è un ritorno sul luogo del delitto sul tema delle città di fondazione dopo il convegno "Città nuove e falsi storici"del gennaio 2006. Questa volta l'obiettivo è quello di delineare una possibilità di sviluppo futuro della città di Pontinia partendo dall'analisi della sua storia.
 
Interveranno su questo tema: Giorgio Muratore, professore di Storia dell'Arte e Architettura Contemporanea alla Facoltà di
Architettura all'Università La Sapienza di Roma, Marco Romano, professore ordinario di Urbanistica ed esperto di Estetica della città alla Facoltà di Architettura dell'Università di Genova, Giovanni Raponi, storico, esperto delle origini e dello sviluppo della città di Pontinia, e Antonio Pennacchi, scrittore e saggista.
 
Chi non potrà partecipare troverà un ampio resoconto dell'avvenimento nei giorni successivi sul forum di Anonima Scrittori all'indirizzo www.anonimascrittori.it/forum
 

MODICA PONTINIA

Pontinia è magica. Sembra dimessa, ma è la più vera di tutte le città nuove dell’Agro Pontino, non è finta ed artefatta come Sabaudia. Dovevano essere città rurali e Pontinia lo è stata, lo è tuttora. Tu ci vai, la guardi e – al dolce rumore del fluire del Sisto – ti trovi nella Bassa padana, nel ferrarese, tra Codigoro e Tresigallo. Pontinia è un luogo dell’anima, il centro del tempo. Sugli argini, tra le canne, a volte vedi proprio l’ombra di Ligabue, intenta a immaginare tigri tremolanti, ed ogni bar, la sera, s’empie di storie mitiche d’amori, di sport e di motori. E’ colpa del vento, che dal Sisto e gli eucalypti esala filtri e misture di loto.

Pare che due di Pontinia – che non si vedevano da una vita – si siano incontrati qualche tempo fa a Parigi. Uno fa il professore alla Sorbona ed ha sposato la più grande architetta di paesaggio francese, quella che comanda tutti i giardini di Francia. L’altro è una specie di genio dell’informatica che sta sempre in giro per il mondo, pieno di belle donne peggio di Briatore. Avendo tutti e due la giornata libera e non sapendo dove andare, vanno e si incontrano per caso alla biglietteria del Louvre: “Come stai come non stai?”. Pagano il biglietto ed entrano, ma senza guardare un quadro. Cioè: ci passavano davanti ma manco li vedevano, sempre a dirsi: “Pontinia di qua e Pontinia di là”. Monna Lisa non se la sono proprio filata: “Ti ricordi quella volta che il farmacista?”. “E quell’altra volta il parroco?”, e via di questo passo.

Finiscono il Louvre a vanno a Notre-Dame. Pure lì non guardano manco una finestra, una colonna: “Pontinia di qua e Pontinia di là. Ti ricordi quella volta che Bruno Finotti in piazza? E Vittorio Crociara?”. Escono da Notre-Dame e vanno agli Invalides, ma sempre: “Pontinia di qua e Pontinia di là, Mauro De Nardis e Giovanni Raponi”. Insomma, per farla breve, girano tutta Parigi ma senza vedere un corno, solo questa cavolo di Pontinia in testa.

Alla fine si fa sera e vanno a cena. A Pigalle, al Moulin Rouge. Fiumi di champagne e spogliarello. Donne nude che passavano vicino al tavolo e si strusciavano. Loro manco una smorfia o una sgrullata. A un certo punto però, mentre mangiano quella roba francese e dal palco suonano il Can-can, uno dei due se ne esce: “Chissà a quest’ora che stanno a fa’ a Pontinia”.

“E che vuoi che stanno a fare?”, gli risponde l’altro triste: “Avranno appena cenato. Mo’ escono a vanno a cazzarare al bar”.

“Eh, mannaggia il Sisto! E noi, come due stronzi, qua a Parigi”.

 

Antonio Pennacchi

 
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