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2007
9
Mag

SIEFF in tour 2007

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Regione Autonoma della Sardegna

Istituto Superiore

Regionale Etnografico

SIEFF in tour 2007

Sardinia International Ethnographic Film Festival

COMUNICATO STAMPA

A ORISTANO E CARBONIA LE PROSSIME TAPPE DEL FESTIVAL ITINERANTE

“SIEFF IN TOUR 2007”

L’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna, accogliendo l’invito da più parti rivolto, ha deciso di presentare in alcune delle principali città dell’Isola, con un vero e proprio festival itinerante, i film premiati nel corso della XIII Rassegna Internazionale del Film Etnografico tenutasi nel 2006. In questo modo l’Istituto ritiene di assolvere in maniera più piena al suo ruolo di promozione dell’antropologia visuale quale strumento essenziale per lo studio, la ricerca e il dialogo con le culture di tutto il mondo.

Dopo la serate di Alghero (14 aprile), Olbia (20 aprile), Cagliari (4 maggio) e Tortolì (5 maggio), i prossimi appuntamenti con il festival itinerante “SIEFF in tour 2007” sono a Oristano, venerdì 11 maggio, alle ore 17, nella sala del Centro Servizi Culturali U.N.L.A. in via Carpaccio, 9 e

a Carbonia, sabato 12 maggio, alle ore 17, nella sala “Velio Spano” in via della Vittoria, 96.

A seguire sono previste le seguenti tappe: Sanluri, venerdì 18 maggio, alle ore 17, nella sala del Monte Granatico in piazza Castello; Sassari, mercoledì 23 maggio, alle ore 17, presso il Teatro Ferroviario in corso Vico, 14 .

La manifestazione è realizzata in collaborazione con l’ Amministrazione Comunale di Sanluri,

l’Amministrazione Comunale di Sassari, l’Amministrazione Comunale di Tortolì, l’Associazione Argonauti di Olbia, l’Istituto Tecnico Statale Attilio Deffenu di Olbia, la Società Umanitaria Centro Servizi Culturali di Alghero, la Società Umanitaria Cineteca Sarda di Cagliari, la Società Umanitaria Centro Servizi Culturali di Carbonia e l’ U.N.L.A. Centro Servizi Culturali di Oristano.

Questi i film in programma:

Gosto de ti como és (I love you as you are) di Silvia Firmino, prodotto nel 2005, che racconta la festa di Sant’Antonio nel popolare quartiere di Bica, a Lisbona, in Portogallo. Premio per il miglior film prodotto e ambientato in paesi del Mediterraneo, con la seguente motivazione “per la brillante rappresentazione di una comunità urbana coinvolta in una festività tradizionale, rinnovando legami sociali e spirituali”;

Une fanfare africaine di Hugo Zemp, un film, prodotto nel 2004, sulla fanfara che a Jacqueville, presso Abidjan, in Costa d’Avorio, accompagna tutti i momenti importanti della comunità. Premio per il film più innovativo per la capacità di far emergere “...l’interazione tra comunità ed etnografo, dando conto del processo di rinegoziazione di tratti culturali tramite un rispecchiamento nello sguardo dell’Altro.”

Whose is this Song? di Adela Peeva (2003) che narra la tragicomica ricerca della verità sull’origine di una canzone di cui tutti, nei Balcani, dicono: “E’ nostra”.

Premio “Grazia Deledda” per il miglior film “per aver saputo esprimere con sensibilità, attraverso la metafora di un canto, il complesso intreccio di identità culturali e nazionali sovrapposte e spesso conflittuali nell’area balcanica”

Premio per il film più innovativo, per aver saputo rendere “...la problematicità della tematica identitaria quale fenomeno di inclusione e di differenziazione, tematizzando attraverso un viaggio etnografico nozioni centrali del dibattito antropologico contemporaneo...”

Tu nos, Ephysi, protege di Marina Anedda, un film prodotto nel 2006 che racconta la festa di S.Efisio, a Cagliari, attraverso gli occhi e le parole di alcune donne dell’arciconfraternita.

Premio per il miglior film di autore sardo “per aver saputo affrontare un tema classico del film etnografico esprimendolo con intensità partecipativa e abilità comunicativa, supportata da una attenta ricerca della realtà locale e dei vissuti individuali dei partecipanti”

Taimagura Grandma di Yoshihiko Sumikawa (2005), che descrive le opere e i giorni di un’anziana contadina nelle montagne sperdute del Giappone, documentati dagli autori del film per un periodo di 15 anni.

Premio “Grazia Deledda” per il miglior film “per l’intensità espressiva con la quale, nel corso di molti anni di riprese, è stato rappresentato, attraverso la relazione della protagonista con l’ambiente naturale e materiale, il suo mondo spirituale ed emotivo”

rinnovando legami sociali e spirituali.

L’ingresso in tutte le sedi è gratuito

La Rassegna

La Rassegna dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna (ISRE) si tiene a Nuoro

ogni due anni e rappresenta una delle rare occasioni in Italia nelle quali sia possibile assistere

alle più significative produzioni internazionali del cinema etnografico.

Dalla scorsa edizione la manifestazione, assunta la denominazione di SIEFF - Sardinia International

Ethnographic Film Festival- ha abbandonato la sua tradizionale caratterizzazione monotematica e

ha incentrato il suo programma su una selezione di film non anteriori al 2003 guidati da una prospettiva etnoantropologica e attenti all’introduzione di elementi di innovazione nella struttura narrativa.

La tredicesima edizione si è svolta dal 18 al 24 settembre 2006 e ha presentato un programma costituito da film giunti dalle più diverse parti del mondo che sono stati selezionati da un Comitato composto da Elaine Charnov (Margaret Mead Video and Film Festival, New York), David MacDougall (Centre for Cross-Cultural Research, Australian National University, Canberra), Marc Henri Piault (Ecole des Hautes Études en Sciences Sociales, Paris) e Paolo Piquereddu (Direttore Generale dell’ISRE, Nuoro).

Una Giuria internazionale composta da Rolf Husmann (Presidente della Commission on Visual Anthropology (CVA), Università di Gottinga e Heidelberg), Judith MaCDougall (Centre for Cross-Cultural Research, Australian National University, Canberra), Antonio Marazzi (Università degli studi di Padova), Patrícia Monte-Mór (Università Statale di Rio De Janeiro, UERJ), Yasuhiro Omori (National Museum of Ethnology, National Institutes for the Humanities, Osaka) e Keyan Tomaselli (University of KwaZulu-Natal, Durban), ha attribuito il premio “Grazia Deledda” per il miglior film ( 10.350 Euro) , ex-aequo, a Taimagura Baachan, di Yoshihiko Sumikawa (Giappone), ed a Whose is this song?, di Adela Peeva (Bulgaria); il premio per il miglior film prodotto e ambientato in paesi del Mediterraneo (6.200 Euro) a Gosto de ti como es, di Silvia Firmino (Portogallo); e il premio per il miglior film di autore sardo (6.200 Euro) a Tu Nos, Ephysi, Protege, di Marina Anedda.

Una giuria speciale, composta da studenti e dottorandi dei corsi di laurea nelle discipline demo-etno-antropologiche delle Università della Sardegna, ha assegnato il premio per il film più innovativo (6.200 Euro), ex-aequo, a Une Fanfare Africane di Hugo Zemp (Francia- Costa d’avorio) e Whose is this song di Adela Peeva (Bulgaria).

Istituto Superiore Regionale Etnografico – Via Papandrea, 6 08100 NUORO

Tel. 0784/242900

rassegna.sieff@isresardegna.org

www.isresardegna.org

 
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