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2007
31
Mar

Delinquenti - presi per caso

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TORNA DELINQUENTI, IL MUSICAL DEI PRESI PER CASO
Debutta al una nuova versione del musical messo in scena dalla rock band e compagnia teatrale nata nel carcere di Rebibbia

1 aprile, ore 19,30 presso il Teatro della Dodicesima (Via Carlo Avolio, 60 – Spinaceto, tel. 06-5073074, ingresso 10 euro)
14 aprile, ore 21,00 – 15 aprile ore 17,30 presso il Teatro Santa Chiara al Casaletto (via del Casaletto 691, tel. )
www.presipercaso.it

Domenica 1 aprile alle ore 19,30 presso il Teatro della Dodicesima (Via Carlo Avolio, 60 – Spinaceto, tel. 06-5073074)  i PRESI PER CASO proporranno una nuova edizione del musical DELINQUENTI. Il progetto è inserito all’interno de IL TEATRO IN TRIBUNALE, una maratona maratona di spettacoli, monologhi, canzoni, letture e performance organizzata dall’Associazione Culturale Empide in collaborazione con la Regione Lazio.
Gli interpreti sono:  Barbara Marzoli, Roberto Celestini, Gianfranco Palma, Stefano Adami, Pino Forcina, Giampiero Pellegrini, Pietro Ferracci. I musicisti sul palco, ovvero i “ragazzi” dei Presi per Caso, sono Armando Bassani, Claudio Bracci, Stefano Bracci, Salvatore Ferraro, Arnaldo Giuseppetti, Marco Nasini. Testi e musiche della pièce sono di Salvatore Ferraro. La regia è di Giampiero Pellegrini.
DELINQUENTI è il secondo spettacolo teatrale messo in scena dai PRESI PER CASO, il progetto nato dentro il carcere di Rebibbia che ha dato i natali all'omonima rock band, da una parte, e alla compagnia teatrale la Cattiva Compagnia, dall'altra. Ideatori dell'iniziativa un gruppo di ex detenuti del carcere di Rebibbia animati dalla volontà di raccontare il carcere alla società dei liberi. Raccontarlo, soprattutto, con la voce, i gesti, le storie di chi il carcere lo ha vissuto veramente, trasponendo sul palco la sensazione vivida, tracciata dalle parole, dagli argomenti, dai tratti somatici degli stessi protagonisti, dell’esser imprigionato: scorci di vita carcerata riassunte in scene dal ritmo sorprendentemente incalzante e da una serie di monologhi di grande, tragica, comicità e gags fulminanti. Elemento determinate la musica: come in un piccolo musical, si incontrano tutti i generi musicali possibili (dal rock al valzer, dal gospel alla malinconica ballata e poi il blues, il ritmo latino) quasi a voler sottolineare l’unica reale risorsa per chi sta in carcere, il rapporto, anche solo auditivo tramite radio, con la società che sta fuori.
Un carcere, quindi reale, nella sua disumana contraddittorietà ma anche una condizione comunicata nella forma più ferocemente comica e tragicamente brillante per renderne i contenuti più facilmente assimilabili ad un pubblico per anni tenuto debitamente distante da problematiche del genere.
 
La trama
L’amministrazione penitenziaria concede a 14 detenuti, dopo parecchi anni di pena espiata in carcere, di dimostrare, attraverso una rappresentazione pubblica di tipo artistico, di essere cambiati, migliorati e redenti dal passato deviante. E’ la storia dei fuoriscena di questo spettacolo, il momento in cui 1 14 “delinquenti”, fuori dal canovaccio perbenista imposto dal copione, danno luogo e luce alla personale raccolta di sentimenti veri,  umori, aspirazioni e delle paure per il futuro che verrà. La sincerità di sentimenti rudi e borderline contro la piattezza ipocrita e conformista degli educatori che, per considerare veramente redenta una persona, accettano solo figure passivamente omologate a un’idea ipocrita di pentimento. Con finale a sorpresa.

Nati dentro il Carcere di Rebibbia, i PRESI PER CASO sono un progetto musicale che ha quale principale obiettivo raccontare la condizione carceraria e sensibilizzare l'opinione pubblica attorno ai suoi problemi e alla sua realtà umana e sociale.
Lanciati a livello nazionale da Demo, la trasmissione acchiappatalenti di Radio1 ideata e condotta da Michael Pergolani e Renato Marengo, i Presi per Caso sono formati da qualche anno da un nucleo originario accomunato dall'esperienza del carcere, ma anche da elementi incontrati a seguito della liberazione: a simboleggiare un ideale rapporto fra “dentro” e “fuori” che dovrebbe e sicuramente può essere alla base contemporaneamente di un discorso di risarcimento e di recupero sociali.


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