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2007
7
Mar

1997 Viaggio sulla cresta dell’onda

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Fabio Ubezio
1997
Viaggio sulla cresta dell'onda
www.kimerik.it

Prefazione

Raccontare in poche parole “1997 Viaggio sulla cresta dell’onda” sarebbe banale, perché tutta la sua bellezza e il suo potere risiedono nel linguaggio forte, aggressivo, irriverente e a tratti scioccante che lo caratterizzano. La sua estrema originalità si sprigiona con tutta la rabbia dei suoi protagonisti, e solo conoscendoli attraverso le righe dì questo avvincente romanzo è possibile capirne fino in fondò l’essenza e lestrema carica innovativa.

Ubezio delinea con dovizia dì particolari e precisione ambiente, epoca e contesto sociale, tracciando un quadro nitido dì un intera generazione, quella degli anni 90. L’ambiente è quello della città di Novara, Il contesto sociale è quello dì una città di provincia, nella quale ragazzi, che in fin dei conti hanno tutto, lottano contro un sistema che non asseconda i loro sogni; egli offre qualsiasi cosa su un piatto d’argento. La mancanza dì stimoli e obiettivi conduce all’apatia, che spesso si trasforma in ribellione e violenza, che hanno come unico scopo quello dì uscire da immagini stereotipate e qualunquiste e distinguersi, lasciare un segno, seppur nel modo peggiore che possa esistere.

Si tratta dì un romanzo del genere PULP nel quale il turpiloquio è frequente, ma rappresenta in modo realistico un linguaggio dì uso comune tra i giovani tra i sedici e i vent anni. Violenza e aggressività fanno da leit motiv per tutto il testo, ma non sono fini a se stesse, bensì nascondono un disagio sociale profondo, tipico dì ragazzi non più adolescenti, ma nemmeno adulti, e che appartiene un pò a tutte le nuove generazioni

Dingo, Faina, Danza, Pupe e PK condurranno il lettore nelle loro scorribande e gli faranno conoscere tutta la loro rabbia e irruenza, ma gli riveleranno anche le loro fragilità e debolezze, in un mondo che non è in grado dì offrire loro la sola cosa che li renderebbe davvero felici: un po’ dì affetto. L’unica cosa dì cui si nutrono è il profondo legame che lì unisce.

Lo stile di Ubezio è inconsueto, ma estremamente dinamico, assolutamente necessario ai fini delta narrazione, a partire dai brevi racconti che fanno da prologo al romanzo, il cui vero significato sarà chiaro solo alla fine. Così come il continuo avvicendarsi delle diverse voci narranti tutti i protagonisti a turno lo diventeranno, permettendo al lettore non solo dì capire i diversi punti dì vista all’interno dì ciascuna situazione, ma anche dì conoscere i personaggi nel loro intimo. La sensazione sarà quella di essere con loro o contro dì loro, di amarli oppure odiarli, comunque di viverli profondamente.

Ubezio è riuscito a regalarci un testo che turberà, sconvolgerà, travolgerà, ma sicuramente appassionerà fino all’ultima pagina.

Dott.ssa Marzia Scafidi
Edizioni Kimerik
 
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