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2007
6
Mar

Paolo Nori a Bergamo

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GIOVEDI’ 8 MARZO, LO SCRITTORE PAOLO NORI
PRESENTERA’ AI LETTORI DEL PREMIO IL SUO ROMANZO
“NOI LA FAREM VENDETTA” (Feltrinelli).

Continuano gli appuntamenti con i cinque finalisti della XXIII edizione del Premio Nazionale Narrativa Bergamo. Giovedì 8 marzo alle 18:00, lo scrittore Paolo Nori, in concorso con il romanzo “Noi la farem vendetta” (Feltrinelli, 192 pp., € 15,00), sarà il secondo dei finalisti del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo a confrontarsi con i lettori. La cornice è quella dei tradizionali “incontri con gli autori”, che quest’anno saranno ospitati alle ore 18:00, nello spazio al IV piano della Biblioteca civica “Antonio Tiraboschi”, in Via San Bernardino 74 a Bergamo.

Fin dalla nascita del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo, nel 1985, gli “incontri con gli autori” costituiscono un momento importante e  qualificante della manifestazione e un aspetto originale della sua formula. L’ospite di turno – quest’anno a coordinare gli incontri, introdurre e sollecitare gli autori sarà il prof. Gaspare D’Angelo – è chiamato a un vero e proprio confronto con i lettori-giurati, persone che in gran parte hanno già avuto modo di accostarsi al suo libro, e che lo possono “provocare” con domande, impressioni di lettura e richieste di approfondimento.

Nelle pagine seguenti, alcune note su Paolo Nori e sul suo libro a cura dell’ufficio stampa, oltre alla “scheda di lettura” a cura dell’Associazione Premio Nazionale di Narrativa Bergamo.

Seguirà poi, un aperitivo con lo scrittore al Caffè Letterario, in Via S. Bernardino 53, durante il quale i lettori potranno richiedere firma ed “eventuale dedica” sulla propria copia.

 

Dopo i primi due incontri con Siti e Nori, il Premio Nazionale di Narrativa Bergamo offrirà al suo pubblico altri tre appuntamenti con gli scrittori a distanza di una settimana l’uno dall’altro.

Giovedì 15 marzo sarà la volta di Toni Fachini, finalista con “Ultimo piano senza ascensore” (Effigie); il 22 marzo Antonio Pascale, autore di “S’è fatta ora” (Minimum Fax); chiuderà il 29 marzo Marosia Castaldi, in gara con “Il dio dei corpi” (Sironi).

 

Ricordo inoltre che lo spoglio delle schede e la nomina del vincitore avverranno nel corso di una cerimonia che si terrà giovedì 26 Aprile presso la sala Gerusalemme Liberata della Banca Popolare di Bergamo in Viale Roma 2/A, nell’ambito della tradizionale Fiera del Libro.  L’autore del libro più votato, verrà festeggiato – e insignito tra l’altro di un riconoscimento in denaro di duemilacinquecento Euro, mentre cinquecento Euro andranno a ciascuno degli altri finalisti – durante la solenne cerimonia di premiazione prevista il prossimo 12 Maggio presso la Sala Oggioni del Centro Congressi Giovanni XXIII con la straordinaria partecipazione dello scrittore Abraham J. Yehoshua, scrittore e professore di letteratura comparata, Università di Haifa.

Seguirà alle ore 18:00 una conferenza con Abraham J. Yehoshua dal titolo “E’ possibile costruire la pace?” nell’ambito della Manifestazione “Lo Sviluppo (In)sostenibile” organizzata da SINAPSI Associazione per la cultura.

 

 

SITO WEB UFFICIALE:

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SEGRETERIA ORGANIZZATIVA:

Flavia Alborghetti

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UFFICIO STAMPA:

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Ufficio Stampa Fleisch

Via Libertà 1/C, 24050
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fax.   +39 035.672824
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paola@fleisch-agency.com
www.fleisch-agency.com                                                                                 

 

“Noi la farem vendetta”

Paolo Nori

(Feltrinelli)

 

 

 

 

 

 

Brevi note biografiche:

Paolo Nori (Parma 1963) ha pubblicato Le cose non sono le cose (Fernandel 1999), Bassotuba non c’è (DeriveApprodi 1999), Spinoza (Einaudi 2000), Diavoli (Einaudi 2001), Grandi ustionati (Einaudi 2001), Si chiama Francesca, questo romanzo (Einaudi 2002), I quattro cani di Pavlov (Bompiani, 2006) e, insieme a Marco Raffaini, Storia della Russia e dell’Italia (Fernandel 2003). Ha tradotto e curato l’antologia degli scritti di Daniil Charms Disastri (Einaudi) e l’edizione dei classici di Feltrinelli di Un eroe dei nostri tempi di Lermontov e delle Umili prose di Pukin. Con Feltrinelli ha pubblicato Gli Scarti (2003), Pancetta (2004), Ente nazionale della cinematografia popolare (2005).

 

 

 

La “scheda di lettura” a cura dell’Associazione Premio Nazionale di Narrativa Bergamo:

 

Paolo Nori è uno scrittore sentimentale. Il suo primo sentimento è l’amore di sé. Gli psicoanalisti lo chiamano narcisismo, ma in Nori non è così. Meglio il termine stendaliano di egotismo. I suoi libri – 12 sin qui – sono tutti ricordi di egotismo: del proprio sé o di qualcuno dei suoi alter-ego. Questo ha spinto la critica a parlare di libri autobiografici. Non è giusto, poiché l’Io dello scrittore emiliano è sempre posposto, meglio: visto di sguincio. È un po’ come se Nori, a forza di guardarsi allo specchio – uno specchio di carta – finisse per vedere un’immagine obliqua di se stesso e ce la restituisse così, di traverso. Ora l’Ego narrante di Noi la farem vendetta ha avuto una figlia, Irma, e perciò ha anche una moglie, o supposta tale, Francesca. Racconta la sua paternità personale, e al tempo stesso la propria paternità generazionale. La generazione dei padri è quella dei ragazzi con la maglietta a strisce, i giovani comunisti di Reggio Emilia, scesi in piazza il 7 luglio 1960 per contestare la volontà del Movimento sociale italiano – i fascisti – di tenere il proprio congresso nazionale a Genova, e di farlo presiedere al repubblichino che aveva firmato la deportazione di decine e decine di liguri. Il governo Tambroni, sostenuto dall’MSI, manda in piazza la polizia che spara ad altezza d’uomo. Cadono in sette: morti di Reggio Emilia, come dice la canzone. Cade anche Tambroni. Nori, che è un anarchico individualista – ha scelto come titolo il verso di una canzone anarchica –, ha costruito il libro attraverso brevi capitoletti di dieci-venti righe separati dai titoli, che danno al racconto un ritmo sincopato, quasi aforistico, e consentono a Nori, scrittore dal respiro breve, ma ficcante, di arrivare sino in fondo con fiato e idee. Ne esce un libro commuovente, più quando parla dei padri-ragazzi di Reggio che non quando evoca la figlia Irma, un libro che è, in definitiva, la storia di un orfano: lui stesso.

 

Paolo Nori, Noi la farem vendetta, Feltrinelli, pp. 191, € 15,00

 

 

Scheda tecnica a cura dell’Associazione Premio Nazionale di Narrativa Bergamo

 

 

 

 

Dal sito Feltrinelli:


In breve

La memoria politica. La memoria umana. Paolo Nori racconta un episodio scandaloso dell’Italia democristiana e della sua deriva fascista alla fine degli anni cinquanta. Nel 1960, a Reggio Emilia, la polizia carica, spara, uccide. L’episodio è passato alla storia come “i fatti di Reggio Emilia”. Nori interroga, registra, si documenta. Il presente incrocia il passato. E scioglie nodi che ci riguardano.

 

Il libro

Noi la farem vendetta è un libro che ricostruisce quello che è successo nella piazza dei teatri di Reggio Emilia il 7 luglio del 1960. È un libro sulla violenza dello stato, ma è anche un libro sull’educazione dei bambini, ed è anche un libro sulle cose che scompaiono, sulla memoria, e su come la coltivano in certe isolate comunità che meno male che ci sono, e su come se ti uccidono un fratello quando hai diciassette anni è un po’ come quando ti nasce un figlio, e poi è anche un libro sull’Emilia, e, tutto sommato, adesso che ci penso, in un certo senso, se non fosse un’espressione abusata, si potrebbe anche dire che è un romanzod’amore.”
Paolo Nori

 

Approfondimento

“Tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta la parola antifascismo e la parola resistenza sembravan due parole cariche di retorica e vuote di significato. Forse per via che di resistenza e di antifascismo, da un certo momento in poi, si sentiva parlare solo nei discorsi ufficiali e uno quando sente un discorso ufficiale gli vien l’impressione che valga la legge formalizzata dal matematico e logico Aleksandr Zinov’ev, legge che dice che tutto quel che è ufficiale, è falso. Dopo poi questi ultimi dieci anni, nei discorsi ufficiali si vede nessuno ne parla più, è come se avessero riacquisito verità e significato, la parola antifascismo e la parola resistenza.”

 

www.feltrinelli.it

 

 
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