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2007
3
Gen

A sustainable development of GRAFFITI

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A sustainable development of graffiti
by Opiemme (italy, turin)
scrivi@opiemme.com

“There are no barriers anymore. There's no limit to it. Some people is really deep in religion but some people are really deep in graffiti.” Erosie (Holland), in the last Street Attitudes.

Milan is actually wasted by graffiti, and the problem is that the level is not that nice.
The Council decided to fight graffiti with tolerance zero, but it didn't end any results.
Some days ago in Milan an article of the local pages of “Corriere della Sera - Milano” expressed the position about graffiti of some town councillors: it seems like they don't want to cope with the problem. They believe they could easily delete it.
In Milan there are 1000 or so writers. This is not the best decision. Everyone can grab a can and spray a wall. It's doesn't make any difference: the walls are simply dirty. Dirty by the pollution as well as loads of tags. Even if town councillors try to delete graffiti and writers from city areas they will not solve the problem.

A street artist of Milan decides to reply to this article, reported himself as a Milan writer and giving is viability to Council administrators in speaking about the problem trying to find out a solution.
His name is Ivan (
www.i-v-a-n.net) and is the city's most important representative of street poetry (a street art derivation) with his Poetic Assault.
His open letter was immediately supported by the artist Opiemme and the association Il Cerchio e Le Gocce from Turin.
Opiemme searchs new ways of presenting poetry, working in the street to get people closer to poems (
www.opiemme.com).
Il Cerchio e Le Gocce (
www.ilcerchioelegocce.com) is a cultural organization working with graffiti and aesthetics qualifications. It also organised Street Attitudes a graffiti convention in its 6th edition. It's one of the best in Europe (www.streetattitudes.com).

Turin lives a completely different situation. Council has set by years a project, MurArte, allowed writers to paint walls, and have support to do it. This set a completely different situation compared to Milan. A person who grabs a can for the first time gets a different example. The aim of Turin writers seems to have changed in a way, and some of the crew are developing really nice and complex graffiti.
This kind of paints could be considered as modern frescoes, and one the most remarkable example of public art.

Freedom of expression found a new way out to be, dealing with the Council of Turin. The results is that the artistic wing of graffiti has developed. Who wants to express in a different way is free to do it as before. Who wants to increase his art has a unique opportunity. The walls of Turin are not that wasted, the main problem of the city concerns cars an pollution. They really get dirty the city, and its air.

Anyway Milan's Council is supposed to decide something about graffiti...and it's better something useful for the future, able to change the vandalism trend.
“It looks like if they want to follow the Swedish example of Stockholm. There graffiti has become a really deep problem, cause the local Council decide to block it at all. They are in war for nothing. You can't stop graffiti. No way.” Declared Riccardo Lanfranco, director of “Il Cerchio e le Gocce”.

Freedom of expression is like water. You can't compress it. It will find a new way out.
It's better a sustainable and artistic development of graffiti.

Will Ivan be able to deal with the Milan's Council?
And will Milan's Council be able to solve a solution?
The problem remains: what kind of graffiti do a city want to have? Maybe the most sustainable   it's better. Because graffiti will be present for sure in the cities. No doubts. 

 

ELVES

 

On the street signs increase.

You need the code

to understand the chaos.

Someone speaks

and you ignore…

The elves

talk amongst themselves,

silently, invisible

and ignored by the men

that tread on their own eyes on the pavement.

 

Poem by Opiemme

Links:

www.i-v-a-n.net
www.opiemme.com
www.ilcerchioelegocce.com
www.streetattitudes.com
www.comune.torino.it/murarte
www.erosie.net 

UNO SVILUPPO SOSTENIBILE DEI GRAFFITI
di Opiemme

“Non ci sono più barriere. Non c'è limite. Alcune persone sono veramente dentro alla religione, ma alcune persone sono veramente dentro ai graffiti.” Erosie (Olanda), nell'ultima edizione di Street Attitudes.

In verità Milano è distrutta dai graffiti, ed il problema è che il livello non così bello. Il Comune ha deciso la tolleranza zero, che non ha portato a nessun risultato. Alcuni giorni fa un articolo del Corriere della Sera ha espresso la sua posizione di assessori a riguardo dei graffiti: sembra che non si vogliano rapportare al problema. Credono di poterli cancellare facilmente.

A Milano ci sono circa un migliaio di writer. Non rapportarsi al problema non è la migliore decisione. Chiunque può prendere uno spray e andare su un muro: e non fa nessuna differenza. I muri sono semplicemente sporchi. Sporchi dall'inquinamento come per la quantità assurda di tag. Cercando di cancellare i graffiti e i writer dalla città, non risolveranno il problema.

Un artista di strada di Milano, ha deciso di rispondere a questo articolo, denunciando se stesso come “imbrattatore” e dando la sua disponibilità agli assessori comunali, per discutere del problema graffiti e cercare una soluzione.
Il suo nome è Ivan (
www.i-v-a-n.net) ed è il più importante rappresentante a Milano, con il suo Assalto Poetico, della poesia di strada (una derivazione della street art che diffonde nelle strade poesie).
La sua lettera aperta è stata subito supportata da Opiemme e dal Cerchio e le Gocce di Torino. Opiemme crea nuovi modi di proporre la poesia, e lavora nelle strade per avvicinare le persone ai testi
(www.opiemme.com).
Il Cerchio e Le Gocce (www.ilcerchioelegocce.com)  è un'associazione culturale che lavora nell'ambito dei graffiti e della riqualificazione urbana. Organizza Street Attitudes, una convention di graffiti arrivata alla sua sesta edizione: una fra le maggiori in Europa (www.streetattitudes.com).

Torino vive una situazione completamente diversa. Il comune ha stabilito da anni un progetto, Murarte, che permette ai writers di trovare superfici da dipingere e di avere un supporto nei materiali. Questo ha costruito una situazione completamente diversa da quella di Milano. Una persona che prende uno spray per la prima volta ha un esempio diverso. L'obbiettivo dei writers torinesi sembra in qualche modo cambiato, e alcune crew stanno evolvendo graffiti davvero interessanti. Questo tipo di disegni può essere in qualche modo considerata gli affreschi moderni e una delle più importanti esempi di arte pubblica.

La libertà ha trovato un nuovo modo di esprimersi, accordandosi con il Comune di Torino. Il risultato è che un frangente più artistico dei graffiti si è sviluppato. Chi vuole esprimersi in un modo diverso è sempre libero di farlo. Chi vuole migliorare la propria arte ha un occasione unica. I muri di Torino oggi non sono così devastati, e il problema principale della città per la loro sporcizia riguarda le macchine e l'inquinamento. Questi davvero sporcano città e aria.

Ad ogni modo Milano deve trovare la sua soluzione per rapportarsi ai graffiti, ed è meglio che scelga qualcosa di vantaggioso per il futuro, capace di cambiare un trend vandalico.
“Sembra che vogliano seguire l'esempio di Stoccolma. Là i graffiti non sono tollerati, per niente. E questa intolleranza ha creato un disagio e una reazione che non è stata una scomparsa del writing. Tutt'altro. Stilisticamente sembra regredito, ma al tempo stesso i writers sembrano impazziti e reagiscono. Eccome. E' come se fossero in guerra per niente. Non si possono fermare i graffiti. Non c'è modo.” Ha dichiarato Riccardo Lanfranco, direttore de “Il Cerchio e le Gocce”.

La libertà di espressione è come l'acqua. Non si può comprimere, troverà una via per uscire, manifestarsi. E' meglio uno sviluppo sostenibile e artistico dei graffiti.
Riuscirà Ivan a trovare un accordo col Comune di Milano? E il Comune di Milano con i writers?
E troverà una soluzione?
Il problema rimane: che tipo di graffiti vuole una città? Forse quello più sostenibile è meglio. Perché i graffiti saranno presenti nelle città di sicuro. Non ci sono dubbi su questo.

 

FOLLETTI

 

Per strada aumentano i segnali.

Ti serve il codice
per comprendere il caos.

Qualcuno parla

e tu ignori…               

I folletti

parlano fra loro,

silenziosi, invisibili

e ignorati dagli uomini                                                

che calpestano i propri occhi per terra.

Poesia di Opiemme

 

Links:

www.i-v-a-n.net
www.opiemme.com
www.ilcerchioelegocce.com
www.streetattitudes.com
www.comune.torino.it/murarte
www.erosie.net

Comunicazione originale da  internet:

SOSTENENDO GLI IDEALI ESPRESSI  DA IVAN,
la sua autodenuncia e la disponibilità al dialogo sulla questione graffiti a Milano, riportate nella risposta alle dichiarazioni del Vicesindaco Decorato, dell'Assessore Gianni Vergadella e dell'Assessore Tiziana Maiolo contenute in un articolo del Corriere Sera Milano del 16.02 in seconda pagina.

Trovare una soluzione che sia una chiave di volta, un cambio di tendenza, in grado di rendere arte/espressione il devasto dei muri che ottenebra Milano.

Da Torino sottofirmano la lettera aperta di Ivan:
 - Opiemme, che con i suoi nuovi modi di proporre la poesia ha applicato soluzioni non vandaliche e non intrusive per portare liriche nelle strade incontro alle persone, in una mescolanza di installazioni, performance, e soluzioni come i Rotolini di Poesia (http://www.opiemme.com);
 - l'associazione culturale "Il Cerchio e Le Gocce", organizzatrice di eventi (http://www.streetattitudes.com una fra le più grandi convention a livello europeo) e interventi di riqualificazione estetica che hanno saputo utilizzare la componente "positiva" dei graffiti, la quale lavora a stretto contatto con le istituzioni cittadine e il progetto Murarte
(http://www.comune.torino.it/murarte/).

OPIEMME
E' una questione di libertà. E questa è incomprimibile come l'acqua.
Non la si può contenere. Troverà i suoi modi di esprimersi/manifestarsi.
Che poi questa sia sporca e grigia come lo sporco della città, va affrontata e va trovato il modo di concedere spazio all'espressione, e non solo a messaggi pubblicitari. Che cultura vivono le persone nelle strade?
La cultura trasmessa agli occhi dice...compra questo o quello.
Vuoto... poi c'è qualcuno in mezzo a queste strade che lascia segnali non sterili.
Pensieri che possono essere accolti e coltivati.
E' vero anche che qualcuno non fa nulla di che, sporca e basta a spray.
Ma qual'è la soluzione? Dipende dal trend che una città vuole darsi.
Torino ha scelto una via che l'ha portata a creare gruppi di writers che lavorano legalmente per riqualificare superfici in degrado.
Opiemme: nuovi modi di proporre la poesia
www.opiemme.com
scrivi@opiemme.com

e STREET ATTITUDES
A Torino il progetto Murarte ha rappresentato una svolta nella qualità di quello che si vedeva sui muri. Ha concesso tempo, spazio, sostegno a chi voleva esprimere sui muri la propria arte. E il livello è cresciuto. Ha creato una tendenza che non spingeva ad un atto vandalico vuoto.
Muri grigi e in degrado sono stati riqualificati esteticamente. Ragazzi hanno avuto la possibilità di esprimersi e di migliorarsi. Non c'è stata solo la voglia di gridare, come nel punk, contro i muri la propria rabbia, cercando di "devastare" tutto. E' una scelta, quella del dialogo con un problema, che può determinare un cambio di tendenza.
Torino l'ha fatto e l'evento Street Attitudes ne ha rappresentato un apice espressivo a livello di qualità del lavoro presentato dagli invitati.
Ora è nel genere fra le maggiori convention europee.
I graffiti e la street art sono il segno della libera espressione artistica urbana. Si sono appropriati di spazi comunicativi, e ne hanno aperto nuovi:
un'avanguardia per tutte quelle forme artistiche che hanno utilizzato la strada come galleria, e hanno fatto arte pubblica.
Non si possono fermare i graffiti illegali (non si fermano i reati), ma il loro ruolo può essere integrato, in un ottica di vantaggio sia per gli artisti che per le amministrazioni, e i cittadini.
Associazione Il Cerchio e le Gocce
www.ilcerchioelegocce.com
info@ilcerchioelegocce.com

LA LETTERA APERTA DI IVAN:
Gentile redazione del Corriere Milano
alla cortese attenzione di Maurizio Giannattasio ed Elisabetta Soglio
Vi scrivo in risposta alle dichiarazioni, riportate nel Corsera Milano del 16.02 in seconda pagina, del Vicesindaco Decorato, dell'Assessore Gianni Vergadella e dell'Assessora Tiziana Maiolo.
 ---
Vi scrivo perché tra i molti che imbrattano i muri della vostra città ci sono anch'io, col mio assalto poetico, con quella modesta poesia di strada che sfugge le pagine e si fa vernice e scarabocchi. Vi scrivo perchè questa vostra città è anche nostra, e chi l'attraversa per le strade, di giorno e la notte, la respira a fondo, barricando a denti stretti quel poco che ancora resiste al futuro che non è più quello di una volta.
Vi scrivo per convinzione e responsabilità, perché in quattro anni d'assalto ho dipinto spesso alla luce del giorno, ho firmato sempre col mio nome, ho scoperto che i condomini sono più pericolosi delle forze dell'ordine. Vi scrivo perché poesia di strada vuol dire relazionarsi ad un luogo, non occupare una superficie. E' questione d'intendere il conflitto come spazio possibile di dialettica, di diffondere germi e provocazione per rendere l'organismo sociale più forte. Vi scrivo perché ognuno di noi lascia ogni giorno la sua piccola orma, sfugge la corrente e morde i muri per trattenersi a galla dai gorghi.
Vi scrivo perché sento, ma spesso mi sbaglio, che le cannonate alle porte dell'Assessorato alla Cultura son tumulti di critiche a salve e di voti a rendere. Mi stupisce molto che le convinzioni controcorrente d'un intellettuale che riveste una così rilevante carica politica siano tanto aspramente criticate e tacciate, senza fondamento, d'esser sinistre.
Vi scrivo perché io non sono che una piccola virgola del vasto mondo che anima i muri della nostra città, precipito parole tra le vie per un'istanza di critica letteraria, credo che chiunque sia poeta e una pagina bianca, d'ovunque e da sempre, è una poesia nascosta. Io dai writers ho imparato che la strada è una ribalta libera e di libertà, vedo ragazzi che a soffi di colore affrontano l'emarginazione a cui sono costretti, affermano la propria identità mordendo l'osceno urbano che li circonda, mi sembra di riconoscere in loro dei giovani artisti impegnati e non una brigata di deliquenti
comuni.
Vi scrivo perché vorrei che incontraste un movimento di cui parlate spesso impropriamente e che forse conoscete poco. Vi scrivo perché possiate comprendere le sue diverse forme espressive, le sue differenti accezioni di stile, contenuto o provocatorietà. Vi scrivo per invitarvi ad una mostra che si costruisce grazie agli entusiasmi e alle energie dei molti che ci credono, una mostra che non chiede una lira al suo ingresso, ma tanta riflessione all'uscita.
Vi scrivo per non scordarmi che gli spazi pubblici sono luoghi collettivi, che sono animati dal pubblico e delegati ai suoi rappresentanti (non viceversa). Il PAC è un luogo che la città e il suo governo ci affida, che si anima non solo per concessione, ma per uno scottante sentire sotterraneo che fa del graffito rabbia per tanti, e gioia per altri. Credo che affermare di voler concedere spazi pubblici a condizione possa sì attivare un confronto positivo, ma sembrare anche un sottile ricatto.
Vi scrivo perché offrire luoghi alla libera espressione occorre ed è il vaccino che cercate. Vi scrivo perché è da quando questi spazi sono stati negati, chiusi o sgomberati, che il fenomeno del boombing e delle tags si è diffuso in maniera così massiccia. Vi scrivo perché Milano ci scivola tra le mani e non certo per una questione di vernice.
Vi scrivo perché assisto a troppi silenzioni vandalismi quotidiani, perché un graffito ha meno colpa delle speculazioni edilizie che imbratta, della sosta selvaggia che si mangia le piazze, dei navigli secchi di osterie, delle pubblicità che impacchettano i palazzi, dell'esclusione sociale, del precariato. Vi scrivo perché so che eletto non è un superlativo della vostra condizione, ma un difficile impegno di responsabilità pubblica ed un voto di ferreo esemplarismo quotidiano. Vi scrivo perché credo, in fondo, che "diverso" possa essere solo un'altra strada per dire "noi".
L'arte di strada ha una reale potenzialità di arredo e riqualifica della città, vi invito a scommettere che il miglior modo per combattere il graffitismo selvaggio possa essere dipingere le strade liberamente, là dove possibile. Vi scrivo perché, purtroppo converrete con me, troppi muri talvolta son più sporchi dentro, che fuori le case.
nella speranza di un confronto propositivo un cordiale saluto e qualche schizzo di vernice.
ivan - dal 2003 poesia di strada e assalto poetico (www.i-v-a-n.net).
 
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