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2007
22
Feb

Troppi paradisi apre Incontri con autori

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INCONTRI CON GLI AUTORI: APRE WALTER SITI CON IL ROMANZO “TROPPI PARADISI” (Einaudi)

 

 

L’appuntamento è per giovedì 1 marzo alle 18: lo scrittore modenese di nascita ma romano di adozione Walter Siti, in concorso con il romanzo “Troppi Paradisi” (Einaudi, 425 pp., € 18,50), sarà il primo dei finalisti del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo a confrontarsi con i lettori. La cornice è quella dei tradizionali “incontri con gli autori”, che quest’anno saranno ospitati alle ore 18:00, nello spazio al IV piano della Biblioteca civica “Antonio Tiraboschi”, in Via San Bernardino 74 a Bergamo.

Fin dalla nascita del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo, nel 1985, gli “incontri con gli autori” costituiscono un momento importante e  qualificante della manifestazione e un aspetto originale della sua formula. L’ospite di turno – quest’anno a coordinare gli incontri, introdurre e sollecitare gli autori sarà il prof. Gaspare D’Angelo – è chiamato a un vero e proprio confronto con i lettori-giurati, persone che in gran parte hanno già avuto modo di accostarsi al suo libro, e che lo possono “provocare” con domande, impressioni di lettura e richieste di approfondimento.

Nelle pagine seguenti, alcune note su Walter Siti e sul suo libro a cura dell’ufficio stampa, oltre alla “scheda di lettura” a cura dell’Associazione Premio Nazionale di Narrativa Bergamo.

Seguirà poi, un aperitivo con lo scrittore al Caffè Letterario, in Via S. Bernardino 53, durante il quale i lettori potranno richiedere firma ed “eventuale dedica” sulla propria copia.

 

Dopo l’incontro con Walter Siti, il Premio Nazionale di Narrativa Bergamo offrirà al suo pubblico altri quattro appuntamenti con gli scrittori a distanza di una settimana l’uno dall’altro.

Giovedì 8 marzo sarà la volta di Paolo Nori, che sarà ospite della Biblioteca “Tiraboschi” con il suo libro “Noi la farem vendetta” (Feltrinelli). Seguiranno, quindi, il 15 marzo Toni Fachini, finalista con “Ultimo piano senza ascensore” (Effigie); il 22 marzo Antonio Pascale, autore di “S’è fatta ora” (Minimum Fax); chiuderà il 29 marzo Marosia Castaldi, in gara con “Il dio dei corpi” (Sironi).

 

Ricordo inoltre che lo spoglio delle schede e la nomina del vincitore avverranno nel corso di una cerimonia che si terrà giovedì 26 Aprile presso la sala Gerusalemme Liberata della Banca Popolare di Bergamo in Viale Roma 2/A,  nell’ambito della tradizionale Fiera del Libro.  L’autore del libro più votato, verrà festeggiato – e insignito tra l’altro di un riconoscimento in denaro di duemilacinquecento Euro, mentre cinquecento Euro andranno a ciascuno degli altri finalisti – durante la solenne cerimonia di premiazione prevista il prossimo 12 Maggio presso la Sala Oggioni del Centro Congressi Giovanni XXIII con la straordinaria partecipazione dello scrittore Abraham J. Yehoshua, scrittore e professore di letteratura comparata, Università di Haifa.

Seguirà alle ore 18:00 una conferenza con Abraham J. Yehoshua dal titolo “E’ possibile costruire la pace?” nell’ambito della Manifestazione “Lo Sviluppo (In)sostenibile” organizzata da SINAPSI Associazione per la cultura.

 

 

SITO WEB UFFICIALE:

www.premiobg.it

 

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA:

Flavia Alborghetti

info@premiobg.it

 

UFFICIO STAMPA:

Paola Colombelli
Ufficio Stampa Fleisch

Via Libertà 1/C, 24050
Zanica Bergamo
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Troppi paradisi

di Walter Siti

(Einaudi)

 

 

 

 

 

 

Brevi note biografiche:

Walter Siti è nato nel 1947. Vive a Roma ed è ordinario di Letteratura italiana contemporanea all'Università dell'Aquila. Per Einaudi ha curato antologie poetiche (Nuovi poeti italiani 3, 1984) e diverse opere di Pier Paolo Pasolini (Le ceneri di Gramsci, 1981; Storie della Città di Dio, 1995). Sempre presso Einaudi ha pubblicato inoltre i saggi Il realismo dell'avanguardia (1975), Il neorealismo nella poesia italiana (1980), i romanzi Scuola di nudo (1994) e Un dolore normale (1999), la raccolta di racconti La magnifica merce (2004) e Troppi paradisi (2006). Per i Meridiani Mondadori ha curato le opere complete di Pier Paolo Pasolini.

 

 

La “scheda di lettura” a cura dell’Associazione Premio Nazionale di Narrativa Bergamo:

 

Walter Siti ha scritto un romanzo il cui protagonista si chiama Walter Siti; come lui è un professore universitario, è omosessuale e vive con un uomo. Racconta il mondo della televisione e quello dei prostituti; inoltre si dilunga sui propri rapporti sessuali e riflette sulle idee di finzione e di realtà, sino a che non si innamora di un culturista bisessuale, fedifrago e traditore. Troppi paradisi è un romanzo che usa la chiave lirica per narrare la contemporaneità: la mediocrità di un mondo senza eroi e senza diavoli, in cui la dannazione vera è appunto la mancanza di sentimenti. Su Siti ha agito una doppia influenza: Pasolini e Almodovar. Siti è un anti-Pasolini, poiché la sua chiave d’accesso alla realtà è la mediocrità. Ma poi la sovverte dato che Troppi paradisi è l’epopea di un personaggio-autore che si finge medio e invece è un Don Chisciotte dell’omosessualità – ecco Almodovar, ma senza la gioia e il colore –, che insegue la forma-romanzo quando questa si è già dissolta e s’arrovella intorno alla forma del sentimento omosessuale quando anche questa “diversità” è stata divorata dal contemporaneo. Come afferma la voce narrante-protagonista-autore la stessa televisione si è ormai conformata a questo. Tutto è diventato camp. Perciò non gli resta via di scampo; anche il kitsch contemporaneo – il camp – è impraticabile. L’unica strada è forse quella della liricità, ma è una liricità marcia per il troppo uso: il cinismo dei sentimenti o il sentimento del cinismo? Tutte e due, pur di provarlo, questo benedetto sentimento. Come ha notato Daniele Giglioli su “Alias”, pur avendo scritto un magnifico romanzo, Siti, scrittore originale, si è incartato da solo nello sforzo di vivere letterariamente la propria doppia realtà di omosessuale e di scrittore. Non c’è scampo. Resta aperta solo la strada di Almodovar: la parzialità elevata a norma. Ma per farlo bisogna rinunciare alla mediocrità. E allora niente romanzo contemporaneo. La realtà ha colpito ancora.

 

Walter Siti, Troppi paradisi, Einaudi, pp 425, € 18,50.

 

 

Dal sito Einaudi:


Un'autobiografia contraffatta che ci parla spietatamente della realtà (e dell'irrealtà) contemporanea.

 

«Sono l'Occidente perché odio le emergenze e ho fatto della comodità il mio dio. Sono l'Occidente perché detesto i bambini e il futuro non mi interessa. Sono l'Occidente perché godo di un tale benessere che posso occuparmi di sciocchezze, e posso chiamare sciocchezze le forze oscure che non controllo. Sono l'Occidente perché il Terrore sono gli altri».

Si chiama «Walter Siti, come tutti», il protagonista di questo romanzo. Se da giovane era convinto di essere anomalo, adesso, giunto a sessant'anni, ha scoperto di essere tipico. «La mia prima mediocrità, - dice di sé, - è caratteriale, ed epica, volevo dire etica".
Per lui è arrivato il momento di acquietarsi, di trovarsi una nicchia e un equilibrio: il lavoro universitario, ormai una sinecura; il rapporto con Sergio, quasi un matrimonio. Così, tra un compromesso e l'altro, la vita potrebbe scorrere tranquilla, placida, completa. Ma un giorno qualcosa si rompe, e in questa pace da sit-com irrompono d'un tratto le antiche passioni, trascinando Walter nei bassifondi del mondo e dell'anima, spingendolo di avventura in avventura, di corpo in corpo.
Solo l'amore potrebbe salvarlo, ed è l'amore che lo salverà: per Marcello, angelico culturista di borgata bellissimo e ambiguo, che sembra incarnare come nessun altro lo spirito dei tempi. E cosa importa se per averlo Walter dovrà pagare un prezzo troppo alto? Ogni cosa si compra, ma alle volte le rese dei conti hanno il sapore di una vittoria.
Con Troppi paradisi Walter Siti - l'autore, non il personaggio; ma dopotutto sia l'autore che il personaggio - ha scritto la sua opera capitale. La vera protagonista del libro è l'aria del tempo: un'aria che scioglie i sentimenti, le cose, i gesti, per trasformarli in immagini mediatiche, riproducibili e commerciabili. Nell'amoralità naturale o artificiale dei personaggi, nel loro puntare all'immediata realizzazione dei desideri degradando la cultura a un decorativo status symbol, si può leggere in trasparenza il processo generale di tutto l'Occidente, rappresentato e magnificato da una televisione creatrice di dèi, dal rigoglio sintetico della carne e del desiderio. Il piccolo schermo è il luogo cruciale che sterilizza la realtà e che della realtà diventa modello. Così, se tutti chiacchierano e parlano di vip, è perché nei vip ritrovano un ideale alla loro portata: invidiando con disprezzo i vip, disprezzano se stessi.
In questa opera-mondo che ambisce a racchiudere, e a rimescolare, l'intera contemporaneità, siamo inscritti a nostra insaputa tutti noi: con i nostri tic e i nostri sogni, con le nostre prevedibili vie di fuga e conversioni. Con i nostri mille inferni privati e i tentativi maldestri di risposta, i troppi paradisi che abbiamo costruito.

 

www.einauidi.it

 

 
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