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2007
19
Feb

Uno sviluppo sostenibile dei Graffiti

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SOSTENENDO GLI IDEALI ESPRESSI  DA IVAN,
la sua autodenuncia e la disponibilità al dialogo sulla questione graffiti a Milano, riportate nella risposta alle dichiarazioni del Vicesindaco Decorato, dell'Assessore Gianni Vergadella e dell'Assessore Tiziana Maiolo contenute in un articolo del Corriere Sera Milano del 16.02 in seconda pagina.

Trovare una soluzione che sia una chiave di volta, un cambio di tendenza, in grado di rendere arte/espressione il devasto dei muri che ottenebra Milano.

Da Torino sottofirmano la lettera aperta di Ivan:
 - Opiemme, che con i suoi nuovi modi di proporre la poesia ha applicato soluzioni non vandaliche e non intrusive per portare liriche nelle strade incontro alle persone, in una mescolanza di installazioni, performance, e soluzioni come i Rotolini di Poesia (http://www.opiemme.com);
 - l'associazione culturale "Il Cerchio e Le Gocce", organizzatrice di eventi (http://www.streetattitudes.com una fra le più grandi convention a livello europeo) e interventi di riqualificazione estetica che hanno saputo utilizzare la componente "positiva" dei graffiti, la quale lavora a stretto contatto con le istituzioni cittadine e il progetto Murarte
(http://www.comune.torino.it/murarte/).

OPIEMME
E' una questione di libertà. E questa è incomprimibile come l'acqua.
Non la si può contenere. Troverà i suoi modi di esprimersi/manifestarsi.
Che poi questa sia sporca e grigia come lo sporco della città, va affrontata e va trovato il modo di concedere spazio all'espressione, e non solo a messaggi pubblicitari. Che cultura vivono le persone nelle strade?
La cultura trasmessa agli occhi dice...compra questo o quello.
Vuoto... poi c'è qualcuno in mezzo a queste strade che lascia segnali non sterili.
Pensieri che possono essere accolti e coltivati.
E' vero anche che qualcuno non fa nulla di che, sporca e basta a spray.
Ma qual'è la soluzione? Dipende dal trend che una città vuole darsi.
Torino ha scelto una via che l'ha portata a creare gruppi di writers che lavorano legalmente per riqualificare superfici in degrado.
Opiemme: nuovi modi di proporre la poesia
www.opiemme.com
scrivi@opiemme.com

e STREET ATTITUDES
A Torino il progetto Murarte ha rappresentato una svolta nella qualità di quello che si vedeva sui muri. Ha concesso tempo, spazio, sostegno a chi voleva esprimere sui muri la propria arte. E il livello è cresciuto. Ha creato una tendenza che non spingeva ad un atto vandalico vuoto.
Muri grigi e in degrado sono stati riqualificati esteticamente. Ragazzi hanno avuto la possibilità di esprimersi e di migliorarsi. Non c'è stata solo la voglia di gridare, come nel punk, contro i muri la propria rabbia, cercando di "devastare" tutto. E' una scelta, quella del dialogo con un problema, che può determinare un cambio di tendenza.
Torino l'ha fatto e l'evento Street Attitudes ne ha rappresentato un apice espressivo a livello di qualità del lavoro presentato dagli invitati.
Ora è nel genere fra le maggiori convention europee.
I graffiti e la street art sono il segno della libera espressione artistica urbana. Si sono appropriati di spazi comunicativi, e ne hanno aperto nuovi:
un'avanguardia per tutte quelle forme artistiche che hanno utilizzato la strada come galleria, e hanno fatto arte pubblica.
Non si possono fermare i graffiti illegali (non si fermano i reati), ma il loro ruolo può essere integrato, in un ottica di vantaggio sia per gli artisti che per le amministrazioni, e i cittadini.
Associazione Il Cerchio e le Gocce
www.ilcerchioelegocce.com
info@ilcerchioelegocce.com

LA LETTERA APERTA DI IVAN:
Gentile redazione del Corriere Milano
alla cortese attenzione di Maurizio Giannattasio ed Elisabetta Soglio
Vi scrivo in risposta alle dichiarazioni, riportate nel Corsera Milano del 16.02 in seconda pagina, del Vicesindaco Decorato, dell'Assessore Gianni Vergadella e dell'Assessora Tiziana Maiolo.
 ---
Vi scrivo perché tra i molti che imbrattano i muri della vostra città ci sono anch'io, col mio assalto poetico, con quella modesta poesia di strada che sfugge le pagine e si fa vernice e scarabocchi. Vi scrivo perchè questa vostra città è anche nostra, e chi l'attraversa per le strade, di giorno e la notte, la respira a fondo, barricando a denti stretti quel poco che ancora resiste al futuro che non è più quello di una volta.
Vi scrivo per convinzione e responsabilità, perché in quattro anni d'assalto ho dipinto spesso alla luce del giorno, ho firmato sempre col mio nome, ho scoperto che i condomini sono più pericolosi delle forze dell'ordine. Vi scrivo perché poesia di strada vuol dire relazionarsi ad un luogo, non occupare una superficie. E' questione d'intendere il conflitto come spazio possibile di dialettica, di diffondere germi e provocazione per rendere l'organismo sociale più forte. Vi scrivo perché ognuno di noi lascia ogni giorno la sua piccola orma, sfugge la corrente e morde i muri per trattenersi a galla dai gorghi.
Vi scrivo perché sento, ma spesso mi sbaglio, che le cannonate alle porte dell'Assessorato alla Cultura son tumulti di critiche a salve e di voti a rendere. Mi stupisce molto che le convinzioni controcorrente d'un intellettuale che riveste una così rilevante carica politica siano tanto aspramente criticate e tacciate, senza fondamento, d'esser sinistre.
Vi scrivo perché io non sono che una piccola virgola del vasto mondo che anima i muri della nostra città, precipito parole tra le vie per un'istanza di critica letteraria, credo che chiunque sia poeta e una pagina bianca, d'ovunque e da sempre, è una poesia nascosta. Io dai writers ho imparato che la strada è una ribalta libera e di libertà, vedo ragazzi che a soffi di colore affrontano l'emarginazione a cui sono costretti, affermano la propria identità mordendo l'osceno urbano che li circonda, mi sembra di riconoscere in loro dei giovani artisti impegnati e non una brigata di deliquenti
comuni.
Vi scrivo perché vorrei che incontraste un movimento di cui parlate spesso impropriamente e che forse conoscete poco. Vi scrivo perché possiate comprendere le sue diverse forme espressive, le sue differenti accezioni di stile, contenuto o provocatorietà. Vi scrivo per invitarvi ad una mostra che si costruisce grazie agli entusiasmi e alle energie dei molti che ci credono, una mostra che non chiede una lira al suo ingresso, ma tanta riflessione all'uscita.
Vi scrivo per non scordarmi che gli spazi pubblici sono luoghi collettivi, che sono animati dal pubblico e delegati ai suoi rappresentanti (non viceversa). Il PAC è un luogo che la città e il suo governo ci affida, che si anima non solo per concessione, ma per uno scottante sentire sotterraneo che fa del graffito rabbia per tanti, e gioia per altri. Credo che affermare di voler concedere spazi pubblici a condizione possa sì attivare un confronto positivo, ma sembrare anche un sottile ricatto.
Vi scrivo perché offrire luoghi alla libera espressione occorre ed è il vaccino che cercate. Vi scrivo perché è da quando questi spazi sono stati negati, chiusi o sgomberati, che il fenomeno del boombing e delle tags si è diffuso in maniera così massiccia. Vi scrivo perché Milano ci scivola tra le mani e non certo per una questione di vernice.
Vi scrivo perché assisto a troppi silenzioni vandalismi quotidiani, perché un graffito ha meno colpa delle speculazioni edilizie che imbratta, della sosta selvaggia che si mangia le piazze, dei navigli secchi di osterie, delle pubblicità che impacchettano i palazzi, dell'esclusione sociale, del precariato. Vi scrivo perché so che eletto non è un superlativo della vostra condizione, ma un difficile impegno di responsabilità pubblica ed un voto di ferreo esemplarismo quotidiano. Vi scrivo perché credo, in fondo, che "diverso" possa essere solo un'altra strada per dire "noi".
L'arte di strada ha una reale potenzialità di arredo e riqualifica della città, vi invito a scommettere che il miglior modo per combattere il graffitismo selvaggio possa essere dipingere le strade liberamente, là dove possibile. Vi scrivo perché, purtroppo converrete con me, troppi muri talvolta son più sporchi dentro, che fuori le case.
nella speranza di un confronto propositivo un cordiale saluto e qualche schizzo di vernice.
ivan - dal 2003 poesia di strada e assalto poetico (www.i-v-a-n.net).

OPIEMME
Nuovi modi di proporre la poesia
Searching new ways to read a poem
Sito: http://opiemme.com
Video, Performance, Installazioni, Poesia di Strada:
http://www.opiemme.com/news/neu.htm
Recensione lavori (works):
http://www.exhibart.it/searchfullt1v2.asp?search=opiemme
Articolo su Exibart:
http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=16306&IDCategoria=45
"Odore di Donna" in ebook:
http://www.kultvirtualpress.com/opere.asp?book=1050
English interview: http://www.playzebra.it/zebra04/opiemme/
VideoPerformances and videopoem - VideoPoesie e Performance su
Utube:
http://www.youtube.com/results?search_query=opiemme&search=Search
 
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Danzio B. e Davide Danio sono liguri e nel 1998 creano l'Opiemme, oggi un collettivo che cerca di svecchiare la poesia e che lavora sulla combinazione di mezzi comunicativi diversi.
Hanno pubblicato ''Sfioraci'' per Prospettiva editrice, una raccolta di poesie da leggere a coppie. Nell'inverno 2006/7 uscirà la loro prima raccolta di racconti si intitolerà ''Sette'' e vedrà contenuti anche i testi di Egon, altro elemento dell'Opiemme, con una partecipazione esclusiva di Serraglia.com.
''Odore di Donna'' è attualmente inedita, alla ricerca di un editore che ne possa garantire una buona distribuzione, funzionale all'ampia visibilità che gli autori danno ai testi con le loro sperimentazioni e l'attenzione del pubblico e degli organi di stampa.
Il progetto definitivo del libro prevede una collaborazione con l'illustratrice che ha realizzato questa copertina: Francesca Ballarini (www.francescaballarini.it) che disegnerà una sintetica scena per accompagnare ogni poesia.

Sito: http://opiemme.com
Email: scrivi@opiemme.com
News e dettagli: http://www.fotolog.com/opiemme/
Ultima intervista: http://www.playzebra.it/zebra04/opiemme/
Recensione lavori: http://www.exhibart.it/searchfullt1v2.asp?search=opiemme
Ultimo articolo: D di Repubblica del 10 giugno, Pag.117-118, immagini. Trafiletto di Helga Marsala.

''Le cose che scriviamo,
senza occhi che le leggano
non raccontano.
Rimangono in silenzio.
Non vivono
''

dalla 4° di copertina di Sfioraci:
http://www.prospettivaeditrice.it/libri/schedeautori/opiemme1.htm
Recensione di Sfioraci: http://www.kultvirtualpress.com/articoli.asp?data=36

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