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2007
18
Feb

Andrea Bellini nuovo direttore di Artissima

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ANDREA BELLINI

AMERICAN EDITOR DI FLASH ART
NUOVO DIRETTORE DI ARTISSIMA

Dopo Francesco Bonami e Massimiliano Gioni, anche Andrea Bellini, attuale American Editor di Flash Art, spicca il volo per un incarico operativo di rilievo. Il nostro Andrea infatti è stato nominato direttore di Artissima a Torino, al posto di Roberto Casiraghi emigrato a Roma, come direttore di una mostra di cui ancora non si conoscono bene i connotati e che già ha subito uno slittamento di alcuni mesi.
Andrea era stato da noi chiamato agli inizi del 2004 a dirigere il nostro ufficio di New York.
Brillante scrittore e critico d'arte, Andrea, in poco più di due anni è diventato un ottimo conoscitore della scena newyorchese, americana e internazionale.
Pur rammaricandoci per il ritorno in Italia di Andrea Bellini (che in ogni caso continuerà, nei limiti del possibile e della deontologia professionale a collaborare con noi), Flash Art è anche orgoglioso di constatare come i suoi collaboratori siano sempre oggetto di attenzione da parte dei "cacciatori di teste" nazionali e internazionali che operano nell'ambito della gestione culturale. E poi da ogni stravolgimento e cambiamento, attraverso i turnover e il "vivaio" interno su cui abbiamo sempre investito attenzione ed energie, siamo sempre riusciti a migliorare il prodotto e far diventare Flash Art più dinamico, aggressivo, informato. Speriamo che accada così anche in questa circostanza.

Flash Art, una fucina di critici, curatori e operatori culturali di alto profilo

Nel corso degli ultimi dieci-quindici anni (precedentemente il mercato culturale era del tutto inesistente) numerosi redattori e collaboratori di Flash Art sono diventati autorevoli rappresentanti di istituzioni nazionali e internazionali.
Oltre a Francesco Bonami (oggi Senior Curator del Museo di Arte Contemporanea di Chicago, ma anche direttore della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e del Centro d'Arte Contemporanea di Villa Manin), Massimiliano Gioni (oggi curatore del New Museum a New York e direttore della Fondazione Trussardi) non dobbiamo dimenticare che tra i redattori e collaboratori di Flash Art assorti a incarichi di prestigio vi sono Giacinto Di Pietrantonio (oggi direttore della GAMeC di Bergamo), Gianfranco Maraniello (direttore della GAM-Mambo di Bologna), Sergio Risaliti (direttore di Quarter). Ma anche Danilo Eccher agli inizi fu un attivo collaboratore di Flash Art oppure il critico e curatore freelance Elio Grazioli, nostro redattore negli anni '80. Flash Art ha tenuto a battesimo anche Angela Vettese, Loredana Parmesani, Giorgio Verzotti, Emanuela De Cecco, Gilda Williams. Senza dimenticare Barbara Casavecchia, forse  la miglior giornalista d'arte oggi in Italia, Roberto Pinto, ottimo critico e curatore anche internazionale. Oppure Francesco Manacorda, una bella promessa tra i giovani curatori europei.
E tra gli stranieri? Jeffrey Deitch, il nostro primo US Editor, e poi Bernard Blistène, Nicolas Bourriaud, Hans Ulrich Obrist, Hou Hanru, Jens Hoffmann, Daniel Birnbaum... E Patricia Ellis, stretta collaboratrice di Charles Saatchi.
Non dimenticherei il gallerista Massimo Minini che ha iniziato a lavorare in Flash Art e così pure la gallerista Alison Jacques di Londra.
Una scuola quella di Flash Art che continua a formare critici, curatori, galleristi, operatori cultural di alto profilo. E se ora anche una fiera d'arte attinge alle nostre risorse, vuol dire che Flash Art è forza viva e reale del sistema dell'arte.

La trasformazione delle fiere d'arte in eventi culturali

Naturalmente la scelta caduta su Andrea Bellini impone qualche cambiamento nell'organigramma di Flash Art. Sonia Campagnola, attuale Managing Editor, si sposterà da Milano a Los Angeles e in parte dovrà sostituire Andrea Bellini, mentre Valentina Sansone attuale redattrice di Flash Art Italia si dovrà dividere tra Flash Art International e Flash Art Italia, che si avvarrà sempre di più e meglio della bravura di Ilaria Bombelli, Samuele Menin, Veronica Valentini, Nicola Trezzi.
Ma per tornare ad Artissima personalmente ritengo che la scelta di Andrea Bellini rappresenti anche una svolta epocale nella direzione delle Fiere d'arte che sempre di più si stanno trasformando da puri eventi mercantili in eventi culturali. All'interno del sistema dell'arte, per autorità e competenza, alcune fiere (ArtBasel, Frieze, Liste e per l'Italia Arte Fiera e Artissima), per la individuazione dei giovani artisti e delle nuove tendenze, si sono sostituite alle Biennali di Venezia o Documenta, sempre più con forti connotazioni ideologiche e soprattutto frutto di visioni univoche e parziali dell'arte di oggi che invece è sempre più poliedrica e diversificata. Chi non vuole prendere atto di questo cambiamento strutturale vuol dire che è miope.

I galleristi oggi sono mercanti, critici, curatori, talvolta anche artisti

Perché i veri conoscitori ed esperti di arte sono ormai i galleristi, i quali sono mercanti, critici, curatori, talvolta anche artisti: occhio e cervello veloci e allenati per vedere e individuare nuovi artisti, forte cultura contemporanea ma anche accademica. Non più i vecchi sentimentali e appassionati di un tempo ma giovani capaci, dagli ottimi studi e dai master specializzati prestigiosi.

Un compito difficile o impossibile?

Tanti auguri dunque ad Andrea Bellini. Anche se il compito che l'aspetta non sarà dei più facili. Artissima è una ottima fiera d'arte, le persone che la sponsorizzano (in termini culturali) sono eccellenti (da Ida Gianelli a Patrizia Sandretto Re Rebaudengo a Pier Giovanni Castagnoli, sino agli ottimi e illuminati interlocutori politici), ma l'Italia non è mai riuscita ad avere una sua fiera d'arte di (vero) livello internazionale.
Anche Arte Fiera di Bologna, i cui risultati sul piano delle vendite sono indiscutibili, è lo specchio della bassa qualità generale della produzione e del mercato dell'arte in Italia. Artissima, più ambiziosa di Bologna, è invece meno radicata tra i collezionisti italiani, che da sud a nord sono moltissimi e talvolta straordinari. Ma entrambe le due nostre maggiori fiere rischiano di non poter reggere il confronto con le migliori internazionali.
Il compito (non facile, forse impossibile) di Andrea Bellini sarà, oltre quello di tenere elevato il profilo della fiera anche quello di radicare Artissima maggiormente presso il collezionismo nazionale. Ma sia per la sua posizione geografica (Torino è lontana dal sud e dal centro Italia) sia perchè molto più giovane di Bologna (e anche questo conta), Artissima non è entrata nella grande tradizione del collezionista italiano che invece si dà appuntamento solo a Bologna.
Ecco la grande sfida di Andrea Bellini, per cui non lo invidio affatto.
In ogni caso tantissimi auguri caro Andrea.

Giancarlo Politi  giancarlo.politi@tin.it

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