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2007
9
Feb

Novità per Eumeswil Edizioni

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venerdì 9 febbraio alle ore 18,00

presso Mel Bookstore - Bologna
via Rizzoli 18,00
"Fratelli di penna 2

Gian Luca Morozzi e Francesca Mazzucato

presentano "Sellalunga & Baciabene" di Nicola Tassoni (prefazione di Gian Luca Morozzi)
e Adibamgalo Banghulo di Roberto Tassoni (prefazione di Francesca Mazzucato).


Roberto Tassoni
Adibamgalo Banghulo
pp.256
Collana "Immagina"
€ 15,00

L'intervista rilasciata dall'autore a "DELIRIO.net"

Quattro amici, tre donne, un Bulli, un Bandoneon e... Adibamgalo Banghulo. Quattro amici, quattro storie diverse ma imprescindibili. Quattro storie che ci accompagnano al ritmo di tango attraverso la vita dei protagonisti. I loro viaggi, i loro amori, i loro segreti, le loro emozioni. Tutto ci viene raccontato con ironia e sentimento in un susseguirsi di avventure sospese tra presente, passato e futuro. Roberto Tassoni ci toglie qualche curiosità.

Delirio.NET : Ci racconti la genesi di questo romanzo?

R.T.: Avevo già in testa l'idea quindi mi sono messo a scrivere. Ho cercato di fare tesoro delle critiche e dei complimenti che mi erano stati fatti dopo Quando c'erano i q-disk, quindi ho provato a caratterizzare di più i personaggi mantenendo viva la storia. Ora spetta ai lettori decretare o meno la riuscita.

Delirio.NET : Il titolo fa nascere pensieri strani e ci si chiede subito “ma che cos’è?”. Ci spieghi questa scelta?

R.T.: Il titolo è stata la prima cosa che è nata del romanzo. Trovo che sia efficace nella sua "stranezza" anche se - e lo si scoprirà solo leggendolo - alla fine vedrete che non è poi così strano...

Delirio.NET : Come si è evoluta la tua scrittura e come hai affrontato questa seconda prova da scrittore?

R.T.: La mia scrittura sono convinto che abbia avuto un'autentica evoluzione. Devo ringraziare per questo soprattutto il mio editore, Paolo Pedrazzi di Eumeswil, per il tempo che mi ha dedicato e per i suoi preziosi consigli; in più una mia personale crescita dovuta ad un minimo di esperienza in più.
Questo secondo romanzo lo reputo come una sfida verso me stesso. Mentre lo scrivevo ero consapevole che stavo facendo un ottimo lavoro e spero che anche i lettori la pensino come me. A questo proposito, se posso, volevo rinnovare il mio ringraziamento a Francesca Mazzucato per la sua bellissima prefazione e per avere colto davvero l'essenza di quello che ho fatto. Auguro a tutti una buona lettura e un buon divertimento.
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Nicola Tassoni
Sellalunga e Baciabene
pp.192
Collana "Immagina"
€ 14,00

Recensione di Francesca Mazzucato

http://scritture.blog.kataweb.it 


E' una storia di donne e motori si portebbe dire, parafrasando tantissime canzoni. E' una storia degli anni Ottanta condita di una certa condivisibile nostalgia. Ma. Questo è il punto. E' una storia di respiro e di ritmo. Vera. Non è poco. Vera perché accadono cose, amori, eventi imprevisti, tragedie, ci sono amicizie che resistono e altre che scivolano via, osterie che rimangono e negozi che cambiano, una periferia coi suoi protagonisti che si mdoficano per provenienza, per accento, per espressione, ma in realtà le cose  mutano poco col tempo. Ci sono le ragazze che se la tirano, gli sfigati, quelle che la danno con facilità e quelle, come Baciabene, che sono fatte per un amore che dura. La storia che racconta l'autore è quella di un tempo che fu e di un tempo che si dipana sotto ai nostri occhi, veloce e strano,  si parla di quasi 30 anni fa ma anche di noi, adesso, e per fortuna che ci sono narratori come Nicola Tassoni che lo rendono con quel tocco che a me fa pensare a Vincente Minnelli, a quelle commedie delicate che erano un po' fiabe e un po' vere. Senza nascondere il brutto, il fangoso, il doloroso, quello che ferisce. Il libro si intitola Sellalunga & Baciabene:una favola anni 80 dell' Emilia dei motori. Eumeswil edizioni ,2006. Ci sono dei personaggi - fiaba, dei personaggi -archetipo, come Tifaschifo Lavita, i gemelli  Augusto e Serafino Ferrari soprannominati Tre cilindri il primo e Jack Daniels il secondo.  Lo stesso protagonista, Sellalunga, ha un nome che ha una storia, e se i nomi con una storia si intrecciano nelle pagine di un romanzo, allora le sorprese possono essere davvero molte:"Quel nomignolo lo accompagnava ormai ovunque. Lo aveva coniato il suo amico Jim, compagno di giochi, di liti e di passioni nate nel cortile di una casa popolare nella prima periferia. Si trattava di una sintesi, della conclusione di un ragionamento puramente logico partorito durante un'estenu! ante dis cussione notturna sullo sforzo e sull'equilibrio, una dotta dissertazione che avrebbe dovuto portare alla soluzione di uno dei più grandi problemi del mondo intero: se per impennare con il Ciao era meglio tenere il peso centrale, posato sul sellino monoposto, lavorando di braccia e gas, oppure spostare il baricentro verso il fanale posteriore.." Nicola Tassoni è un poeta della memoria. Che non perde per strada l'ironia. Sono belli questi anni '80 raccontati nella sua fiaba- vera. Ci hanno provato in molti a dirne di cose su quegli anni, a volte bene altre volte così così. Tassoni ha una personale visione che scava, entra ed esce con agilità dalle stanze della memoria, apre e chiude porte, senza perdere pezzi e plot. Tutto si tiene e si mantiene intatto, anzi, freschissimo e appassionante. Scrive Gianluca Morozzi nella prefazione:" Mi piace pensare a Nicola che scrive furiosamente questa storia ascoltando le voci di un se stesso più giovane che gli dice Ti ricordi cosa pensavamo allora, e come sentivamo allora? Ti ricordi il sapore delle cose?" E' una bella immagine efficace ed affettuosa per questo narrarre da Minnelli contemporaneo( ma dov'è il CINEMA? come possono non correre a prendere questa storia e a farne uno di quei film che diventano film- rivelazione, quei film dal sapore emiliano ma in realtà universali e di culto?) E' il secondo libro che leggo di questo autore, e, non me ne voglia l'editore, ma mi stupisco che non glielo abbiano ancora rubato, che non glielo abbiano strappato via, anche se forse Tassoni non andrebbe via, perché scrivere libri e pubblicarli con Eumeswil, editore con una maniera peculiare e intensa di valorizzare i suoi prodotti, è quello che gli permette la libertà creativa, il divertimento, il piacere, e gli consente di conservare intatto quello spirito di cui sono intrise le pagine. Con picchi di vera, pura poesia:" Un mix di emozion! i contra stanti, un chiaroscuro di sentimenti quasi banale, ma vivo, un acquerello dai colori tenui e allungati che rimase indelebile nei suoi ricordi Per la prima volta nella sua vita sentì il biosogno di bere qualcosa ma si rese conto di essere astemio. Forse l'amore si intuisce anche da queste cose." Tutte le volte che la tentazione "proustiana" pare prendere la mano, e non è sgradevole ma potrebbe, dico potrebbe mostrare qualche sbavatura retorica, Nicola Tassoni arriva con la sua bonaria ironia, che, acutamente, fa virare di tono la narrazione e permette a certi attimi nostalgici di diventare piccoli camei, anche commoventi. Si divora questo libro, e non scherzo.

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Sabato 10 Febbraio alle ore 16,00 presso la Biblioteca di Stradella

Presentazione del volume
"Il suono di un'idea"- La leggenda di Mariano Dallapé e le sue fisarmoniche - di Lino Veneroni con prefezione di Paolo Conte.
Un volume che ripercorre le tappe della vita di Mariano Dallapé inventore della fisarmonica moderna.
La prefazione di Paolo Conte:
"Ho odiato per tanti anni la fisarmonica.Ero giovane, solo il Jazz mi sembrava una scelta musicale nobile, la fisa, mi appariva invece come l’emblema di una povertà musicale tutta italiota, dimessa e plebea.
Passando gli anni, perdonando a me stesso ogni purismo intransigente, mi sono via via intenerito al suono di quella “scatola musicale”, dolce caricatura dell’organo, ma così ricca di poesia e di domestico mistero.Domestico strumento, ma anche nomade, gagliardo e zingaro, insieme allegro, accorato e misericordioso, dal suono rancido come diceva Brel, della Musette francese fino alle pagine sinfonistiche di grandi compositori russi, la fisarmonica ha cavalcato il nostro secolo con la sua grazia e la sua forza, cullando fin qui i nostri sentimenti.
Finalmente un museo nella sua grande patria, Stradella.
Viva la fisarmonica".

porteranno i saluti:

Gian Carlo Abelli (Assessore della Regione Lombardia alla solidarietà sociale) Marco Facchinotti (Assessore ai Beni Culturali della provincia di Pavia) Renzo Travaglio (Sindaco di Cavedine - TN) Piero Mossi (Presidente della Camera di Commercio di Pavia) Siro Brondoni (Giornalista - ex Dirigente Rai, Coordinatore comitato cultura LIONS CLUB - Critico d'arte) Franco Tonalini (Presidente Ordine dei Notai della Provincia di Pavia) Roberto Guarnaschelli (Presidente Lions Club Oltrepò) Fabio Dallapé (curatore del volume) Paolo Pedrazzi (comunicatore e editore di Eumeswil) Lino Veneroni (autore). Al termine rinfresco che si terrà presso la Cantina Storica di Montù Beccaria. Leggerà brani del romanzo il prof. Andrea Borghi (docente dell'Università di Pavia e studioso di dialettologia). Coordina Pierangelo Lombardi (Sindaco di Stradella - PV).

Intervista dell'autore rilasciata a La "Provincia Pavese"

MARIANO E LA SUA FISARMONICA

La leggenda di Dallapé nell'ultimo volume di Lino Veneroni


La formula 1 della fisarmonica arriva dritta sparata Stradella. E' più di un secolo che il piccolo borgo dell'Oltrepò si trova in Pole Position.
Dalle sue griglie di partenza, ogni anno escono i più begli esemplari di accordeon, progettati su misura per i grandi nomi della scena musicale. Il merito è tutto di Mariano Dallapé "l'uomo del mantica", colui che ha portato per primo la fisarmonica in Italia, nel lontano 1871. Oggi, a celebrarlo, e a farlo conoscere al grande pubblico è lo scrittore Lino Veneroni col libro-dossier "Il suono di un'idea" (Eumeswil) che, alternando testi e immagini, ripercorre la vita del grande costruttore.

Veneroni, com'è nata l'idea di questo libro?

Avevo in mente di scrivere un romanzo storico, ed ero alla ricerca di un avvenimento, di un fatto o semplicemente di una storia che facesse da perno.

Ha pensato a Dallapé allora?

Sì, lui era esattamente il personaggio che mi serviva.

E' vissuto a cavallo dell'unità d'Italia, dunque mi permetteva di spaziare come meglio credevo con la storia e con i fatti reali. E poi la sua vita è molto curiosa, fa parte della nostra tradizione, ma non è mai stata pubblicizzata.

Qual 'è il suo contatto con Mariano Dallapé, suona per caso la fisarmonica?

No, non suono. Sono un amico di famiglia; andavo a scuola a Stradella con Dallapé. E la famiglia mi ha aiutato molto, dandomi documenti, scritti, fotografie o raccontandomi aneddoti.

Un libro fedele alla realtà storica?

In parte. Dove avevo abbastanza materiale mi sono attenuto ai fatti, ma quando mancavano parti o c'erano salti temporali incolmabili, bé, ho viaggiato di fantasia.

Un esempio?

Dopo la fuga da Genova Mariano passa da Calcio, vicino a Bergamo e poi magicamente lo troviamo a Stradella. Io ho riempito i buchi, immaginando che per tirar su due lire Mariano si esibisse in balere e nelle piazze.

Quali e quanti sono gli anni in cui è ambientato il romanzo?

Si apre a fine 1860, poco prima dell'Unità d'Italia, e si chiude nel 1900, l'anno nel quale comincia un nuovo secolo: in quell'anno Mariano era a Parigi a ricevere Il Grand Prix d'Honneur. Una sorta di premio per la superiorità delle sue fisarmoniche.

Dunque parla anche di Francia di quello che succedeva là?

Sì, infondo è un libro storico, solo un po' romanzato, edulcorato. Ho puntato molto sulla storia locale. Per dare una spolverata alle nostre conoscenze storiche, ma soprattutto alla storia della nostre tradizioni e del nostro territorio.

Chiara Argenteri

 
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