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2006
23
Nov

L'Epopea dei Pinguini

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In un divertente e amaro(gnolo) film italiano, il protagonista, interpretato da un famoso attore e regista, ipotizza un viaggio in Islanda per andare a fotografare i pinguini.

Eppure, scrive Giovanni Bigatello, che i pinguini si trovino nell’Antartide e non nell’Artide lo sanno anche i bambini. Tuttavia esistono delle eccezioni, e non poche. "È vero – diranno alcuni tra i miei trentacinque lettori - ci sono anche i pinguini della Terra del Fuoco" (che peraltro all’Antartide è assai prossima). Qualcuno saprà che tribù di pinguini allignano anche in Nuova Zelanda, anzi, che colà vivono addirittura nei boschi. Molti ricorderanno che esistono pinguini perfino in Africa, dalla punta più meridionale del continente, fin molto più a nord, in Namibia. E poi pinguini nelle Falkland, fino ad arrivare ai noti pinguini delle Galapagos, isole poste quasi a cavallo dell’equatore. Insomma, la "antarticità" dei pinguini non è affatto assoluta. Osservando la loro distribuzione sul mappamondo, appare evidente l’irradiazione dei pinguini dall’Antartide su su, sempre più a nord...

Martedì 21 novembre, presso la Biblioteca Civica Villa Amoretti di Torino, Giovanni Bigatello "messaggero" della Nuova Storiografia dei Pinguini, ha presentato il suo volume PINGUINI. La fantastica epopea del popolo dei Pinguini dall'Artide all'Antartide. Un libro - diciamolo senza imbarazzo - che ha tratto in inganno molti avveduti lettori. Nonostante il sottotitolo e l’etichetta "fantastoria", o forse grazie alle verosimili illustrazioni, cartine, mappe.

Due generi letterari, nella più nobile letteratura, hanno protagonisti animali: la lieve fiaba e l’edificante favola. Ma secondo Roberto Carretta La fantastica epopea del popolo dei Pinguini non è né l’una né l’altra, appartiene piuttosto al versante della satira: non satira di costume o satira politica, bensì satira scientifica. Il professor Bigatello, primario, medico, geriatra, esaspera i modi e lo stile tipico delle pubblicazioni scientifiche, con la mente ai tomi che suo padre, già medico - e bravo ma ironico - era stato costretto a studiare. Quella letteratura scientifica in cui non si ha rilevanza alcuna quando non si chiosi mezza pagina di testo con (minimo) 60 pagine di note.

Carretta dice di aver adorato le note di Bigatello:

* A testimonianza della scarsa loquacità di Gunnarsson riportiamo questo aneddoto riferito da Skandinsky: "Alcuni anni orsono Olaf scrisse a Lundberg dicendogli di esser stato a lungo preoccupato perché temeva di avere un tumore alla gola, ma che del tutto recentemente un medico l'aveva rassicurato, avendogli diagnosticato semplicemente un'atrofia delle corde vocali. Risposta di Lundberg: "Un'atrofia, dici? Sei sicuro che il medico non abbia parlato di agenesia (ossia di mancanza congenita, n.d.r.) delle corde vocali?"

Per chi volesse saperne di più, non c’è molta letteratura sull’argomento, a parte i Pinguini di Bigatello: è d’obbligo citare L'isola dei pinguini di Anatole France, straordinario, graffiante racconto allegorico... e be’, però questo è un testo serio, le 900 pagine dell’enorme monografia Il Pinguino, questo sconosciuto di Lundberg. Quel David H. Lundberg "Ragazzo dello Stoccafisso", Padre dei Pinguini" che ai Pinguini ha dedicato l’esistenza, e a cui il volume di Bigatello è dedicato, perché lo studioso ci ha lasciato proprio mentre l’opera stava andando in stampa.

Bisogna dire che alla fine dell’incontro a Villa Amoretti, nonostante l’etichetta fantastoria fosse sempre bene in vista sulla copertina, non si riusciva davvero più a capire se si stava parlando di pinguini o di Pinguini, di verità o di invenzione, di storia o di fantasia. Poco male. La narrativa come genere letterario comprende le opere in prosa in cui si raccontano fatti reali o immaginari: non per nulla, qualcuno ha detto, il piacere letterario è la ricerca dell’invenzione. E, per chi ascoltava, il mix era molto divertente.

A farla breve, l’Epopea dei Pinguini del Professor Bigatello è ormai leggenda e anche qui è difficile discernere il vero e il falso.

Si dice che qualche istituto abbia inserito il testo nei programmi scolastici (biologia), che, in alcuni atenei, studenti coraggiosi abbiano chiesto e ottenuto di scrivere tesi sull’argomento corredate di note e note, che ci sia la proposta per la creazione di Musei dell’Epopea dei Pinguini in Norvegia, presso la Royal Arctic Academy of Troendheim, e in Bretagna, alla memoria del naturalista Jean-Louis de la Pattumière, il quale celiò: "Forse che nei prossimi millenni vedremo approdare i pinguini sulle coste della Bretagna?"

La realtà è a volte più espressiva della fantasia? Come l’ I'm Easy cantata da Keith Carradine in Nashville - del (rimpianto) Robert Altman - falso successo e campione di banalità, che scalò le hit-parade di tutto il mondo.

Massimo Rondi

Per le testate giornalistiche interessate, sono disponibili un corredo iconografico o copia del volume per recensione: PINGUINI. La fantastica epopea del popolo dei Pinguini dall'Artide all'Antartide di Giovanni Bigatello - 2005 Edizioni Angolo Manzoni www.angolo-manzoni.it


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