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2004
15
Dic

Incontro con Accademia Degli Artefatti

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Venerdì 17 dicembre 2004 alle ore 12,00 presso
l'aula A (secondo piano) della sede dell'Università
degli Studi di Roma "La Sapienza"
-  Ex Caserma Sani - Via Principe Amedeo, 184 (Zona Piazza Vittorio)
si terrà l'incontro con Fabrizio Arcuri  e "Accademia degli Artefatti"
in scena con lo spettacolo
"Dall' INFERNO:  dedicato a Pasolini, Tarkovskji, Muller, Manganelli" 
presso il TEATRO VASCELLO di Roma 

L'ingresso alla conferenza è aperto a tutti e completamente gratuito.
 
accademia degli artefatti
dall’inferno-from hell
di - fabrizio arcuri - elio castellana
con- miriam abutori, miguel acebes,  matteo angius, rita bucchi, paloma calle,
paola cannizzaro, elio castellana, daniel guidi, pieraldo girotto, otto marco mercante
con la partecipazione straordinaria di H:E:R:
e per la prima volta sulle scene samantha
regia-fabrizio arcuri
realizzazione scene- rita bucchi, paolo felicetti, scenapparente (Siracusa)
colonna sonora-rasnoiz
didascalie, contributi video, mixer –gianluca stuart
video ex- valerio musillo
 nel video pieraldo girotto
luci e ambientazione- diego labonia
fonica- gigi d’amico
foto di scena- marco baroncelli, elio castellana
organizzazione- miguel acebes, 369°
studi-in collaborazione produttiva con
-Scenapparente (laboratorio di scenotecnica-Siracusa)
-Progetto Petrolio-Teatro Mercadante 10-13 gennaio 2004 Napoli
-Grandi Magazzini Teatrali 6-30 maggio 2004 Campobasso
-Notte Bianca-Attraversamenti Multipli Staz. metro anagnina 18 settembre Roma
anteprima in collaboraz. con T.S.I. Florian/Proposte
13-30 ottobre 04
-spazio ex-alici Pescara
 prima nazionale  14-19 dicembre 04
prima stampa 15.12.04
Teatro Vascello Roma
Via giacinto carini 72/78
tel 06-5881021
 
Un'altra domanda sulla quale riflettiamo è se sia l’evento tragico a scuotere la superficie del reale o non sia piuttosto la realtà che crea l’evento tragico non potendo più sostenere la muta assurdità del quotidiano?
 
processo produttivo

Dall’inferno è uno spettacolo di lunga gestazione e dopo circa un anno di raccolta di materiali abbiamo iniziato a presentare degli studi in complicità produttiva con alcune importanti strutture testando le situazioni sul pubblico e negli spazi. Circa un’ora di spettacolo in forma di studio è stato presentato all’interno del Progetto Petrolio del Teatro Mercadante di Napoli, come pure in stazioni della metropolitana per il Progetto “Attraversamenti Multipli” per arrivare infine all’anteprima nel teatro Ex Alici del Florian/Proposte di Pescara.
I materiali da cui si è partiti sono molto essenziali con un chiaro riferimento alla cronaca e alla realtà contemporanea: si voleva evidenziare come ogni forma di percezione e di ricezione del reale sembri basarsi su un patto di fiducia cioè su uno scendere a patti con il reale, e proprio questo si voleva mettere in discussione. La realtà è solo un aspetto delle cose e non è detto che sia il più interessante.
Il gioco della differita di senso che impronta la vita della comunicazione di massa viene inglobato nella costruzione drammaturgica per cui non si hanno più strutture metaforiche o immagini simboliche, ma ci si inerpica, attraverso gli sfuggenti percorsi della retorica, nelle vive scorie del mondo contemporaneo (cadaveri, armi chimiche, convention politiche, vittime, attentati, macerie).Gli spazi e i tasselli del codice comunicativo rivelano l’assenza di ogni simbolismo.Tutto è ridotto all’osso. Le immagini, i segni, le voci, le strutture di fruizione dello spettacolo e le modalità di percezione proposte, intessono con le conoscenze reali dello spettatore (del cittadino, del turista, del telespettatore, del consumatore, dell’elettore) un sottile e infido gioco di persuasione.
 
sinossi
poesia e retorica, partendo da Petrolio di P.P.Pasolini

Lo spettacolo si snoda attraverso sfocature e digressioni in una continua dissolvenza incrociata per cui la morte di Pasolini si sovrappone alle peripezie di un tenero clown, l’intervista a un politico si trasforma nella performance di uno stupito crooner alle prese con gli orrori di una Beslan immaginaria mentre le sequenze consumate delle decapitazioni irakene s’infiltrano, senza soluzione di continuita’,  nei sogni ad occhi aperti di un’infanzia tremula. Le onde televisive e radiofoniche irradiano l’intollerabile normalita’ della vita quotidiana, ammalando di sé la precaria apparenza del mondo: un rumore di fondo continuo su cui si stagliano le illusioni sentimentali di una donna e le desolate notti di un uomo senza qualita’, uno di noi. L’esplosione del senso del mondo e’ una disgregazione letterale delle nostre stanze private, dei nostri amori, delle nostre vite, laddove al crollo delle twin towers corrisponde il crollo degli scheletri che sorreggono malamente i nostri corpi estenuati da troppe visioni.I due aspetti del mondo dell’artificio (o della tragedia), la retorica e la poesia, vengono utilizzati per creare una struttura di simulazione del reale tale che anche quando chi guarda ha la possibilita di vederne i “trucchi” e i meccanismi di funzionamento, nonostante ciò, è irresistibilmente attratto verso quella sospensione di senso che esse pretendono.
 
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