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2004
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Dic

Città del teatro

di
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STAGIONE SERALE 2005

 

Un cartellone particolarmente attento a ciò che la parte migliore del teatro esprime nella confusione dei nostri tempi: artisti e compagnie che si interrogano sulla trasformazione del mondo, sui nuovi valori, sui paradossi, sui sogni e sulle inquietudini che attraversano la nostra vita. Un cocktail di sapori forti che intreccia eventi internazionali con produzioni del panorama italiano in un unico progetto, basato sul confronto e sulla diversificazione tra le più significative linee di ricerca del teatro e della danza, fino alle forme più avanzate di interazione artistica con le nuove tecnologie.

 

Saranno protagonisti nella CITTA' DEL TEATRO attori affermati come Silvio Orlando e Michele Placido, comici di qualità come Paolo Rossi, Daniele Luttazzi, Lella Costa e Maurizio Micheli, eventi spettacolari come il circo di Victoria Chaplin e gli Acrobati di Pechino, la parte più viva del teatro italiano come Martone/Moscato e Pippo Delbono, i gruppi emergenti più significativi come i Motus, il TeatroDanza di Jan Fabre e le ultime produzioni del nostro teatro: l'omaggio a Pasolini "Bestemmiando Preghiere" ed un corollario di nuove importanti esperienze che stanno prendendo corpo nella nostra "città", quali la compagnia ZoneGemma e la sua sperimentazione multimediale, la danza di Adarte ed Effetto Parallelo, senza dimenticare la ricerca nel teatro di Eduardo di un artista a noi vicino e caro come Alfonso Santagata.

 

La stagione

 

In esclusiva toscana un modo insolito e allo stesso tempo tradizionale per trascorrere la festività dell’epifania, ad inaugurare la stagione serale 2005 sulla scena LE CIRQUE INVISIBLE di e con Jean Baptiste Thierrée - Victoria Chaplin, (sala grande - mercoledì 5 gennaio ore 21, venerdì 6 gennaio ore 17.30).

E' difficile definire uno spettacolo come quello ideato e messo in scena da Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin. Per quasi due ore si susseguono senza interruzione trucchi, battute, gag, acrobazie...ma se si dovesse riassumere in breve ciò che "Le cirque invisible" rappresenta, probabilmente la parola esatta per farlo sarebbe "magia". Non magia in senso teatrale, non abile prestidigitazione, ma la magia a cui si credeva da bambini, quella che questo mondo sempre più tecnologizzato e frenetico sta cancellando. Quando si spengono le luci della platea e si accendono i riflettori sul palco, tutto quello che lo spettatore deve fare è dimenticare la razionalità e lasciarsi trasportare dalla leggerezza e dalla bravura di questi due artisti straordinari.

Si prosegue al Teatro Rossini di Pontasserchio domenica 16 gennaio alle 21.00 con Silvio Orlando in Quali fantasmi! di Eduardo De Filippo. Silvio Orlando interpreta Pasquale Lojacono (nel ruolo che fu di Eduardo), un poveraccio che si fa convincere ad andare ad abitare gratuitamente in una casa di diciotto camere, solo per sfatare le voci secondo le quali ci sono dei fantasmi. Sempre al Rossini sabato 22 gennaio sarà in scena lo spettacolo di teatro danza SOLODIDUE della compagnia Adarte danza Arte Teatro, una creazione di e con Chiara Pistoia e Andrea Omezzolli, testi di Patrizia Valduga. 

Uno spettacolo in cui si scopre l'altra faccia dell'amore, quella dell'ossessione, dell'annichilimento di sé, del possesso, della solitudine. I testi di Patrizia Valduga danno voce  alle immagini estratte da films di autori che hanno trattato il tema dell'amore nelle sue forme più ossessive (da Jules et Jim di Truffaut al recentissimo Primo Amore di Garrone); un lavoro -quindi-  in cui la citazione cinematografica entra come termine di paragone con la vita reale, mescolandosi al punto da non lasciar più trasparire il confine tra ciò che è reale e meschino con quello che è solo un sogno patinato.

Il 29 gennaio ore 21.00 in sala grande Daniele Luttazzi presenterà il suo nuovo monologo BOLLITO MISTO CON MOSTARDA. Luttazzi ha dimostrato di essere un esperto nell’asportare a morsi l’ipocrisia e l’assurdo dai corpi più solenni della cultura italiana. Con questo spettacolo Luttazzi cercherà di alterare per sempre la nostra percezione delle cose.

Venerdì 4 e sabato 5 febbraio in esclusiva toscana (in sala grande) L’opera segreta di e con Enzo Moscato, regia e scene Mario Martone.

L’opera segreta mostra, in corpo e parola, le passioni e gli slanci, le cadute e le pochezze, i misteri e i tesori di una città (Napoli) il cui sipario si è levato (e strappato!) da tempo. La lavorazione del nuovo spettacolo di Mario Martone, L’opera segreta, dal testo omonimo e da Partitura di Enzo Moscato, è stata preceduta dalle riprese del regista della mostra “Caravaggio, l’ultimo tempo”, parte della quale verrà inserita nello spettacolo. Si, perché L’opera segreta di Mario Martone avrà protagonisti tre grandi personaggi, tutti non napoletani, ma che con la città hanno avuto, per ragioni e in tempi diversi, un forte legame che ha segnato profondamente la loro arte e le loro vite.

Dall’universo letterario di Anna Maria Ortese, con la sua inquieta e accecante babele di parole dentro e intorno alla Città sempre amata e odiata, e che nello spettacolo si concentra sul racconto dei Granili, contenuto ne “Il mare non bagna Napoli”; al visionario soggiorno napoletano di Giacomo Leopardi che Moscato reinventa con lirismo aspro e struggente in Partitura; fino, appunto, agli squarci filmici che si apriranno sulle tele di Caravaggio, quelle che realizzò tra Napoli, Malta e Sicilia negli ultimi anni della sua vita.

 

Al Teatro Rossini venerdì 11 e sabato 12 febbraio ZoneGemma e La cittadelteatro presentano Giacomo Verde in STORIE MANDALICHE 3.0 iper-racconti della trasformazione di Andrea Balzola e Giacomo Verde, regia Fabrizio Cassanelli.

Storie Mandaliche 3.0 è uno spettacolo di narrazione, con video-fondali interattivi, composto da 7 storie collegate tra loro: l'uomo-bambino; il mandorlo; la principessa nera; il corvo; il cane bianco; la pietra; l'ermafrodito. Il protagonista di ogni storia appare come personaggio anche in tutte le altre. L'idea è che sfruttando le potenzialità ipertestuali della scrittura digitale ogni sera uno spettatore possa decidere da quale storia iniziare lo spettacolo, mentre lo svolgimento della narrazione sara' determinato dal tipo di "umore" della platea, che potra' indicare (dialogando con il narratore) che direzione seguire in corrispondenza di ogni bivio ipertestuale.

In sala grande a Cascina, giovedì 17 febbraio Paolo Rossi presenterà il suo nuovo spettacolo: IL SIGNOR ROSSI CONTRO L’IMPERO DEL MALE. Paolo Rossi dopo aver affrontato, con il cosiddetto metodo del “delirio organizzato”, Shakespeare, Molière e la Costituzione della Repubblica Italiana, ha deciso di non fermarsi e di proseguire oltre i testi “classici” nel lavoro di ricerca per un teatro popolare e non esclusivamente comico. La sfida per la Compagnia di Paolo Rossi è ora il viaggio senza passaporto della maschera del “Signor Rossi” attraverso l’illusione e la seduzione delle culture, i segreti dei culti e la magia; un viaggio in cui si metteranno a  confronto i teatranti, il pubblico e le credenze religiose.

Cosa nascerà da questo incontro non è dato saperlo, ma è per scoprirlo che si intraprenderà questa strada lungo i molti confini di religione e cultura che, a dispetto di ogni possibile globalizzazione, contemporaneamente separano e uniscono i popoli della terra.

Sarà un lavoro abitato da molte anime e da molte voci che, come da felice consuetudine degli spettacoli di Paolo Rossi, cercherà di intercettare anche la voce e l’anima del pubblico per trarne nutrimento e portarle con sé nel suo viaggio.

In esclusiva toscana domenica 27 febbraio in sala grande, l’esibizione di The Peking Acrobats. Un ensemble composto dai migliori acrobati, giocolieri, funamboli contorsionisti e ginnasti della grande tradizione circense cinese, accompagnati sul palco da musicisti che suonano tradizionali strumenti cinesi. Molti degli incredibili numeri acrobatici che fanno parte dello spettacolo, nonostante la loro sofisticatezza, erano già svolti in tempi antichi. La  storia degli acrobati cinesi è ricchissima e la sua tradizione risale a 2000 anni fa. The Peking Acrobats si esibiscono regolarmente a Broadway, teatro degli spettacoli di maggiore successo a livello mondiale,  e recentemente hanno fatto parte del cast stellare della finale del prestigioso Hollywood Bowl.  “Dove l’impossibile diventa realtà”. Per la prima volta in Europa.

Nel ridotto della Città del Teatro venerdì 4 e sabato 5 marzo alle ore 21 Jan Fabre presenta Quando l’uomo principale è una donna. Dopo il successo dell’assolo My Movements Are Alone Like Streetdogs, Jan Fabre costruisce un nuovo spettacolo per una danzatrice. Come indicato dal titolo, la tensione tra maschile e femminile è il tema centrale nella pièce. Un altro spunto è dato dal fatto che, sino al momento della nascita, ogni uomo è parte di una donna. Conseguentemente Quando l’uomo principale è una donna è un’ode alla forza e alla potenza delle donne. L’interprete Lisbeth Gruwez, che ha già danzato e recitato negli spettacoli As long as the world needs a warrior’s soul e Je suis sang, ha un aspetto androgino, che è essenziale in questa performance. Lo spettatore è testimone della mite anarchia del desiderio di evadere attraverso un cammino che ciascuno sceglie per sé. E della leggerezza di un corpo in movimento, in cerca, a metà strada tra l’uomo e la donna. Il salto da un mondo ad un altro.

Al Teatro Rossini giovedì 10 marzo (anziché sabato 12 marzo) il Teatro Ambra Jovinelli presenta BRA LIVE da "La Fattoria dei comici" con SERENA DANDINI e I COMICI DI B.R.A. Il progetto della Fattoria dei Comici di Serena Dandini, nasce nel 2001 e con passi da gigante raggiunge risultati sorprendenti in termini di consenso da parte della critica, ma soprattutto del pubblico, sia negli spettacoli dal vivo che in due edizioni della trasmissione BRA - Braccia Rubate all'Agricoltura.

Gli spettacoli della Fattoria si possono considerare la versione moderna del Varietà, sia per le caratteristiche di ricchezza di numeri e di artisti che vi partecipano, sia perché, nascendo dall'Ambra Jovinelli sono l'ideale continuità delle memorabili serate che si svolgevano ai tempi d'oro dell'Avanspettacolo.

 

Sabato 19 marzo al Teatro Rossini, sarà in scena lo spettacolo della Compagnia Danza Effettoparallelo: TIME DELATED GIOCO-FORMA TRA TEMPO REALE E TEMPO RAREFATTO. Il tempo scandito da percezioni al passato e al futuro ci rimanda al gioco-forza  del tempo dilatato: il mutamento interiore. Un percorso attraverso i fattori che innescano meccanismi di mutamento profondo, soggettivo e sociale, esplorando anche l’interazione con le dinamiche generazionali, in collaborazione con Sipario Aperto Circuito dei Piccoli Teatri. Sempre al Rossini, sabato 2 aprile Michele Placido in notturno pirandelliano. Michele Placido regala a La carriola e L’uomo dal fiore in bocca, due brevissimi, ma splendidi testi di Pirandello, una nuova interpretazione: tratteggia due personaggi concreti, coerenti e compatti, li disegna pacati, ma sa gonfiarli di angosce e amarezze, con calorosa partecipazione e con le alterazioni della sua voce pastosa e un po’ arrochita.

Domenica 10 aprile in sala grande Pippo Delbono presenta URLO. Dopo il grande successo al recente Festival d'Avignon, l'ultimo lavoro di Pippo Delbono arriva alla Città del teatro. Impreziosito dalla carismatica presenza di Umberto Orsini, che ha desiderato confrontare la sua arte con quella di Bobò, attore microcefalo della compagnia Delbono, e accompagnato dalle melodie sacre e profane della Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio e dalla voce della grande cantante popolare Giovanna Marini, Urlo è un grido di collera gettato nei confronti dei potenti, ma anche un grido d'amore lanciato alla superficie della terra. Urlo - scrive Le Monde - è uno spettacolo pieno di saggezza e follia, di musica e poesia, popolato da creature fiabesche.

Al Teatro Rossini sabato 16 aprile la Compagnia Katzenmacher presenta LE VOCI DI DENTRO di Eduardo De Filippo con Iaia Forte e Alfonso Santagata. "Le voci di dentro" è la seconda tappa del progetto triennale su Eduardo De Filippo che Alfonso Santagata ha inaugurato con lo spettacolo Quali fantasmi. Dagli atti unici alla commedia in tre atti, si approfondisce l'indagine sul mondo eduardiano e sulle sue tessiture drammaturgiche sapientemente sospese fra realtà e fantasia. Ritornano le maschere grottesche di personaggi comici e tragici al tempo stesso, e si accentuano le tinte scure che solcano l'apparente solarità dei rapporti famigliari e sociali. Ognuno è pronto a vedere il mostro nell'altro perché la mostruosità appartiene all'umano. Se all'interrogativo implicito contenuto nel titolo del primo spettacolo Alfonso Santagata rispondeva, citando Eduardo: "I fantasmi siamo noi", la conclusione di questo secondo lavoro sarà forse: "I mostri siamo noi": ciascuno regista feroce della rappresentazione dell'altro nelle vesti del "malcapitato" di turno. E ancora una volta il teatro di Santagata e quello di Eduardo si sovrappongono in un'unica visione.

Sabato 23 aprile in sala grande i Motus con L’ OSPITE. (Una produzione Motus e Théâtre National de Bretagne, Rennes). La sollecitazione originaria proviene dal misterioso personaggio-protagonista di Teorema di Pasolini. Nell’atmosfera provocatoria e profetica del testo, così terribilmente attuale per il continuo interrogarsi sull’inconsistenza della vita borghese si sviluppa il tema della crisi e della “banalità del male” nel quotidiano, dentro il “nuovo totalitarismo consumistico”, dove il tema del deserto ritorna con persistenza allucinatoria. Deserto come simbolo di solitudine e negazione della storia, cui l’uomo ricorre non per cercare il vuoto, ma quando scopre il vuoto dentro ed intorno a sé.

Venerdì 29 aprile Lella Costa in ALICE una meraviglia di paese regia di Giorgio Gallione.

Portare Alice in scena può voler dire intraprendere “un viaggio che somiglia più ad un cavaturaccioli che ad un sentiero”, inseguendo tracce che non portano da nessuna parte, con regole fatte solo di eccezioni.

Così potremo scoprire che anche il nostro mondo, come quello di Carroll, è solo un gioco illusorio di ombre e luci dove si può entrare attraverso una screpolatura dell’aria, un foro della terra o un'improvvisa debolezza nella superficie di uno  specchio. E se “pensare confonde le idee” o è consigliabile, come ci dice Alice, imparare a guardare ogni cosa con una sorta di strabismo mentale, sarà forse utile (e divertente) attraversare pure i paradossi e i controsensi del mondo contemporaneo alla ricerca della follia e dell'insensatezza del nostro paese delle meraviglie, spesso troppo simile ad una partita a scacchi giocata da Re decerebrati e arroganti Cappellai Matti. Per accompagnare Alice in questa meraviglia di paese Lella Costa ha chiesto l’aiuto sapiente di Giorgio Gallione, che la insegue praticamente da sempre, e di Antonio Marras, che crea poesia e ironia in forma di abiti. Per farla danzare, ha pensato a Stefano Bollani.

Venerdì 29, sabato 30 aprile, giovedì 5, venerdì 6, sabato 7 maggio a Pisa, Spazio Pelandia, sarà in scena  bestemmiando preghiere frammenti sulla nascita e sulla morte di Pierpaolo Pasolini, produzione LaCittàdelTeatro, ideazione e messinscena Antonio Alveario e Alessandro Garzella.

Debuttato con successo al Metamorfosi festival (giugno 2004), nell’insolito e suggestivo scenario dell’area ex Macelli di Pisa, lo spettacolo di Alessandro Garzella (direttore artistico de Lacittadelteatro) e Antonio Alveario, viene riproposto per un numero limitato di spettatori.

Un percorso di scrittura scenica ispirato a ciò che dell’opera di Pasolini risuona nella nostra vita di tutti i giorni. Una congrega di attori - mistici? zingari? invasati? - sospesi nel brusio che separa la nascita e la morte. Unite dalla ricerca di un luogo di felicità. Spesso il destino, inopportunamente, mescola le carte, intrecciando sublime e oscenità. Madri puttane, o sante, partoriscono figli ingenui e violenti, corruzione di culture indifferenti, accatastate nei paradossi della meschinità. Quasi tutto - oggi - straripa e si confonde, perdendo il senso e la bellezza della vita: dov’è finito il millennio che annunciava luccichii? Pasolini profetizzava l’apocalisse, esorcizzando forse il mondo che oggi abbiamo. Lo spettacolo vorrebbe profetare il paradiso, esorcizzando - con la preghiera, la bestemmia e il canto - quello che vediamo.

Ultimo appuntamento, al Teatro Rossini, sabato 7 maggio, Maurizio Micheli in MI VOLEVA STREHLER di Umberto Simonetta e Maurizio Micheli, regia di Luca Sandri. Uno spettacolo cult che dal 1978 mantiene immutate forza comica e satira, avendo totalizzato più di 1000 repliche. Un esempio di teatro-cabaret ineguagliato, tanto nella misura (due atti di 50’ e 40’), quanto nella composizione. Infatti lo spettacolo gioca su diversi piani mascherando dietro un’apparente facilità, una riflessione profonda sull’arte dell’attore. La storia narra, col pretesto di un provino che un attore di cabaret deve sostenere davanti a Strehler e che gli aprirà le porte del grande teatro, uno spaccato del teatro italiano a cavallo tra gli anni ’60 e ’70. Assistiamo così alla scoperta del “teatro alternativo” e all’impegno politico tipo Brecht, al racconto de “la prise de l’Odéon” ai tempi del ’68 e alle imitazioni nostrane dei grandi innovatori di quell’epoca: il Living, Grotowski, il Terzo Teatro, rese ancora più comiche dallo stridore, forse solo apparente, con la condizione reale del giovane attore narrante.

 

FUORI ABBONAMENTO: venerdì 11 febbraio ore 21.00 sala grande, Enzo Jannacci in concerto, in collaborazione con Metarock.

 

 

FOSFENI

percorsi nella nuova musica elettronica

(18 e 25 febbraio / 4 e 11 marzo)

La rassegna vedrà in artisti di livello internazionale esibirsi in  performance tra la nuova musica elettronica ed installazioni video e multimediali.  Progetto in collaborazione con Musicusconcentus.

 

 

Per aprire sempre più la Cittàdelteatro alle nuove generazioni ed all’università, durante la stagione saranno previsti incontri con gli artisti ed eventi collaterali, inoltre da quest’anno sono state ampliate le fasce di sconto e ottimizzate le riduzioni prevedendo facilitazioni per gruppi organizzati e studenti universitari, oltre a forme di carnet e abbonamenti con percentuale di sconto vantaggiosa.

 

 

 

N.B. ERRATA CORRIGE SUL PROGRAMMA STAMPATO

Per esigenze della compagnia Teatro Ambra Jovinelli, lo spettacolo BRALIVE con Serena Dandini previsto per sabato 12 marzo al teatro Rossini di Pontasserchio è stato anticipato a Giovedì 10 marzo.

 

 

La Città del Teatro (sala grande-ridotto-sala piccola) via Toscoromagnola 656 - Cascina -Pisa

Teatro Rossini p.zza Togliatti – Pontasserchio -Pisa

Spazio Pelandia- ex Macelli -via N. Pisano-Pisa

Info tel. 050.744400 info@lacittadelteatro.it www.lacittadelteatro.it

 

Pevendita abbonamenti dal 13 al 17 dicembre

prevendita carnet dal 20 al 23 dicembre

orari:    tutti i giorni dalle 16.30 alle 19.30 nella sala grande,

dalle 19.30 alle 20.30 con carta di credito al numero 050.748363

 

Prevendita biglietti dal 3 al 7 gennaio 2005 tutti i giorni

Prevendita dal 13 gennaio tutti i giovedì ed i venerdì

orari:    tutti i giorni dalle 16.30 alle 19.30 nella sala grande,

dalle 19.30 alle 20.30 con carta di credito al numero 050.748363

I biglietti saranno in vendita anche nei punti Box Office Toscana

 
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È nata a Montecchio Emilia (RE) nel 1980, ma risiede da sempre in provincia di Parma. Laureata in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo dedicata alle riscritture del mito di Antigone, è attualmente dottoranda in discipline teatrali e cinematografiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Collabora con alcuni siti internet dedicati a letteratura e teatro, con un’agenzia letteraria e con un mensile locale. Da sempre interessata all’universo della scrittura e all’editoria, si è recentemente qualificata al primo posto nel concorso Storie a Mezzogiorno (sezione narrativa). Autrice della post-fazione al libro di Fortuna Della Porta IO CONFESSO, sta attendendo l’uscita del suo primo racconto nell’antologia dal titolo Piccole Storie, edizioni La Chiave.
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