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2006
21
Giu

I ricordi piombinesi di Franco Micheletti

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Franco Micheletti, dopo il successo di Cronache maremmane e Piombino in bianco e nero, completa la sua trilogia e ci porta alla scoperta di una Piombino che non c’è più, metafora di una provincia ormai troppo cambiata. Micheletti ha inventato un genere letterario atipico perché non scrive racconti nel senso più ortodosso del termine. Il racconto presuppone l’utilizzo della fantasia e lo sviluppo di una storia che può prendere le mosse anche da un fatto reale, ma non è fondamentale. Nella narrativa la cosa più importante è l’inventiva dello scrittore che assieme allo stile produce un mix che intriga il lettore. Franco Micheletti è un cronista più che un narratore, un catalogatore di ricordi da non dimenticare, uno storico del quotidiano che riporta alla luce piccoli e grandi eventi degli anni passati. Basta scorrere le pagine di questo libro per renderci conto che l’autore non cede mai a tentazioni romanzesche, ma le narrazioni sono improntate al più crudo realismo. La storia di Ruggero è un momento importante per ricordare la vita dello stabilimento, i giornali operai, la voglia di ricostruire e partecipare dei primi anni Cinquanta, ma anche la Piombino di Pietro Gori e il vecchio spirito popolare. Sandro è il racconto di Pertini che fu ospite nel carcere di Pianosa e la storia serve a ricordare eventi privati e pubblici del 1982, l’anno del Mundial e del presidente popolare amato dalla gente. La Società della mota argilla ripercorre una storia piombinese di Ragazzi della Via Pal ed è anche un invito alla lettura del grande scrittore magiaro. L’angolo di via Costa fa riscoprire il rumore dell’arrotino che richiama le donne in cima alla strada, un mestiere ormai scomparso come quello del cenciaio che raccoglieva cartone e stracci. Micheletti ricorda il mercato e i colori d’un tempo, le persone che ci lavoravano con la simpatia che li ha resi personaggi immortali, simboli di grandi bevute e di mangiate in compagnia. Sono davvero belle le pagine dedicate ai vecchi ragazzi dell’ospizio di Campiglia Marittima, persone che hanno molto da dare e che con la loro esperienza possono insegnare a vivere. Micheletti parla di Bruna Coscini, una poetessa che vive alla residenza assistita di Campiglia e che ha pubblicato un libro di liriche con Il Foglio. Bruna è una donna che vive ispirandosi al motto di Samuel Johnson: di sicuro ha letto molto più di quanto ha scritto. Le Storie di Bassa Maremma di Micheletti raccontano anche la guerra del Golfo dal punto di vista della povera gente che non conosce i motivi per cui si combatte. Muoiono come eroi o come cittadini inermi, si contenterebbero di vivere in pace, ma non sempre è possibile. I personaggi di Micheletti sono anche i piombinesi che escono dalla storia con la esse minuscola per aver indossato i guantoni e calcato il ring della palestra pugilistica. Una Piombino sportiva che non esiste più, purtroppo, o che almeno fatica a risorgere in questa provincia troppo cambiata. A Piombino, un tempo, la domenica pomeriggio ci si dava appuntamento allo Stadio Magona per tifare nerazzurro. Il calcio adesso è un malato allo stato terminale, al punto che l’Ammistrazione Comunale parla di costruire un centro commerciale al posto del glorioso rettangolo di gioco dove fu sconfitta la Roma. Non è stato sempre così e fa bene Micheletti a ricordare tante battaglie sportive degli anni Settanta. I piccoli eroi d’una domenica pomeriggio d’inverno erano gente come Chelotti, Mazzaccherini e Saviozzi, diretti dal grintoso Emilio Reami che quando il pubblico lo criticava lui gridava più forte. Facevamo carte false per un posto da raccattapalle a bordo campo e sognavamo di indossare una maglia nerazzurra. Eravamo più giovani, soprattutto...

Il passato si fa rimpianto tra le pagine di Franco Micheletti e così, pagina dopo pagina, capita che sorridiamo, facciamo una smorfia amara, ci rattristiamo. Questa è la vita e Franco Micheletti ha avuto la capacità di racchiuderla in un libro per consegnarla ai lettori che non vogliono dimenticare il loro passato.

Le Edizioni Il Foglio pubblicano i ricordi di Franco Micheletti come coronamento di un progetto culturale a livello locale che si identifica nella collana Voci della Maremma. Il Foglio è una Casa Editrice con un progetto culturale ed è questo che la differenzia da una semplice stamperia dotata di codici ISBN, perché a stampare libri sono buoni tutti…

 
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