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2006
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Giu

Ottava rassegna di Cinema&Architettura

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cinemazero
Aula Magna Centro Studi
Piazza Maestri del Lavoro 3
33170 Pordenone
info 0434-520527
http://www.cinemazero.org/

Ottava rassegna di Cinema&Architettura 9 giugno 2006
Il confine e lo spazio negato

Prende il via all’Aula Magna del Centro Studi di Pordenone, venerdì 9 giugno l’ottava rassegna di Cinema&Architettura promossa dall’associazione La città complessa e Cinemazero. I confini non sono linee ma spazi con spessore e varie sono le frontiere della cittadinanza. Muri attraversano paesaggi e città tagliate in parti non comunicano; case ed edifici diventano luoghi di isolamento dall’esterno, di esclusione dai processi storici. Limiti geografici visibili dividono nazioni in pace e fra stati in guerra non ci sono bandiere nel vento a ricordare una linea di separazione in continuo movimento. Sono storie di spazi urbani e di spazi dell’anima negati o riconquistati, di fratture storiche superate e di ferite ancora aperte e laceranti; sono racconti di geografie e di uomini. In questi contesti particolari dove il confine è parte della quotidianità, la pianificazione del territorio e della città è espressione fisica delle condizioni abitative, delle scelte politiche e delle conseguenze sociali. Ma non ci sono sono solo frontiere materiali. Molto spesso invisibili barriere geopolitiche o culturali si solidificano in dimensioni psicologiche e sociali tangibili che riempono l’aria di città prive di muri: sono i luoghi del controllo esterno e dell’autocontrollo interiore dell’individuo. In questo modo un nastro d’asfalto, simbolo reale-virtuale di confine, o un paese disegnato a terra con il gesso cancellano il rapporto convenzionale fra luogo e persone e diventano mappe mentali dalla presenza fisica forte e concreta.


 

Venerdì 9 giugno 2006
SalaPasolini
ore 18.00
Incontro con
andrea costa architetto,
facoltà di architettura di parma
verso oriente
I kibbutz, Tel Aviv, la costruzione di un territorio a partire dai principi dei ciam, la guerra del 1948; e poi il grande piano urbanistico nazionale, le new towns, il sogno di colonizzare il deserto, le colonie e il fallimento di una politica di equilibrio territoriale. Una vicenda urbanistica che parte dalla non esigenza di un confine e finisce con la necessità di una fondazione.

alessandro petti architetto,
istituto universitario di architettura Venezia
arcipelaghi e enclaves.
la trasformazione dell’ordinamento spaziale contemporaneo
La città e il territorio contemporanei si stanno modificando secondo un modello spaziale dettato dal paradigma della sicurezza e del controllo.

Un modello evidente nei territori occupati palestinesi, ma presente, declinato in vari modi e intensità, in altri contesti geografici: isole residenziali off-shore, villaggi turistici gated communitie, Centri di permanenza temporanea, summit mondiali sono solo alcune delle diverse applicazioni del modello spaziale dei territori occupati.  

ore 21.00
Private,
di Saverio Costanzo, 2004, 90’ con Muhamad Bakri premio Pardo d’Oro e migliore attore protagonista al Festival di Locarno 2004  

Private, una casa isolata situata tra un villaggio palestinese e un insediamento israeliano diventa un luogo strategico: il piano superiore viene occupato dai militari, il piano terra rimane agli abitanti, confinati in una stanza ed estranei nella propria casa. Il confine di ferro e fluido che divide la realtà mediorientale si sposta su una casa.

Quando un confine implode e sega in due una casa palestinese. Mette le ali nella stretta parentesi di una metafora claustrofobica e domestica Private. La pellicola, che porta in calce la firma di Saverio Costanzo all’esordio sui tempi estesi del lungometraggio, raggruma in quattro pareti il riverbero privato e a corto raggio del più grande dramma mediorientale. Un microscopio narrativo che, senza cavalcare accenti sconfortanti o allentare le tensioni in un’amaca consolante, diventa lo zoom emotivo di una coesistenza [...] » Lorenzo Buccella (L'Unità) [16/08/2004]

La verità di un film è diversa da quella del Tiggì. Sul video vige la priorità nuda e cruda della cosa vista; sullo schermo è invece necessario mettere in opera talento e fantasia. Private è un film che contrassegna bene la differenza. Il tema è esattamente quello che ci affligge ogni sera assistendo alle riprese provenienti dalle infelici plaghe dove i civili vivono sotto il tallone dei militari, una situazione che scatena reazioni violente; e proprio dalle storie tese dei Territori palestinesi l’esordiente regista Saverio Costanzo ha estratto il suo aneddoto simbolico. Una casa isolata sul confine, dove vive la famiglia di un professore, viene occupata da una pattuglia dell’esercito di Sha [...] » Tullio Kezich (Il Corriere della Sera) [16/01/2005]

Che succede quando una normale quotidianità è investita dalla violenza della Storia? «Private», esordio di Saverio Costanzo, affronta questo tema purtroppo riferibile a ogni epoca e luogo, ispirandosi a una situazione attuale a tutti ben nota. Girato in digitale e giocato su toni cupi e notturni, il film mette in scena questa convivenza impossibile e le reazioni [...] » Alessandra Levantesi (La Stampa) [16/01/2005]

Israeliani e palestinesi, al cinema, hanno convissuto diverse volte. Spesso amandosi appassionatamente, perché far vincere l’amore travolgente sulla violenza è in effetti più facile che mettere insieme israeliani e palestinesi contro una scelta politica. Ed è invece proprio questo che fa Saverio Costanzo (figlio di Maurizio), che debutta in un lungometraggio con Private , pluri-premiato all’ultimo Festival di Locarno. [...] » Roberta Bottari (Il Messaggero) [16/01/2005]

Un film sulla speranza e sulla fiducia nel dialogo tra popoli, sulla necessità di non lasciarsi sedurre dalla violenza e sulla capacità di vedere oltre, incrociando sia pure per un attimo lo sguardo del "nemico". È tutto questo, ma anche molto di più Private, opera prima di Saverio Costanzo. A metà strada tra fiction e documentario, e a partire da una storia vera [...] » Alessandra De Luca (L’Avvenire) [16/01/2005]

Un casolare isolato nei territori occupati dove vive una famiglia palestinese, guidata dall'intellettuale Mohammad Bakri. All'improvviso irrompono i soldati di Tel Aviv, la famiglia è confinata al piano terra. Su questo canovaccio, ispirato a una storia vera, Costanzo mette in scena il dilemma palestinese tra spiritualità martiriologica e egemonica forza resistente...Dietro le lingue, le culture, ci sono persone normali, travolte da avvenimenti che hanno radici lontane... Costanzo registra gli avvenimenti, cerca di cogliere le possibili risposte di saggezza a una situazione paradossale, che diventa un implacabile thriller [...] » Antonello Catacchio (Il Manifesto) [23/01/2005]

Qual è la posizione giusta, eticamente e politicamente corretta, in cui piazzare la macchina da presa quando inquadra i lembi, i contorni, i danni collaterali, meno noti e molto spesso invisibili, di una guerra? Saverio Costanzo nel suo pregevole ed importante film d’esordio sembra farsi questa domanda in ogni in-quadratura, in ogni scavalcamento di campo (da intendere qui non in senso strettamente tecnico, ma il campo è quello culturale e antropologico) e prima di dare ai suoi bravissimi (almeno nella versione originale) attori-persone l’azione e lo stop. [...] » Enrico Magrelli (Film TV) [18/01/2005]

Da anni non si vedeva un film di un esordiente italiano tanto bello e coraggioso come questo Private di Saverio Costanzo. Un’opera sorprendente per maturità e forza espressiva in un regista nemmeno trentenne con alle spalle una carriera di documentarista. Anche Private doveva essere un documentario sulla vita assurda di palestinesi e israeliani nella striscia dì Gaza. È diventato finzione per l’impossibilità materiale di girare nella zona di guerra, dopo la violenta stretta della tenaglia politica formata da Sharon e dal terrorismo palestinese. [...] » Curzio Maltese (La Repubblica)  [09/01/2005]



 

organizzazione: associazione culturale la città complessa e cinemazero

patrocinio : ordine degli architetti paesaggisti, pianificatori e corservatori di pordenone

sostegno : officine stefanuto

Cinemazero/Ufficio Stampa
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33170 Pordenone
tel. 0434.520404 - fax 0434.522603
e-mail: ufficiostampa@cinemazero.it - http://www.cinemazero.it/

 
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