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2006
16
Mag

Un appuntamento a cui non si può mancare

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Inconfondibile, con la sua fattura settecentesca, la torre che svetta all'orizzonte nelle giornate limpide, in tutta la piana di Alessandria, Montecastello, splendido centro a ridosso del Tanaro, ad una decina di chilometri a nord di Alessandria ospiterà domenica 21 maggio, la celebre rievocazione storica della battaglia di Tortosa, che svoltasi nel 1289, distrusse l’ultimo baluardo Cristiano in terra Santa.

La Manifestazione, che ha il patrocinio della  Regione Piemonte, è organizzata dai Cavalieri Templari “dell’Ordo Templi Hierosolymitani – Militia  Christi”, Gran Priorato del Piemonte Valle d’Aosta e Liguria e vedrà la partecipazione di moltissimi gruppi storici tutti in splendi e variopinti costumi d’epoca, che già sabato si accamperanno attorno al castello.

 

 

Si comincia alle ore 10, con il saluto alla cittadinanza del Gran Maestro Marco Sannino.

Alle 11, sotto le mura del Castello si svolgerà la Giostra Medioevale a cui parteciperà il Gruppo Storico Il Conte Verde.

Per le 13 è previsto un Convivio messo a disposizione dall’Ordine Templare.

 

La rievocazione vera e propria della Storica e cruenta battaglia prenderà il via alle ore 15.

 

Chi lo desidera, alle 18 potrà partecipare ad una interessante conferenza che si terrà all’interno del maniero che presenterà lo storico Ordine ai partecipanti.

 

L’Ordine Templare della Milizia Christi, nacque nel lontano 1118, dopo la fondazione del regno cristiano di Gerusalemme, con lo scopo di dare vita ad un nuovo tipo di cavalleria, che fosse insieme monastico e militare; un’idea nuova per il mondo cristiano: tanto nuova da apparire paradossale. La storia di cui i Templari furono protagonisti ne dimostrò invece una vitalità inaspettata.

I templari al di là di una vita vissuta inizialmente tra stenti ed elemosina, avevano però progetti ambiziosi che riuscirono a realizzare grazie al sostegno di uno degli ordini monastici più antichi dell’occidente, quello dei monaci Cistercensi di San Benedetto, seguaci della regola data da San Bernardo di Chiaravalle, che nato da una delle più nobili famiglie di Borgogna fu una delle figure più importanti e significative del XII Secolo. Predicatore, teologo, ma anche abile diplomatico sino al punto di venire soprannominato “l’arbitro dei re e dei papi”. Durante i primi cento anni della loro esistenza i Templari divennero così potenti da suscitare invidie e rancori.

In un’epoca in cui si ignorava la tolleranza religiosa, questi Cavalieri, che avevano preso la croce per andare a combattere la falce di luna (la fede dell’Islam), impararono assai presto a rispettare la fede degli avversari. Storico è l’incontro tra il Templare Rinaldo de Sidone ed il sultano Saladino, quando seduti attorno ad un tavolo, i due riesaminarono insieme i punti di convergenza fra Cristianesimo ed Islamismo. Fu Clemente V a decretare intorno al 1300 la soppressione dell’Odine del Tempio e a devolvere i beni dei Templari agli Ospitalieri, che erano i loro nemici più temibili.

Molti Cavalieri dell’Ordine del Tempio furono condannati al Rogo .

I Templari però non furono distrutti e sono giunti sino ad i giorni nostri vivendo all’insegna della cavalleria, della tradizione e della fedeltà al servizio della gente con il motto “ieri per oggi e oggi per domani”.

Il Piemonte in particolare è una regione ricca di storia templare su cui si trova una commanderia di servizio che periodicamente presenzia a funzioni religiose e laiche e che promuove attività culturali di studio, ricerca e preghiera.

 

Chi desidera saperne di più, può contattare la segreteria ai numeri

 

360499077 - 3387582668

(altri dettagli su www.annamariaaudino.it)

 
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