Descrizione
Dieci "fotografie" in prosa, dieci momenti di viaggio - o momenti di storia, composti, riscritti tra il 1999 e il 2005 da Lorenzo Mazzoni, acclamato autore di Il sole sorge sul Vietnam.
Estratto
In memoria del sindacalista Dimitri
Guarda, va passando la processione,
si trascina come un cobra per terra,
e le persone che vanno passando
Credono alle cose del cielo.
Procissao (Gilberto Gil)
Dimitri entrò in casa. Si levò le scarpe. Si stiracchiò. Andò a farsi un tè al gelsomino. Mise sul piatto un disco di Toquino e iniziò a danzare per la stanza. Era il primo giorno di pensione e lo voleva festeggiare così: un po' Lord e un po' Saudade.
Guardò fuori dalla finestra e vide, seduti sui gradini della casa di fronte, due persone. Un uomo immerso dentro ad un logoro cappotto grigio e una donna avvolta in uno scialle colorato. Li salutò con la mano, loro non reagirono. Non ci fece caso, l'indifferenza era l'ultima moda in città. Si riempì una seconda tazza di tè e riprese a danzare. Adesso ne aveva di tempo per dimenarsi. Ne aveva quanto voleva di tempo. Avrebbe potuto prendersi un biglietto di sola andata per Rio de Janeiro e iscriversi ad un corso di samba. Piroettò verso il frigorifero, poi verso il tavolo ed infine incespicò e sbatté contro il vetro della finestra chiusa. Dopo aver imprecato si accorse che i due tizi seduti di fronte alla sua abitazione erano ancora lì, immobili, le facce spente, i muscoli rigidi. L'uomo assomigliava vagamente a Tolstoj, la barba lunga, il corpo possente; la donna non assomigliava a nessuno, i lineamenti del volto venivano cancellati da quello scialle colorato, talmente acceso da sembrare il quadro di un bambino in acido. Provò a salutarli ancora con la mano ma loro non risposero. Rassegnato, spense la luce, andò a farsi i gargarismi sul lavandino e si tuffò a letto.
Alle tre del mattino si svegliò per andare in bagno. Diede un occhiata fuori: illuminati da un lampione un po' retrò i due erano ancora seduti. Iniziavano ad irritarlo. L'uomo assomigliava davvero a Tolstoj e Dimitri odiava Tolstoj perché lo trovava lungo ed estenuante. Meglio tornare a dormire e concentrasi sulle pecorelle bianche. Domani uno sguardo agli annunci sul giornale per iscriversi, finalmente, ad un corso di balli latino - americani, in attesa di una sempre più probabile partenza per il Brasile dei fondoschiena danzanti e dei pappagalli verdi.
Si svegliò verso le sette, ormai assuefatto ai ritmi che il lavoro gli aveva imposto per quasi quarant'anni. Un tè al ginepro, un disco di Airto Moreira e un saluto al mattino ancora tiepido. I due erano ancora lì, vestiti nello stesso modo, messi nello stesso modo. Forse erano dei manichini?
Bussarono alla porta. Aprì. Era la signora Ivana, la sclerotica del piano di sopra.
- li ha visti quei due? - chiese la signora Ivana sporgendo in fuori la dentiera.
- sì -
...continua...
ottimo libro.
Den - 16/06/2006 11.32.46
scritto male, non ci trovo niente da dire, pochi contenuti poche idee e mal espresse. noia a livelli siderali. braccia rubate...
Gianluca - 14/03/2006 18.39.54
i racconti sono molto divertenti, surreali. Bello.
darek - 24/02/2006 13.23.18
caro mario, forse prima dovresti leggerlo
Karl Marx - 25/01/2006 20.08.22
Noioso e scritto male
Mario - 21/12/2005 12.41.41
veloce ed efficace
sandro - 14/12/2005 14.02.51
molto divertente
simonetta - 23/11/2005 14.44.33
quindi?
Daniele. Cuneo - 19/11/2005 11.39.52
Sto rileggendo il libro, dopo essere ripassato per questa pagina ed avere notato che Daniele di Cuneo ha colto la mia provocazione. Mi pace questo filo logico instaurato, mi propongo di rivedere il giudizio e di essere più specifico nel dare significato a ciò che ho detto.
Silvano, Padova - 03/10/2005 1.21.39
è vero, questo tizio ha del talento ma non vedo grosse paranoie in quello che scrive... concordo con il fatto che la prima parte del libro è senz´altro meglio riuscita, soprattutto i primi due racconti
Daniele, Cuneo - 28/09/2005 16.17.59