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Viaggio al centro del libro
Viaggio al centro del libro (Antonella Lattanzi) -[KVP:EBooks]-
Autore
Collana
Saggi
Genere
 
Lingua
italiano
Lunghezza
circa 165000 parole (tempo di lettura: 516-750 minuti)
Data di pubblicazione
15/06/2006
Prezzo
Gratis
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Descrizione
Tredici attenti studi su libri e autori che hanno cambiato, in modo diverso, l'immagine della letteratura o del trasmettere informazioni. Classici "moderni" da leggere e approfondire, riletti e "sezionati" dalla penna attenta di Antonella Lattanzi. Introduzione al testo di Francesca Mazzucato.
Estratto

INTRODUZIONE




La lettura che state per iniziare è molto importante. E' una bussola, un tracciato. Si tratta di srotolare carta antica e trovare la strada che porta al forziere, a quel posto dove c'è il tesoro. Buffo, no, farlo attraverso il computer? Ma non è la mappa dei pirati e il tesoro vale più di mille dobloni. E' una carta antica e modernissima, disseminata di puntini di luce, cartelli indicatori, segnalatori, vie parallele, fari sempre accesi che a ogni lettore regalano una luce dalla grana e dalla tonalità diversa. C'è qualcosa di incontenibile e di esaltante in questo lavoro che è analisi, narrazione, approfondimento, studio, tutto insieme, tutto moltiplicato in un fluire generoso, che avvolge, travolge, appassiona.. La lettura vi mostrerà che si possono trovare crepe nelle convenzioni, nei luoghi comuni che ci impigriscono, nel nostro rapporto con la lettura, crepe che si possono grattare con una curiosità "pura", con uno sguardo "non giudicante"; la lettura di questo testo di Lattanzi vi mostrerà anche che i libri sono una ricchezza inestimabile, che rileggere è un valore enorme e troppo spesso tralasciato. Inoltre raccoglierete elementi profondamente originali che non resteranno confinati nello spazio che contiene questi lunghi e approfonditi viaggi nelle storie, attorno alle storie,fra le storie. Elementi che vi seguiranno. Vi rimarranno accanto.
In questi saggi sono contenuti preziosi strumenti di analisi in grado di modificarci e arricchirci come persone e di modificare o di certo influenzare radicalmente il nostro rapporto con la pagina scritta, con il libro, con l' "atto" fisico e visivo del leggere . Credo che sia molto importante il mezzo digitale, l'e-book scaricabile gratuitamente, quindi lo strumento attraverso cui il testo viene reso disponibile, insieme al contenuto. Ma ci arriveremo. Antonella Lattanzi ci presenta delle direzioni da seguire per capire. Ci offre i mezzi. Testi classici, narrativa, teatro, testi contemporanei di autori molto diversi fra loro. E' importante questa eterogeneità della scelta, perché, se leggiamo con attenzione e seguiamo il battito del cuore che si sente, che è proprio evidente, del cuore del libro e del cuore di Antonella Lattanzi, se seguiamo questo battito ci troveremo in un pandemonio, in un' enorme biblioteca, in un luogo delle meraviglie, ci destabilizzerà. Troveremo demolite le modalità usali di approccio saggistico, e ci verrà incontro proprio lei in carne e ossa. Eccola, la vediamo: l'autrice ci prende e ci mostra la strada per arrivare a capire delle cose di questi libri. Poi, potremo essere d'accordo, aver voglia di leggerli o decidere che non ci interessano. Ma lei ci illustra un metodo, ed essendo variegata e interessante la scelta dei testi, è molto utile vedere come il metodo si "introduce", penetra, si infila nelle scritture e si adatta. Quindi il metodo e il mezzo. Raramente in un rapporto così proficuo, così produttivo. Si parte da un punto di vista personalissimo, il libro viene legato, agganciato ad elementi della vita della scrittrice e già questo è un insegnamento profondo in questo tempo della semplificazione, in cui il libro è merce, in cui il libro studia meccanismi "pop" con i quali arrivare al mondo di Non Lettori o di Lettori Distratti, o di Lettori Anestetizzati che circolano in giro (audiolibri, libri con cd, con gadget in allegato), questo tempo del libro da mettere nel carrello insieme alla spesa, giusto perché, almeno comperarlo all'ipermercato è comodo, e con l'atto del depositare nel carrello si inserisce "l'oggetto libro" in quella categoria che ormai ci strozza, ci avvinghia, ci domina, quella dei beni di consumo. In questo tempo del martellamento di notizie sempre più rapide, sempre più difficili da collegare, da infilare una accanto all'altra per contribuire alla creazione di un pensiero autonomo, magari, perché no, consentitemi il termine, sovversivo, nel senso che sovverte, che modifica un'idea, uno status di "cittadino consumatore" che ormai ci è stato affidato, quasi come un timbro sul certificato di nascita, in questo contemporaneo il libro pare qualcosa di alieno, di lontano dal quotidiano . Qualcosa che richiede uno sforzo sovrumano, quando, in fondo, possiamo avere stimoli con maggiore facilità altrove. Supermercati, si diceva, ma anche multisale. O canali tematici da vedere in enormi televisori al plasma. Musica , telefonini che svolgono funzioni di ogni tipo, la multimedialità da tenere nel palmo di una mano. O stimoli da cercare all'esterno In club o pub, o luoghi deputati a grandi eventi. Dal frammento al grandioso. Come ci sta il libro, in questo panorama? Ecco il valore di questo lavoro che viene proposto. Unito al valore del mezzo che associa alla tecnologia e alle sue possibilità il prodotto e lo rende fruibile gratuitamente, democraticamente, destinato a un catalogo di rapida consultazione, a disposizione. Qualcosa a cui è possibile "l'accesso". Qualcosa che non si deve comprare, che è integralmente parte del tempo in cui viviamo ma non ne condivide la mercificazione che avvilisce. Credo che sia una grande possibilità e un grande privilegio poter accedere in questa forma al lavoro enorme, alle entusiasmanti "mappe" di lettura della scrittrice e saggista Antonella Lattanzi.
In questi saggi il posto del libro è chiaro e indiscutibile: il libro è parte integrante della vita, lo è con una naturalezza sconcertante. C'è una maniera fisica di porsi nei confronti dei volumi di cui si parla, una maniera "intima" che lascia senza parole perché riesce a non essere mai autoreferenziale. Antonella Lattanzi non ci racconta questi scrittori per parlare della sua vita, delle sue cose, delle sue esperienze, non c'è un "IO" invadente, un "IO" che si pavoneggia, non c'è un tentativo di acquisire visibilità personale attraverso grandi classici o romanzi importanti, Lattanzi venera i libri, li omaggia, li ama, questo sua relazione con la pagina scritta potrebbe essere rappresentata da lei che si inchina come un monaco zen prima di aprirli e annusarli e iniziare il viaggio, li venera con il silenzioso rispetto di cui più volte ha parlato Elias Canetti, non li usa come strumento, "si" usa come strumento per mostrarci una cosa in fondo semplice (ma non sono quelle cose semplici che abbiamo scordato, non sono le cose piccole dalle quali la disattenzione ci ha allontanato?) Per mostrarci come leggere possa essere magia. Come la lettura possa essere rinnovarsi ogni volta e rimanere indimenticabile ed emozionante. Ad esempio per parlarci di Cechov inizia così: "Chiudo il volumetto che sembra un'arancia rossa e mi guardo intorno. Secondo. Descrivere la natura, da un punto di vista non antropomorfo, quanto piuttosto nei dettagli, in modo tale che sia naturale, per il lettore, intendere come questa agisce sull'uomo. Sono a Roma. In un museo. Riapro il volumetto. Sto leggendo in un museo. Guardo il cursore che traballa sullo schermo. Sto scrivendo in un museo. Ho voglia di dipingere di nero tutto lo stanzone. Ho voglia di affrescarlo con le parole del racconto che sto leggendo. Si chiama La signorina col cagnolino. Io adoro i cani..."
Ci dice dov'è, dove legge, come si sente, come lavora, come sta e cosa fa. Ci fa sentire l'azione del leggere nella sua naturalezza e nella sua bellezza. O nella sua stranea decontestualizzazione. Ci domandiamo che strano. Che modo bizzarro. Eppure. E' già più vicina. Lei e il testo. Lei e quel libro che prima pareva un nome polveroso e lontano. Antonella Lattanzi ci propone l' "experiencing" della lettura, il valore inestimabile che ha questa attività. La inserisce nel quotidiano. Ma non crediate a una cosa che rimane in superficie, c'è la vita, l'attorno, il sentire, il contesto, ma c'è tutto di Cechov , tutto e anche molto di più di quello che si poteva pensare. Di quello che potreste aspettarvi. L'"experiencing" è azione che vale in quanto tale ed è portata alla sua massima contorsione. 360 gradi di lavoro intorno al libro. Suggerimenti.. Deviazioni del reale. Cose sussurrate ed altri elementi fondamentali ribaditi, segnalati, sottolineati.. L'autrice è inghiottita da quello che legge. Le diversioni sui momenti del quotidiano sono il tempo e il ritmo del suo lavoro saggistico. Un tempo e un ritmo così vicini, così apparentemente semplici. Leggerissimi e dolenti. Sono le sinfonie delle giornate, assomigliano alle nostre. E' come se Lattanzi ci dicesse che il libro ci può stare. Che questa corsa alla semplificazione da grandifratelli, da fattorie, che questa superficialità da soap opera non è la sola strada e ce lo dice senza farci paura. Senza fardelli da portare. Con la leggerezza di un cartone animato che inizia. Avvolgendo i libri del cordone protettivo della sua vita, dei suoi amori, porgendoci il libro quasi fosse un lancio e un'esortazione: "Sfuggite la desolazione dei momenti, l'agonia degli istanti. Leggete. " Ed ecco le immagini, le citazioni a pioggia, le digressioni, il contesto storico: leggendo e andando a fondo, seguendo questa mappa, usando le sue parole come bussola, si possano scoprire collegamenti, link, legami, associazioni, rimandi. Si aprono porticine come nei libri animati che leggevamo da bambini, quelli che in ogni pagina nascondevano qualche elemento da scoprire, da ritagliare, da far suonare. Sorprese. Sorprese in ogni riga.. Dettagli che sembrano strambi poi capisci che non solo c'entrano ma sono come la pettinatura di Marylin Monroe, lì da sempre sia per creare il mito, il simbolo, sia per permettere a Andy Wharol di riprodurre questa icona e modificare tutto il corso delle arti. Incontri cose così, leggendo il lavoro di Lattanzi,. seguendo la strada che viene offerta, la mano che viene allungata a chi si appresta ad iniziare questa lettura. Sono rincorse di emozioni pure generate da grandi letture e rese "commestibili". Su Labilità di Starnone ad esempio, come non avere voglia di leggerlo, come non fremere aspettando di correre in libreria, iniziando un saggio come questo che lo inquadra così:

...continua...

sembra una tesi di laurea con qualche arzigoigolata forma letteraria accativante per permettere al lettore di arrivare alla fine... in ogni caso meglio questo dei tanti terribili libri di poesie o di narrativa di bazssa lega che si trova in questi siti.

Grandola Villa Morena - 25/07/2006 13.25.14
Pardon, ma ripetersi è un bene se serve a correggersi ed io tengo a ciò che dico.
Dicevo che: Se la letteratura (ed è magnifico poter considerare Andrea Pazienza parte di essa) mi fosse stata insegnata così (con questa passione con questa conoscenza ben miscelata alle emozioni personali), io NON l´avrei odiata a tal punto da mettermi a scrivere. Che sia stato un bene o un male poco importa, ciò che importa è che sia un bene che Antonella Lattanzi ci racconti di libri e di autori con uno stile unico e piacevole.
Alessandro Cascio (autore de Il Lustrascarpe) - 19/06/2006 21.39.24
Se la letteratura (ed è magnifico poter considerare Andrea Pazienza parte di essa) mi fosse stata insegnata così (con questa passione con questa conoscenza ben miscelata alle emozioni personali), io l´avrei odiata a tal punto da mettermi a scrivere. Che sia stato un bene o un male poco importa, ciò che importa è che sia un bene che Antonella Lattanzi ci racconti di libri e di autori con uno stile unico e piacevole.
Alessandro Cascio (autore de Il lustrascarpe) - 19/06/2006 21.35.31
Uno sparo col silenziatore alla banalità questo testo.
N.L - 17/06/2006 16.16.26
Per il momento ho scaricato questo testo su indicazione di mio figlio che deve dare un esame. Devo dire che sono rimasta sbalordita. Sono una grande appassionata della Duras. Ho scorso gli autori. Che lavoro interessante e completo. Ho intenzione di leggerlo tutto, mi sembra magnifico. Complimenti all´autrice.
Luciana Picco - 16/06/2006 17.39.01
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