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San Gennoir
(di Elisabetta Blasi, pubblicato il 16/12/2006)

 

 

IN TRENTATRÈ PER NAPOLI

 

Anna Maria Ortese nel 1953 fu la prima a fare Napoli più nera di quel che è, nelle indimenticabili pagine de “Il mare NON bagna Napoli” – stampatello mio. Ed ai bassi allucinanti colà descritti da questa magistrale scrittrice non si può fare a meno di pensare leggendo la storica short story “Mammarella” di Maurizio De Giovanni.

Un altro grande maestro, Domenico Rea, tratteggiò a tinte iper-realiste i bassi partenopei in varie sue opere (non ultima “Il fondaco nudo”). Non credo sia un caso che la protagonista di “Certe insicurezze” (il racconto scritto da Flavia Piccini) sia nata a Nocera come l’indimenticato Rea.

Il grande Eduardo, poi, si rese meritoriamente Mecenate di un giovane squattrinato e talentuoso drammaturgo, oltre a far rinascere il teatro San Ferdinando. Circostanza, quest’ultima, riportata da Michela Monferrini nell’emblematico racconto “Uscita di scena”: una denuncia degli squallidi mecanismi mordi-e-fuggi della nostrana trash tv; sempre più trash, sempre meno televisione.

 

Accostamenti forse arditi, questi miei, dovuti alla felicità per aver letto un’antologia (oggi se ne fan tante); di noir (genere iper votato alla fast-literature; leggi: letteraturicchia mordi e fuggi) oltretutto, in cui finalmente traluce – udite udite! – una vera e propria denuncia sociale.

Coraggiosa denuncia, perché filigranata in una trama (Napoli = ventre molle dell’italica genia) che rischia di per sé di causare le ire dei soliti benpensanti pronti a vedere strumentalismi e retoriche in ogni rigo di qualsiasi pagina che oggi voglia parlare di qualcosa, oltre che di se medesima e del suo Narciso-Autore.

 

Trentatrè noir pieni di uno humour, di un’ironia che più neri di così… si muore. E non manca la strizzatina d’occhio all’unico –ismo presente nell’opera collettiva di cui trattasi: lo sperimentalismo, e in più di un’occasione (“Carnemale”, di Licia Vetere; “Delitto al ristorante cinese napoletano”, di Francesco Di Domenico”).

Trentatrè racconti che spaziano dal giallo all’horror, finanche ad un certo tipo di fantasy “oltretombale” (vedasi lo shoccante “Irrefrenabile passione” di Simonetta Santamaria, che ripropone, in chiave sardonica e drammatica ad un tempo, il dramma del cerchio della grecità passando per una moderna versione del contrappasso dantesco), giù fino alla fantascienza metropolitana alla Blade Runner (“Quel che ne rimane”, di Aldo Putignani) ed alla più classica delle spies-story (“Una faccia da spia”, di Giuseppe Della Monica”, che pare proprio fare il verso a certi “Segretissimo” di antica memoria).

 

E se le species del generone noir ci sono tutte ma proprio tutte, neanche i contenuti scherzano punto: ogni devianza sociale viene affrontata, e calata sia nell’oggi che nello ieri, passando per certe suggestioni alchemiche degne di Cagliostro (il leggendario principe Raimondo Di Sangro viene omaggiato per ben due volte: nell’inquietante oggi di “Vena artistica” – il racconto di Paolo Agaraff; nello stendhaliano ieri di “Nozze alchemiche” – che invece è il contributo di Chiara Tortorelli), e non mancano, ovviamente, le principali tipologie di criminali: serial killers; assassini passionali che diventano massmurders, quando sono in preda al raptus delittuoso (come succede in “Rebus (4,6)”, di Enrico Luceri); lussuriose necrofile; sadici che provano piacere non solo ad uccidere, ma a rendere inconsapevolmente cannibali i propri ignari clienti (“Le lame del carnefice”, di Pino Imperatore); psicopatici affetti da doppia personalità (“L’uomo dai guanti neri”, di Antonio Meloni,”Una lenta morte d’acqua”, di Marcella Russano); dark ladies (che in un caso sono addirittura due: l’uxoricida che concorda, ai danni del consorte fedifrago incallito, con un’adescatrice la Vendetta tremenda Vendetta, in “Pagamento in natura”, di Andrea Franco); fantasmi che non si rassegnano ad essere morti (come la “Casta diva” di Giovanni Buzi, per la cui costruzione e caratterizzazione George Eliot ed Elisabeth Gaskell si compiacerebbero di certo); lombrosiani “natural borned killers”, che basta il la, provocato, intenzionalmente o meno, vuoi da un’istigatrice, a sua volta psico e sociopatica ad un tempo (come la protagonista de “La tesi”, di Manila Benedetto), vuoi da una moglie fedifraga (la “Carmela” di Gennaro Chierchia, che molto fa pensare alla Carmen di Bizet versione caricatural-grottesca), ad accendere e far partire manco se si trattasse di un’automobile.

Completano la carrellata gli scugnizzi assassini de “Il testimone”, di Mario Natangelo; il malcapitato adolescente scippatore de “Una vita troppo stretta”, di Alfredo Sansone; la versione italicissima dei famigerati kamikaze (ne “Il chimico”, di Paolo Roversi).

 

Lodevole, infine, l’attenzione critica riservata alla criminogenesi femminile ne “L’amico immaginario”, di Claudio Calveri, ed alla tipologia criminologica della psicopatica pluristigatrice all’omicidio in “Sesso e sangue”, di Simona Vassetti.

 

 

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE.

Trentatrè autori da tutt’Italia si sono dati convegno virtuale nei vicoli di Napoli, per dar vita a quest’antologia di noir d’autore. Gennaro Chierchia ne è il curatore, lo spiritoso introduttore, e partecipa anch’egli con un suo racconto.

Doviziose note biobibliografiche di Gennaro e dei suoi trentadue amici si trovano sia in bandella di terza di copertina (Gennaro) che all’interno del libro.

Si segnalano in particolare i seguenti websites: www.sangennoir.com; www.homoscrivens.it (è il laboratorio di scrittura “in movimento” da cui molti autori provengono); www.gcwriter.com (il sito di Gennaro Chierchia)

        

Gennaro Chierchia (a cura di) “San Gennoir”, Kairós Edizioni (www.edizionikairos.com), Napoli, 2006.
Elisabetta Blasi
Elisabetta Blasi è nata a Grottaglie (Taranto) nel 1968. Laureata in Scienze Politiche – indirizzo storico- politico – ha curato vari studi sull’applicazione della pari opportunità fra uomini e donne nel campo del disagio sociale (in Francia), nell’istruzione scolastica, universitaria e nella formazione professionale (in Italia). Ha collaborato colla rivista web www.lankelot.com come critica letteraria ed opinionista. Attualmente collabora con Giulio Perrone Editore.
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