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2013
27
Ago

Do you speak Facebook?

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Facebook è il secondo sito web più visitato al mondo, dopo Google; alla fine del 2012 contava circa un miliardo di utenti attivi mensilmente.
Come social network, lanciato dal giovane americano Mark Zuckerberg nel 2004, Facebook permette di mantenere e sviluppare i legami sociali costituiti per i più disparati motivi, come i legami di parentela, di amicizia, di lavoro fino ad arrivare a quelli allacciati casualmente, e che spesso questa modalità di comunicazione favorisce.
Il suo nome, libro delle facce , viene da quegli opuscoli – annuari diffusi ad inizio dell’anno accademico in alcuni college americani, in cui venivano pubblicate le foto di insegnanti e studenti per favorire gli scambi di conoscenza. Il principio che sta alla base di Facebook, quindi, non è tanto quello di sostituirsi alla conoscenza diretta ed empirica delle persone, quanto di permettere alle persone lo scambio di materiale (testuale, visuale, audio e video) per favorire e mantenere appunto quelle conoscenze che poi di fatto la vita quotidiana porta ad avere.
Il libro di Anna Fogarolo, esperta del mondo dei media, Do you speak facebook?, vuole essere una guida completa, serena, pratica, rivolta a genitori e insegnanti per la conoscenza di questo social network così diffuso fra i giovani, che in alcuni casi desta parecchi sospetti, a volte fondati, da parte del mondo degli adulti.
L’adulto in effetti nei confronti di questo modo di comunicare si riserva talvolta non poche perplessità: in alcuni casi lo considera come un “pericoloso” strumento che porta molti ragazzi e ragazze fuori dalla realtà, per inserirsi in una realtà virtuale e falsa; diversamente altri adulti lo assumono acriticamente, senza preoccuparsi di risvolti importanti come quello della privacy o degli aspetti educativi.
Anche gli insegnanti sanno bene che, mentre da un lato Facebook effettivamente offre notevoli potenzialità per l’organizzazione del lavoro didattico e della trasmissione del materiale, dall’altro spesso è  una distrazione eccessiva per gli studenti che impoveriscono il loro bagaglio culturale. C’è poi anche il dilemma se accettare o meno l’amicizia con gli studenti su questo Social Network, con il rischio appunto di entrare in un rapporto che potrebbe minare la giusta distanza educativa, così importante per un sano percorso di crescita dei ragazzi.
Questo manuale della Erickson ha proprio lo scopo di rivolgersi agli adulti per superare queste difficoltà e per offrire anche spunti di conoscenze utili; la prospettiva dell’autrice in effetti è quella di una visione positiva, anche se prudente di questo mezzo di comunicazione. Secondo la Fogarolo infatti il problema non è tanto dello strumento in sé, ma di come lo si usa, per questo diventa fondamentale che genitori e insegnanti sappiano parlare il “linguaggio di Facebook” per conoscerlo e per dirigerlo in modo appropriato.
In realtà, il testo diventa uno strumento preziosissimo anche per educare i ragazzi a usare bene i social network perché spesso c’è un problema anche di giovani, che assumano acriticamente questa tipologia di mezzo per entrare in relazione con i coetanei, ma non ne conoscono i contorni definiti e spesso lo usano in modo inappropriato o sbagliato.
Il manuale è diviso in tre parti.
La prima parte (ABC di Facebook) costituisce una prima alfabetizzazione per la conoscenza del linguaggio di questo social network; viene presentato in modo completo e chiaro, intervallando riflessioni che partano da uno sguardo generale e da una conoscenza completa del mondo dei social media a box – riquadri in cui il lettore troverà risposte alle domande più comuni (come faccio a tutelare la Privacy? Come si crea un profilo e un gruppo? Quali informazioni vedono di me gli altri? etc.)
La seconda parte (Il linguaggio) riflette proprio sulle modalità di linguaggio e anche sulle modifiche del linguaggio che FB ha portato nella lingua italiana e nel modo di comunicare tra i giovani. Conoscere facebook significa proprio conoscerne i linguaggi e saperlo usare con uno stile adeguato. Alcune parole prese in considerazione in questa parta come chat, app, tag, post spiegate in modo molto utile e completo in effetti chiariscono un panorama molto ampio del mondo giovanile e aprano riflessioni molto interessanti per genitori e insegnanti.
La terza parte  (Ambiente di apprendimento su Facebook) è proprio quella più specifica per gli insegnanti; in questa parte si trovano riflessioni davvero utili per una visione appunto serena circa le opportunità didattiche che FB offre, insieme a consigli pratici su come utilizzare in modo positivo questo social network in classe. I consigli riguardano non solo come creare un ambiente di apprendimento stimolante per i ragazzi, ma anche come concretamente gestire il rapporto con loro all’interno di Facebook, per non “scivolare” nelle acque profonde di un rapporto inappropriato e infantile con i ragazzi. In questa parte viene preso in esame anche l’importante fenomeno del cyber bullismo.
In generale, il libro della Fogarolo è proprio uno strumento utilissimo: in poco meno di 130 pagine scritte in modo assolutamente discorsivo, arricchite  da box-approfondimenti con le risposte alle domande più comuni e più importanti intorno a questo mondo e da foto di videate che permettono di avere un’idea concreta di come muoversi sullo schermo per utilizzare i consigli dati, l’autrice offre  una panoramica pratica ed esaustiva su quelle che sono le principali opportunità e i principali rischi di questo Social Network. Un glossario a fine testo, insieme a una sitografia interessante, costituiscono infine un motivo ulteriore di chiarezza per il lettore.
Anche il più inesperto di tecnologie informatiche, come pure il giovane insegnante magari più avvezzo a questo tipo di linguaggio, troveranno consigli preziosi per muoversi in modo appropriato. L’adulto, inoltre, troverà, scorrendo le pagine di questo piacevole manuale, molti spunti per aiutare i tanti ragazzi, che lo usano in modo superficiale, ad approfondire, senza pregiudizi, il loro modo di rapportarsi con le reti sociali virtuali, ma soprattutto con il proprio mondo sociale reale e quotidiano.

 

 
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:: Luca Giorgini
Luca Giorgini, 33 anni, ha il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Attualmente sta conseguendo la Laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”. Lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.
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