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2013
27
Ago

Litigare con metodo

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Gestire i litigi dei bambini a scuola
 
Quante volte si concludono certi litigi che avvengono fra i nostri bambini nelle scuole primarie o nelle case con l’invito a “darsi un bacino e fare la pace”. L’adulto spesso considera il litigio come qualcosa da superare in modo sbrigativo, magari concludendo frettolosamente situazioni di tensione, che si lasciano poi senza spiegazioni e si riprendono anche a distanza di giorni.
Il libro di Daniele Novara, pedagogista e formatore che ha fondato il Centro Piscopedagogico per la Pace di Piacenza (un importante punto di riferimento nazionale e internazionale per la formazione alla pace), e Caterina Di Chio, insegnante, formatrice universitaria e ricercatrice, suggeriscono invece un modo nuovo di guardare al tema del conflitto e dei litigi dei bambini.
In una prospettiva maieutica, cioè che cerca di “tirare fuori” dai bambini il senso della crescita senza imposizione di significati dall’alto,  gli autori propongono la visione del litigio come un’esperienza positiva, in cui i bambini imparano progressivamente a confrontarsi con il punto di vista dell’altro e a negoziare soluzioni nuove e più mature ai problemi che affrontano nella loro quotidianità. Non si tratta di una visione “idilliaca” dell’infanzia, quanto piuttosto di un vero e proprio metodo per affrontare la conflittualità dei bambini costituito da procedimenti precisi e suffragato anche da risultati dimostrati da ricerche educative. La seconda parte del libro, infatti, curata in particolar modo da Caterina Di Chio, illustra proprio i risultati di una ricerca condotto su 466 bambini dai 3 ai 10 anni sviluppata tra il 2011 e il 2012, che comprovano l’efficacia del metodo elaborato da Daniele Novara nella sua pluridecennale esperienza di formatore su tematiche relative alla gestione dei conflitti e dell’educazione alla pace.
Il libro è appunto diviso in due parti.
Nella prima parte, curata in particolar modo da Novara, vengono presentati il metodo e i presupposti teorici. Il metodo  proposto da Novara è descritto sia nella sua elaborazione nel corso degli anni in cui Novara lo ha sviluppato, fino a fondare come dicevamo il Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti di Piacenza (www.cppp.it), sia dal punto di vista delle sue caratteristiche teoriche più generali. Questa parte permette di avere una visione di insieme completa e innovativa del modo di guardare i conflitti dei bambini: si tratta di passare, come dicevamo, da un modo di intendere i conflitti come una “perdita di tempo” e un “ostacolo da superare” per una crescita completa dei minori, a una visione positiva e che cerca proprio nei bambini stessi, e nelle loro esperienze, gli alleati più importanti per farli maturare. Vengono presentati diverse tipologie di litigi infantili e viene descritto in questa parte il metodo maieutico nei suoi quattro passi fondamentali; si tratta di due passi indietro e due passi avanti, come le descrive in modo preciso e pratico l’autore:
a)           primo passo indietro: non cercate il colpevole (non ci sono colpevoli, il litigio non è una colpa, ma un’occasione per imparare a stare insieme);
b)           secondo passo indietro: non imponete una soluzione (in un litigio non c’è una risposta esatta, ma la capacità di gestire la situazione);
c)            primo passo avanti: fateli parlare tra loro del litigio (favorire il darsi la versione reciproca delle divergenze); 
d)           secondo passo avanti: favorite l’accordo tra loro stessi (il beneficio in termini di apprendimento relazionale, e anche di serenità percepita e diffusa, sarà evidente).
Come si può evincere anche solo dai titoli di questi paragrafi, la prospettiva di Novara è molto interessante e innovativa e propone proprio l’esperienza del “litigare” tra bambini come una palestra per sviluppare competenze relazionali ed emotive nuove.
La seconda parte del libro, curata in particolar modo da Caterina Di Chio e che riporta una ricerca condotta proprio su un campione ampi di bambini tra il 2011 e il 2012, serve, come dicevamo, ad avvalorare la tesi che questa prospettiva di  intervento non è tanto un modo idilliaco e fantasioso per intervenire sull’esperienza della conflittualità dei bambini, ma ha una sua base teorica forte e un efficacia scientificamente provabile, a partire dalla ricerca delle scienze sociali educative.
Questa parte si presenta come una sintesi di una ricerca condotta sul campo, con tutte le caratteristiche della ricerca sociale: è completa di tabelle, in cui si confrontano dati e statistiche, e di osservazioni a partire dall’esperienza empirica.
Particolarmente rivolta agli insegnanti della scuola materna e primaria, le riflessione della Di Chio costituiscono un interessante “fotografia” anche dei modi in cui a scuola spesso si interviene nei confronti dei litigi dei bambini e offrono anche una descrizione delle tipologie più diffuse circa i motivi per cui bambini stessi litigano.
In questi capitoli, viene inoltre “data voce” agli insegnanti che hanno partecipato alla ricerca, permettendo al lettore di confrontarsi su modi che più spesso vengono utilizzati per trattare la conflittualità dei minori.
 
In generale, il libro “Litigare con metodo” può essere un ottimo manuale per affrontare in modo nuovo il tema del “litigio fra bambini” rivolto a insegnanti, educatori e genitori. La prospettiva originale, l’esperienza pluridecennale e indiscussa di Novara, la ricerca empirica della Di Chio possono davvero costituire un buon punto di riferimento per progettare percorsi educativi con i bambini dai 3 ai 10 anni, fascia di età per la quale questo libro è particolarmente rivolto.

 

 
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:: Luca Giorgini
Luca Giorgini, 33 anni, ha il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Attualmente sta conseguendo la Laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”. Lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.
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