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2013
17
Mar

Glenn amatissimo

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Il cane che mi salvò la vita
Como, Edizioni Il Ciliegio, aprile 2013
(Collana “Percorsi”, formato cm 15x23 con alette)
 
Riguardo a Glenn amatissimo, Lucia Gaddo Zanovello ha scritto: Mi è capitato in questi giorni di incontrare un libro bellissimo «di quelli che lasciano il segno, che non si possono dimenticare e che possono cambiare le persone»…«Non si tratta di un romanzo comune, ma della narrazione di un’insolita storia d’amore, molto ben scritta, delicata, originale e strutturata da esser letta d’un fiato, senza annoiare mai, nonostante la lunga sequela di particolari-verità che arricchiscono e fondano la vicenda e l’interesse che può sollecitare non è riferibile solo agli amanti degli animali»…«La vita è un attimo, che sia lunga un minuto o cent’anni, è pur sempre un attimo; questo libro mette l’accento sul godimento della felicità del cosiddetto poco o nulla, a disposizione di tutti, che tanti di noi non sanno più dove ritrovare, sui significati veramente autentici della vita, e su di un’etica senza ipocrisie, realtà alle quali i nostri giovani non  sono quasi mai sensibilizzati; l’opera può contribuire a sviluppare in loro quel senso del sacrificio di sé, al di là di ogni proprio tornaconto, per il bene dell’altro, a cui nessuno più li ammaestra o che non hanno ancora incontrato nella loro vita e forse non incontrerebbero mai».
Il volume è strutturato in due parti. La prima si intitola Bambini di serie B ed è un racconto o romanzo breve. Questa sezione introduttiva dona una prospettiva diversa (più ampia e più precisa al tempo stesso) a tutta la storia seguente, la seconda parte dell’opera, il romanzo vero e proprio che vede protagonista Glenn. Bambini di serie B concentra forti picchi drammatici, indispensabili per penetrare a fondo l’essenza della storia del cane (esempio di vita vera), ma ci fa anche subito capire che non ci troviamo di fronte al solito libro canino. Non si può parlare di Letteratura di genere nell’accezione negativa corrente (che vede il suo corrispettivo in certa filmografia), se non per riabilitare tale categoria. Il lettore può avere la sensazione di ricevere un invito a indovinare possibili corrispondenze tra realtà e finzione, ma ne ricaverà soprattutto utili riflessioni sui meccanismi interni all’opera e che presiedono alla creatività. Molto interessante, in particolare, il passaggio dalla terza persona dei Bambini di serie B alla narrazione in prima persona fatta dalla donnacane in Glenn amatissimo. Questo slittamento di prospettiva consente di non scivolare mai nel patetico, nel facile sentimentalismo o di apparire glaciale, dovendo affrontare traumi dal punto di vista narrativo. Il sentimento rimane autentico, intatto nella sua forza. La donnacane non racconta molto di sé, per lasciare al cane il ruolo di protagonista. In Bambini di serie B colpisce la precisione chirurgica del gergo medico relativo alle patologie di Pypee e Gordon, usato nei riferimenti alle cartelle cliniche. Il racconto arriva come una freccia (dice Lucia Gaddo Zanovello). Mostruose e agghiaccianti sono le parole legate alla sfera della malattia, nella loro asetticità medica. Ma Franz Kafka disse: «Una volta mi ruppi una gamba,/ fu la più bella esperienza della mia vita». L’evento più triste e quello più felice a volte possono avere dei punti di contatto, come nella storia di Glenn. In Bambini di serie B leggiamo: «Ci sono luoghi ove una bestemmia vale una preghiera e una preghiera equivale a una bestemmia. Ci sono creature che hanno troppo sofferto per colpa dell’uomo. E allora nessun uomo potrà porre rimedio. A un solo essere, a un’unica anima potranno veramente appartenere e legarsi, per trovare riscatto»…«A Gordon mancava solo la parola»…«Pypee aveva trascorso i primi sei anni di vita andando fuori e dentro da un canile-lager che si chiamava… ospedale»…«Le cartelle cliniche continuavano a espandersi: incisione in sede trocanterica, Scheletrizzata la metafisi prossimale del femore previo repere rx, Osteotomia intertrocanterica asportando un cuneo mediale, previa infissione di una vite di Scaglietti nel collo femorale si derota e si varizza il collo femorale, con una seconda vite si esegue osteosintesi dell’osteotomia, nella parte esterna del focolaio di osteotomia si pone il cuneo osseo precedentemente prelevato medialmente»…«A sei anni, finalmente, un giorno le fu detto che poteva cominciare davvero a camminare. Ma, abituata a stare quasi sempre a letto, era terrorizzata»…«Dopo anni di ulteriori traumi e disgrazie arrivò Gordon, il Principe Azzurro, il cane dai tanti nomi, dalle tante vite. Bello come il sole, immenso come il mare, forte come le montagne di Raibl. Un labrador biondo in miniatura. Diventò subito la bussola d’oro di Pypee, il suo daimon: l’animale che le stava sempre accanto era la sua anima, lei soffriva se gli succedeva qualcosa». Facile capire che Gordon e Pypee sono Glenn e la donnacane di Glenn amatissimo, così introdotto da Bambini di serie B.
Impossibile ingabbiare in una sinossi la trama di questo libro. In breve, possiamo dire che l’incontro tra la donnacane e Glenn pareva proprio predestinato. La condivisione della malattia li rende molto forti. Il lettore non potrà dimenticare certe immagini, come quelle delle persone che si affacciano alle finestre per salutarli e applaudire al miracolo del cagnolino tanto coraggioso che, zoppicando zoppicando, si è conquistato una nuova vita. Ha conquistato il mondo.
Glenn è il protagonista anche della poesia “In ritardo, ma non troppo tardi”, vincitrice del Premio Animo Animale 2010 (la giuria era composta da una classe scolastica), il cui titolo potrebbe idealmente riassumere il libro: «E così anche il sogno di Glenn si avverò:/ percorremmo insieme mari e monti,/ città e campagne, in lungo e in largo,/ zoppicando zoppicando entrambi, all’unisono,/ come i battiti dei nostri cuori.// Siamo stati così felici, ma così felici,/ da poter considerare/ addirittura una nostra amica/ la malattia».
In Glenn amatissimo emerge quel che accomuna il cane e l’umano nella sofferenza, ma anche nella gioia. Quel che distingue questa storia da tante altre è il fatto che il protagonista cane e la sua compagna umana formano davvero un unico essere. Di conseguenza chi scrive riesce a penetrare nell’anima, nella mente dell’animale. Non vi sono più barriere, né fisiche, né culturali. Le vicende minimali della giornata di un cane vengono viste in modo illuminante. Mangiare, dormire, passeggiare non passano più in secondo piano come banali bisogni fisiologici, bensì aprono una porta su un mondo sommerso, ignorato, spesso nemmeno lontanamente immaginato. L’argomento “popolare” viene sviscerato in modo innovativo, soddisfacendo le aspettative del lettore e, al tempo stesso, sorprendendolo. Vengono abbattuti pregiudizi e luoghi comuni. Non è vero che un cane vecchio, che è rimasto molti anni in canile, debba necessariamente essere difficile da gestire. Poiché Glenn e la donnacane trascorrono 24 ore su 24 insieme, possono venire notate le raffinate (e sfuggenti ai più) sfumature di pensiero del cane, in un clima di intimità e complicità. Sono stati trasformati in dialoghi vivaci ed efficaci, gli stati d’animo e i pensieri che i comportamenti di Glenn svelano attraverso il suo corpo, le sue “espressioni”. In questo spaccato di vita canina la psicologia e il comportamentismo si integrano in una visione complessa. Il lettore potrà spesso dire, immergendosi in queste pagine: «Non ci avevo pensato, ma è proprio così!».
In una molteplicità di toni e suggestioni (frequenti i giochi di parole e gli episodi spiritosi) prevale la leggerezza di scrittura, perché i problemi si affrontano e superano. Vengono oltrepassati i filtri della parola, per giungere al più profondo nucleo emozionale del vivere. Non la scrittura, bensì la vita, affiora in primo piano. L’importanza del messaggio richiede semplicità e discrezione da parte dell’autore, e non ostentazione di originalità e virtuosismo, peraltro ampiamente dimostrati in altri contesti e qui osservabili in particolare nei Bambini di serie B. Il ritmo catturante felicemente si sposa a un lessico morbido e fluido, capace di creare aloni di bellezza. La semplicità necessaria è solo apparente; in realtà è voluta e studiata.
Glenn amatissimo si colloca tra diversi generi e tocca molteplici argomenti ed è concepito sia per il lettore comune (inevitabile pensare a Marley o Sprite; spiccano la vivacità dei dialoghi e la voce inconfondibile del cane), sia per il lettore più esigente (con squarci poetici, metafore originali: «Alle mie spugnette rosse danzanti»; «Nel cuore dei cani/ alberga l’anima di poeti estinti»), poiché all’immediatezza del linguaggio non corrisponde un appiattimento del testo. L’opera è adatta sia a un pubblico adulto, sia ai ragazzi. Una lettura consigliata sia agli amanti degli animali, sia a chi li teme ma vuole superare le proprie fobie. È adatto anche al lettore anziano e alle coppie che vogliono adottare un animale o avere un figlio.
Biografia (canina) e conformità al “dato storico” (il personaggio di Glenn è fedele alla realtà, quanto gli fa da contorno non lo è sempre; la collana “Percorsi” è dedicata a storie vere), romanzo e poesia, letteratura colta e popolare, si sovrappongono alla luce di una rinnovata sensibilità. Perché la storia di Glenn - cane vecchio e malato, che non sperava più di avere una famiglia – è la storia di un’anima.
Glenn amatissimo presenta punti di contatto con opere canine dei nostri tempi come I cani non mentono sull’amore di Jeffrey M. Masson, Ascolta il tuo cane di Jan Fennell, e con classici come Sirius di Olaf Stapledon, Topsy di Marie Bonaparte, Cane e padrone di Thomas Mann, Niki – Storia di un cane di Tibor Dèry o con le storie narrate da Chesterton, Kipling, Lawrence, Jack London, Virginia Woolf (Flush. Biografia di un cane). Affinità risultano rintracciabili pure in libri come La vita segreta dei cani e La vita sociale dei cani di Elizabeth Marshall Thomas, o ne I poteri straordinari degli animali di Rupert Sheldrake. Il cane protagonista è accostabile a Marley, ma la sua love story con un’umana ricorda La donna e la scimmia di Peter Høeg. Taluni squarci richiamano Umberto D. (De Sica/ Zavattini), ma soprattutto Il Mio Cane Skip, capolavoro di Willie Morris. Anche i momenti più drammatici “scivolano via” grazie a una scrittura aperta al sorriso. Un taglio divertente e una prospettiva ottimistica prevalgono, malgrado la presenza di non pochi picchi drammatici.
L’opera ha trovato un lettore sensibile già nell’illuminato editore, come dimostra la filosofia ben precisa adottata dalle Edizioni Il Ciliegio: «Il contenuto dei nostri libri ha come guida l'ispirazione, la creatività e l'espressione leggera e profonda dei colori dell'anima. Il Ciliegio si caratterizza per l'attenzione al mondo: del sentimento, della spiritualità, del bambino, della comunicazione, del fantasy, del benessere, del noir, del giallo e della ricerca del sé. Ogni libro è unico e speciale, una piacevole sorpresa per chi lo riceve in dono. Ci diverte pensare ad essi come a delle piccole ciliegie rosse e invitanti, tante per tutti i gusti: dai più raffinati a quelli più curiosi nella ricerca della passione che un frutto rosso sa trasmettere». Una piccola curiosità: Glenn amatissimo è uscito nel mese di aprile 2013, proprio in coincidenza con il decimo anniversario della fondazione della casa editrice.
Il coraggio di Glenn (vero e proprio eroe romantico) viene presentato con delicatezza e con una sensibilità ancora in anticipo sui tempi. Glenn e la donnacane, invece di vivere tante avventure sfrenate, forse avrebbero dovuto risparmiare un po’ le loro gambe martoriate. O forse no. Perché quando si trova la propria anima, e non semplicemente l’anima gemella, tutto è qui e ora.
Claudia Manuela Turco si occupa di letteratura canina sul sito www.lordglenn.com. Al centro della sua opera, l’umanità degli animali e l’animalità dell’uomo. Sta scrivendo il “Ciclo di Glenn”. Con l’augurio che Glenn amatissimo possa contribuire a cambiare la mentalità di molta gente, per salvare le creature che non hanno voce, ritrovando se stessi. Il libro ha ispirato il Premio Letterario “Lord Glenn”.
 
N.B.: Nel contesto di un ampio progetto culturale di sensibilizzazione sulle tematiche riguardanti gli animali, per contribuire a cambiare la mentalità delle persone, è stata scritta la storia di Glenn amatissimo, un cane anziano e malato che non aveva più speranze di venire adottato. L’autrice del romanzo devolverà la percentuale a lei spettante per le copie vendute al Rifugio di Villotta (www.rifugiodivillotta.org), Associazione di cui è Presidente e Fondatrice Aurora Bozzer e che a breve diventerà Fondazione. Dice Marina del Rifugio di Villotta: "La superficialità e la cattiveria di alcune persone non cambieranno mai, ma noi comunque ci auguriamo di poter incontrare sulla nostra strada gli animali più sfortunati, curarli amarli e rispettarli e poi trovare loro persone splendide". L’acquisto del libro dà diritto a partecipare al Premio Letterario “Lord Glenn”. In palio trofei che verranno spediti gratuitamente ai vincitori. Potrete raccontare le vostre esperienze in prosa o poesia o commentare questo o un altro libro che vi è piaciuto, inviare riflessioni per un dibattito in difesa degli animali, fotografie con il vostro cane/gatto e Glenn amatissimo, proporre idee e iniziative. Verrà pubblicata una selezione dei materiali pervenuti. Per ordinare il libro: info@edizioniilciliegio.com; per informazioni e invio di materiali: www.lordglenn.com (Ciclo di Glenn), lordglenn@libero.it
 

 

 
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:: Marco Baiotto
Marco Baiotto ha pubblicato i libri di poesia Duetti Solisti (2003; con illustrazioni di Gianni Sesia della Merla e CD-ROM), Il Ballo delle Monete (2004), Duetti Solisti II (2005). 
Lavora nell’informatica e, in letteratura, si è distinto nell’ambito della “bit generation”. Opere digitali, talvolta, accompagnano i suoi versi. 
Fondatore de “I Cavalieri della Poesia”, ha collaborato a siti internet e riviste culturali e di varia umanità, nonché a volumi collettanei. Suoi scritti, saggi critici e recensioni, poesie o articoli, compaiono in: “Poeti e Poesia”, “Fermenti”, “La Mosca di Milano”, “Capoverso”, “Il Convivio”, “Inchiostro”, “Fiorisce un cenacolo”, “Arenaria” ecc.
Incluso ne La poesia onesta di Vittoriano Esposito (Bastogi), ha conseguito sensibili riconoscimenti nella partecipazione a premi letterari nazionali e internazionali. 
Sue opere sono consultabili nelle biblioteche dell’Istituto Italiano di Cultura delle seguenti capitali: Lisbona, Salonicco, Istanbul, Zurigo, Tunisi, Toronto, Sydney, Stoccolma, Melbourne, Bucarest, Città del Messico.
Collabora assiduamente da qualche anno con uno dei riferimenti italiani a livello di servizi online dedicati agli scrittori, www.literary.it.
Dopo anni di collaborazioni non retribuite e di tanta passione e dedizione pro patria … ottiene, a cavallo tra 2012 e 2013, l’abilitazione all’Ordine dei Giornalisti pubblicisti del Friuli Venezia Giulia.
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