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2013
14
Mar

Chi ha assassinato Rasputin? - Domenico Vecchioni

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Vita, sesso e miracoli del diavolo santo
Pag. 190 – Euro 16
Ginevra Bentivoglio Editoria – www.gbeditoria.it
 
Domenico Vecchioni è un ex diplomatico di carriera che da tempo si dedica alla divulgazione storica, confezionando agili saggi su personaggi popolari come Evita Peron, Raúl Castro, Pol Pot, Raoul Wallenberg, sullo spionaggio e sulla Seconda Guerra Mondiale.
Chi ha assassinato Rasputin? è un libro scritto con il solito stile colloquiale, con pretese di serietà scientifica, ma con taglio divulgativo, perché risulti accessibile a un vasto pubblico. Abbiamo avvicinato l’autore che ci ha concesso un’intervista ricca di particolari nel corso della quale spiega la genesi del libro.
Perché un libro su Rasputin?
Sono stato affascinato dalle più recenti interpretazioni storiche sul suo assassinio e sul ruolo politico da lui svolto. Rasputin, cioè, sarebbe stato eliminato nel contesto di un complotto ordito dai servizi segreti britannici, ossessionati dalla prospettiva di una pace separata della Russia con gli Imperi Centrali (siamo nel dicembre 1916). Rasputin, in effetti, era un pacifista convinto e aveva sempre cercato di impedire il coinvolgimento dello Zar Nicola II nelle guerre balcaniche. Gli inglesi temevano che il “diavolo santo”, in sintonia con la zarina Alessandra (di origini tedesche), alla fine avrebbe convinto lo Zar a sganciarsi dagli Alleati. Un abile 007 dell’MI6, Oswlad Rayner, sarebbe l’autore del “professionale” colpo di grazia sparato sullo Staretz, già ferito da giovani aristocratici russi. Viene d’altra parte rivalutato il suo ruolo “politico”: pacifista appunto, contrario alle discriminazioni razziali, preoccupato della sorte dei più poveri, critico degli eccessi della Chiesa ufficiale, fautore della collaborazione tra le classi ecc… Insomma finora molti studiosi si sono fatti forse abbagliare più dal mito che dal personaggio, in una sorta di sfasatura storica. Rasputin non è stato la causa della caduta della Russia imperiale, ne è stato solo l’effetto.
In una simile biografia, fin dove arriva la realtà storica e dove comincia la leggenda?
Difficile, in effetti, stabilire una linea netta di separazione in un personaggio entrato da vivo nel mito e morto in maniera conforme al mito…Certo è che alla sua leggenda nera (corruttore di corpi e di anime, detentore di poteri occulti, possessore delle “forze del male”), si dovrebbero aggiungere le sue lungimiranti visioni politiche, ancorché espresse con la rozzezza dovuta alla sua limitata cultura storica e politica. Se lo zar avesse seguito i suoi consigli (sopratutto quello di non entrare nella Grande Guerra), forse la caduta della monarchia e del paese sarebbe stata rallentata e molti lutti sarebbero stati risparmiati alla popolazione. Rasputin probabilmente non era un “veggente”, era solo un “visionario politico”. Aveva, cioè, capito prima degli altri che il mondo imperiale russo stava irrimediabilmente decadendo, gestito da un regime che non sapeva più valutare gli eventi ed era incapace di correggere i propri errori. 
Ci sono personaggi contemporanei che possono in qualche modo assomigliare a Rasputin?
Rasputin verosimilmente è un personaggio unico, irripetibile, legato ad un determinato ambiente politico e sociale. Certo si può considerare che appartenga alla categoria delle éminences grises , dei consiglieri occulti (o comunque senza incarichi specifici e ufficiali)  del potente di turno. Ma non credo esistano personaggi animati da una personalità così straordinariamente contraddittoria. Rasputin era convinto che non ci può essere estasi, avvicinamento a Dio senza un sincero pentimento. E non ci può essere pentimento senza peccato… Quindi più si pecca, più intenso è il pentimento che ne segue e più facilmente ci si avvicina a Dio…Con una simile filosofia di vita ci si predispone alle peggiori aberrazioni per poi salire più in alto nell’estasi divina…
Ci parli dei suoi progetti per il futuro.
Continuare nella mia attività di divulgatore e saggista attraverso la pubblicazione di articoli su riviste di Storia  (in particolare BBC History/Italia) e la pubblicazione di biografie di personaggi insoliti. Sto attualmente  studiando le vicende di Felix Kersten, il “medico del diavolo”, il fisioterapista di Himmler! Approfittando dei momenti  di quasi “felicità” del Capo delle SS  dopo i suoi interventi (era la sola persona al mondo capace di liberare Himmler dagli atroci dolori di stomaco che gli impedivano di vivere normalmente), Kersten  riesce ad ottenere la liberazione di prigionieri ebrei e non ebrei.  Massaggiando Himmler, gli si accredita di aver salvato 60.000 persone!

 

 
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:: Gordiano Lupi

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con La Stampa di Torino. Traduce gli scrittori cubani Alejandro Torreguitart Ruiz e Yoani Sánchez. Ha pubblicato molti libri monografici sul cinema di genere italiano per la casa editrice romana Profondo Rosso. Collabora con www.tellusfolio.it curando rubriche su Cuba, cinema italiano e narrativa italiana. Tra i suoi lavori più recenti: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Sangue Habanero (Eumeswil, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010), Fidel Castro – biografia non autorizzata (A.Car, 2010), Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica, 2010). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Pagine web: www.infol.it/lupi


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