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2012
25
Giu

L’ebbrezza del disincanto

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Cut Up Edizioni – Euro 15 – Pag. 100
 
Karen Lojelo non è alla prima pubblicazione, visto che ha già dato alle stampe L’amore che non c’è (2008) e le poesie di Binario 8 (2010), oltre a essere conosciuta su Internet come animatrice di un blog letterario originale e graficamente ben curato come www.wordshelter.it. L’ebbrezza del disincanto tecnicamente è un racconto lungo, perché non presenta le tipiche sottotrame di un romanzo, ma racconta una struggente storia d’amore in maniera lineare, accompagnando il lettore verso un finale inatteso. La scrittura di Karen Lojelo è letteraria, appassionata, evocativa, descrittiva e si abbandona a periodi intensi. Ma è così che fa la vita, ti fa aspettare degli anni, fa passare interminabili giorni, mesi, stagioni senza che succeda nulla che avrai voglia di ricordare, e poi in un attimo tutto cambia. Il romanzo gode di una precisa ambientazione parigina, tra Montmartre e la gare de Lione, la Torre Eiffel, i Campi Elisi, il Trocadero, la Senna e il battello che ogni sera la percorre portando a bordo innamorati e turisti. I personaggi fondamentali del libro sono due, dalle loro emozioni scaturisce una storia d’amore rapida e profonda, un sentimento che lascerà il segno - anche a distanza di anni - nelle vite dei protagonisti. Pierre è un professore quarantenne, scapolo, rubacuori con le allieve, che nasconde un segreto inconfessabile nel suo passato. Clarissa è la ragazza che riempie il vuoto di un’esistenza monotona tra libri e lezioni scolastiche, provoca la scintilla d’un sogno d’amore fino all’ebbrezza del disincanto. Non aggiungo altro perché sciuperei la lettura, consigliata agli appassionati di storie d’amore letterarie, scritte senza sdolcinature ma con molti riferimenti poetici. L’autrice è una ragazza colta e la sua narrativa lascia trapelare un passato di letture importanti che non si dimenticano. Un appunto all’editore lo devo proprio fare. In tempi come questi che vedono librerie affollate di collane a basso costo con libri scritti da autori famosi, non è possibile far pagare 15 euro per un libro in brossura di 100 pagine con la copertina in cartoncino. Il contenuto merita, ma il lettore superficiale deve superare lo scoglio del prezzo…
 
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:: Gordiano Lupi

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con La Stampa di Torino. Traduce gli scrittori cubani Alejandro Torreguitart Ruiz e Yoani Sánchez. Ha pubblicato molti libri monografici sul cinema di genere italiano per la casa editrice romana Profondo Rosso. Collabora con www.tellusfolio.it curando rubriche su Cuba, cinema italiano e narrativa italiana. Tra i suoi lavori più recenti: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Sangue Habanero (Eumeswil, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010), Fidel Castro – biografia non autorizzata (A.Car, 2010), Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica, 2010). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Pagine web: www.infol.it/lupi


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