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2012
21
Mag

Tutto a posto tranne me e Colpo d'occhio

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Tutto a posto tranne me di Cosimo Lopalco
Lupo (Lecce, 2012), pag. 207, euro 15.00;
Colpo d'occhio. Due romanzi (L'alieno e L'importanza di essere Ugo), di Ugo Sette
prefazione di Aldo Nove, Lupo (Lecce, 2012), pag. 243, euro 16.00
 
Cosimo Lopalco, qui intercettato nella sua opera d'esordio "Tutto a posto tranne me", romanzo che sta perfettamente nella collana lupesca InBox, è nativo di Mesagne provincia di Brindisi ma da tempo transfuga nella Londra di Hackney. Con la sua scrittura piana e limpida, Lopalco dimostra d'aver buona strada davanti a sé. E, come spesso accade, e come spesso accaduto in casi anche più celebri, la distanza dalla terra d'origine permette un distacco utile in un certo senso a raccontarla. Siamo nella Mesagne dell'87 dove l'unico passatempo è il biliardino. Nel bar di Salvatore, un giovane boss emergente della Sacra Corona Unita, a tratti peggio delle altre mafie italiane, Rudi il Cileno, e mentre fuori straordinariamante nevica straordinariamente, cerca un compagno di coppia per giocare appunto a biliardino: Mattia Bonelli. Rudi è un delinquente, certamente. Ma Mattia scoprirà persino altro della natura del Cileno. Una piccola gemma agrodolce, quest'opera letteraria. Pregna di spunti interessanti. Che, tra l'altro, non può che andare a cozzare, eppure facendo scintille opportune, col romanzo del più esperto Ugo Sette, "Colpo d'occhio". Anzi coi due "romanzi" contenuti nel volume Colpo d'occhio. Che per il poeta e scrittore Nove arriva "dopo i fasti dell'impero e il suo squallore in infinita caduta libera". Ambientato a Q (come K fu la leggendaria città della trilogia di Àgota Kristòf), città del non-più ricco Nordest ma luogo qualsiasi della provincia italica, "ispirato allo Straniero di Camus, intanto L'alieno è un romanzo diverso. Immerso in atmosfere letterarie, le trasferisce ai nostri giorni e tempi bui, in modo ironico, grottesco, provocatorio, per un percorso irriverente nella conoscenza e nella diversità. Il protagonista, Ugo, giovane universitario e inventore di cose assurde, epigono moderno del più noto Mersault, abita il suo mondo quasi per caso. Tutto appare comico, cinico, grottesco, dissacrante in quella sua incapacità di trovare il bandolo della matassa, disseminando la strada di domande ricorrenti sulla morte, la felicità, l'amore, la vita e la condizione di essere umano". L'estraniato, l'emarginato, l'accantonato. Questi sono i termini di definizioni per soggetto e contenuti del libro. Certezze altissime della nostra società.

 

 
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