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2012
23
Apr

Tre saggi su “La partenza” di Franco Fortini

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Tre saggi su “La partenza” di Franco Fortini
di Erminia Passannanti, Silva Bettuzzi e Mario Fresa
introduzione di Luca Lenzini, Cfr (Sondrio, 2012)
pag. 56, euro 8.00
 
Dopo il Moderno. Saggi sulla poesia contemporanea
di Giuseppe Pedota
a cura di Giorgio Linguaglossa, Cfr (Sondrio, 2012)
pag. 120, euro 13.00
 
 
Studioso appassionato e accurato di Fortini, in sede d’introduzione al volume, il critico Luca Lenzini premette che il saggio più intransigente con la poesia analizzata, “La partenza”, è firmato da Erminia Passannanti, che leggiamo aver redatto una tesi di laurea infatti sul Fortini; l’approccio di Passannanti, a questo punto, oltre che in un certo senso accademico, potremmo definirlo da esperta della materia. Ma è con i saggi di Silva Bettuzzi e Mario Fresa, che il libro diventa un testo che merita d’esser ricordato e menzionato e studiato. Tra parentesi, in merito, potremmo dire che siamo in presenza degli scritti vincitori del Premio Fortini 2011. L’analisi puntigliosa di Passannanti, in effetti, inquadra e inserisce l’opera e le opere di Fortini nel contesto letterario e politico nel quale questa hanno agito e operato. Marxista e partigiano, Franco Fortini era infatti la voce poetica militante per eccellenza, ideologica - senza ideologia - , per antonomasia, che arrivò molto prima del davvero sperimentale Sanguineti. I passaggi più significativi del testo, allora, indugiano sul carattere delle parole mosse dal poeta, scavano nelle intenzioni e nel posizionamento militante della poesia di Franco Fortini. Un libro, chiosiamo, che esce per lo stesso editore che grazie alla cura attenta di Giorgio Lingualossa ci permette di rileggere tutti insieme dei saggi che il lucano Giuseppe Pedota, scomparso nel 2010, scrisse interessandosi profondamente e accanitamente al fare poesia autrici e autori contemporanei e novecenteschi tanto diversi tra loro quanto ugualmente decisivi per una vera critica della ‘poesia moderna’, non a caso il libro è titolato “Dopo il Moderno” e ‘sostituisce la rivista Poesis che ha purtroppo finito la sua esistenza. Per chi come me è nostalgico ma allo stesso tempo intransigente, in condivisione o disaccordo col critico Pedota non potrà non apprezzare le righe su Giovanna Sicari, Giorgia Stecher, Vito Riviello, Dante Maffia, Leopoldo Attolico, Giovanni Giudici, Aldo Nove, Elio Pecora, Roberto Bertoldo, Umberto Piersanti. Dalle quali, quantomeno, s’evince precisamente cosa intende il saggista quando parla di “poesia del talqualismo”, “turismo poetico”, “irresponsabilità dello scrittore”: con l’ultima definizione, più accuratamente, Giuseppe Pedota senza mezze misure e professioni di qualunquismo invita a stare molto attenti davanti alle consuetudini della massa che scrive: dove la massa che scrive non sono solamente i poeti domenicali, ma molte ‘firme’ di grandi case editrici che oramai hanno scelto indefessamente di fare transito sui massi del potere massmediatico. Pagine a volte illuminanti, e solitamente incandescenti quanto pure. Nelle quali navigare.  

 

 
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