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2012
9
Apr

Cosa fare delle nostre ferite

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La fiducia e l’accettazione dell’altro
 
Michela Marzano è uno dei volti italiani più noti della filosofia contempoarnea; direttrice del dipartimento di Scienze Sociali e Professore ordinario di filosofia morale all’Università Paris Descartes, in Italia è ospite spesso di dibattiti televisivi e scrittrice di altri libri, come, per esempio  per la casa editrice Erickson, il recente libro Etica Oggi.
Il testo Cosa fare delle nostre ferite raccoglie tre interventi di questa autrice; il primo di questi è una sua lezione – testimonianza pronunciata all’interno del Convegno La qualità dell’integrazione scolastica, svoltosi a Rimini nel Novembre del 2011.
Il filo conduttore di questi tre brevi saggi, ognuno dei quali è lungo una trentina di pagine, rendendo così estramemente leggibile e divulgativo il quadro complessivo del libro, è l’accettazione delle proprie “ferite”; con questo termine la Marzano intende tutte quelle esperienze che fanno parte del nostro io interiore, che ci rendono vulnerabili e non adeguati all’immagine che gli altri hanno di noi, ma anche che noi stessi vorremmo presentare.
All’interno di un contesto culturale dominato dal “mito del controllo e della padronanza di sè”, l’autrice presenta una visione antropologica in cui l’uomo deve vivere i propri difetti e le proprie imperfezioni non come qualcosa da controllare e dominare in maniera puramente volontaristica, ma come una parte di noi stessi da accettare e integrare, come un punto di partenza per fare appello all’impegno e alla soldiarietà con gli altri.
In questo senso, le difficoltà per cui la società contemporanea sente tanta fatica ad accettare il “diverso”, l’”altro da sè”, hanno origine spesso proprio in questa difficoltà (che affonda le proprie radici nell’infanzia di ciascuono di noi) di accettare la “propria alterità”, cioè le proprie incapacità a integrare i fallimenti e gli insuccessi.
Molto bella e significativa si presenta la riflessione, che emerge nel primo saggio del libro, a partire dalla testimonianza autobiografica dell’autrice: studentessa modello e donna di successo all’interno della carriera accademica italiana e francese, in realtà anche l’autrice ha dovuto fare i conti con le proprie ferite, le proprie incapacità a “controllare” quella fame profonda che si manifesta nella terribile malattia dell’anoressia. Proprio a partire da questo spunto autobiografico è nato in lei un nuovo modo di guardare il mondo interiore e di accogliere innanzitutto l’immagine di sè segnata anche da quelle ferite che ognuno di noi si porta dentro, ma allo stesso tempo è nato un percorso di ripensamente filosofico anche sull’uomo, sull’etica, sulla atteggiamento antropologico fondamentale della fiducia e dell’accettazione dell’altro.
La riflessione su di sè si apre, infatti, nella seconda parte del libro,  ai rapporti interpersonali portando a un ripensamento sia dell’etica, intesa non più come obbedienza a un’autorità assoluta, ma come impegno a “prendersi cura delle ferite di sè e degli altri”, sia della stessa filosofia di un certo tipo di managment, il quale propone l’immagine di una fiducia in sè stessi che può fare a meno dell’apporto degli altri; al contrario la fiducia in sè stessi, come conclude l’autrice nell’ultima parte del libro, non esclude il rapporto di dipendenza che inevitabilmente mi porta a cercare una collaborazione vera, e non strumentale, con le persone che mi stanno accanto.
La qualità dei tre saggi riportati nel libro deriva proprio da questa capacità della Marzano di presenetare una filosofia non astatta (come tante volte siamo abituati a pensarla), ma incarnata nella vita quotidiana e nel tessuto sociale che ci circonda; il linguaggio, che nasce appunto in un contesto divulgativo, è semplice e profondo, accessibile davvero a un vasto pubblico a cui il libro si rivolge.
Proprio questo vasto pubblico di lettori potrà trovare molti spunti di meditazione per ripensare alla propria storia personale e anche alla qualità dei rapporti con gli altri.

 

 
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:: Luca Giorgini
Luca Giorgini, 33 anni, ha il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Attualmente sta conseguendo la Laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”. Lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.
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