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2005
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Mar

Maurizio J. Bruno (DANAE)

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GLI SCRITTORI INVISIBILI…
- Intervista al responsabile dell’associazione DANAE -

Negli ultimi anni in Italia, forse anche grazie alla diffusione di nuove tecnologie, che permettono una più rapida fruizione delle prove letterarie, è aumentato il numero di coloro che si dedicano alla scrittura; e, di conseguenza, anche la richiesta di pubblicazione è in crescita.
Collaborando a KULT Virtual Press, ho avuto modo di conoscere la difficile realtà degli autori esordienti (di solito giovani, ma non solo).

In un paio di anni ho incontrato opere davvero pregevoli di autori purtroppo ancora sconosciuti ai più. Libri che di certo non sfigurerebbero nelle grandi librerie delle nostre città e negli scaffali delle case degli amanti della buona lettura. Libri per lo più difficili da trovare, in quanto non distribuiti dai grandi circuiti…

Scrivere un libro, non un libro qualunque si intende, ma un buon libro, è impresa ardua. E su questo siamo tutti d’accordo. Ma forse non tutti sanno che il fatto di scrivere un libro di qualità è solo il primo passo di una lunga e ancor più ardua impresa: la diffusione della propria opera. Se questa operazione non riesce, gli autori esordienti vengono relegati al ruolo di autori invisibili.

L’editoria italiana oggi è monopolio di grandi gruppi editoriali e per motivi di marketing spesso è costretta (lasciamo il beneficio del dubbio ai grandi editori) a prediligere autori noti e libri non sempre di qualità in nome della certezza della vendita. Quindi è più facile vedere pubblicate opere di atleti, i tormentoni dei comici passati alla ribalta in varie trasmissioni televisive (del resto non sempre prive di acume e merito) e i saggi degli opinionisti più in voga tra il grande pubblico dei media .
La logica di mercato, come in ogni altra attività, condiziona le scelte della maggior parte degli editori. Pochi sono intenzionati ad investire su un buon libro di un illustre sconosciuto: troppo rischioso e forse poco remunerativo. Così la possibilità per un giovane autore ancora “senza nome” di conquistare un piccolo spazio in libreria resta spesso un miraggio.
I distributori a loro volta prediligono i cataloghi delle grandi case editrici per gli stessi (non secondari e comprensibili) motivi economici.

Soprattutto grazie ad internet, ma non solo, qualcosa negli ultimi anni si sta muovendo in Italia in soccorso degli autori esordienti.
Molti siti, forum, blog sono sorti proprio con l’intento di invertire la tendenza dell’editoria italiana contemporanea e ridare vita al libro come prodotto culturale e non solo come prodotto commerciale. Tutte queste realtà, più o meno grandi, si propongono di dare maggiore visibilità possibile ad autori esordienti altrimenti invisibili o quasi.

Una di queste associazioni, che opera per agevolare la distribuzione editoriale italiana e supportare i giovani autori nella diffusione della loro scrittura, è l’associazione DANAE.
Abbiamo intervistato il responsabile Maurizio J. Bruno.

DANAE – Distribuzione Autonoma Nazionale Autori Esordienti - come nasce questa iniziativa?
DANAE è un’associazione che è nata e si è sviluppata all’ombra di un’altra importante iniziativa del web, il Rifugio degli Esordienti, un sito no-profit che fin dal 1998 fornisce gratuitamente consigli, strumenti ed informazioni a chi è alla ricerca di un editore e di una pubblicazione. DANAE nasce dunque per dare una risposta anche a coloro che hanno finalmente superato la prima fase e raggiunto quindi l’agognata pubblicazione.

Quando e da chi è stata fondata l’associazione? Da chi è costituita attualmente?

L’associazione si è costituita ufficialmente, con tanto di partita IVA e tutti i bolli necessari, nell’aprile del 2002. Poi, a due anni di distanza abbiamo dato qualche ritocco al nostro regolamento ed ora stiamo procedendo più speditamente. L’associazione conta oggi una cinquantina di Soci, iscritti a vario titolo, come Soci Redattori, come Soci Autori, come Soci Editori e come Soci Librai. Tutti insieme, stiamo cercando di aprire una breccia in quella cortina oppressiva da te ben descritta nell’introduzione a questa intervista.

Quali servizi offre DANAE agli autori esordienti?

Il servizio più importante che offriamo ai nostri Soci Autori, ma anche agli Editori, è la fiducia nei loro Libri. In una realtà editoriale in cui l’effettiva qualità del prodotto letterario, dal suo contenuto alla sua realizzazione vera e propria, conta sempre di meno, DANAE ha deciso di raccogliere in giro questi fiori nati dal cemento per creare una serra di prodotti che, altrimenti, il pubblico dei lettori non avrebbe mai potuto ammirare. Il nostro scopo è dare visibilità, nelle Librerie, sul nostro sito, nel corso delle nostre manifestazioni, a Libri che vale davvero la pena leggere e che senza di noi non arriverebbero mai ai lettori. I modi con i quali poi mettiamo in pratica questi principi sono tanti e vanno dal restituire ai Librai che aderiscono alla nostra iniziativa il loro ruolo di mediatore culturale che i grossi gruppi gli stavano strappando via, rendendoli così i primi paladini e promotori dei nostri Libri, a tutte le iniziative promozionali che di volta in volta mettiamo in piedi per i nostri Libri. Inoltre, il nostro sito sta diventando sempre più un punto di e-commerce attraverso il quale qualsiasi Lettore, in tutta Italia, può entrare rapidamente in possesso di uno dei nostri Libri, anche se la sua zona non è ancora servita da una nostra Libreria.

Quanti testi ricevete in un anno e quanti entrano nel vostro catalogo, in media?
Difficile fare statistiche per un’iniziativa che vive da circa 3 anni, ognuno dei quali ha avuto una diversa dinamica. Da questo punto di vista, l’ultimo anno è stato senza dubbio il più attivo. Devi considerare innanzitutto che ci sono diversi canali attraverso i quali un libro può entrare in DANAE: tramite il suo Autore, tramite il suo Editore, o su invito diretto da parte dell’Associazione. I nostri Soci Editori, ovviamente, ci propongono numerosi volumi ogni anno (anche per gli Editori, non sono ammessi tutti i libri da essi pubblicati, ma solo quelli che superano l’esame di ammissione di cui parleremo dopo) ma anche gli Autori singoli fanno la loro parte. E a questi si affiancano i Libri che noi stessi Redattori scoviamo in giro, sottoponiamo ad esame, ed eventualmente invitiamo ad entrare in catalogo. Il dato reale è che lo scorso anno sono entrati in catalogo 18 titoli nuovi, su una cinquantina di proposte ricevute in totale tra Autori ed Editori. Le percentuali di ammissione, nei due casi, non cambiano molto… E in entrambi i casi c’è chi ci resta male per qualche rifiuto!

Quanti libri vende in media DANAE in un anno?
Anche in questo caso, le cose cambiano. Il 2002 è stato un anno di grandi vendite perché è stata pubblicata la seconda antologia del Rifugio, Oltrel@rete, che da sola ha venduto diverse centinaia di copie. L’anno scorso, invece, sono andate molto bene le vendite on-line, un po’ meno quelle in Libreria, che da Aprile sono gestite in modo diverso, e che adesso stiamo cercando di spingere molto. Quello che posso dirti, è che ad ogni nuovo Socio che entra in catalogo, per il momento noi chiediamo una disponibilità ci circa 100 volumi all’anno. Speriamo di poter far crescere questo numero nelle prossime stagioni.

Quali sono i criteri di valutazione dei libri che arrivano alla vostra associazione?

Questo è senz’altro uno dei punti di forza di questa iniziativa: finora, non abbiamo mai avuto un solo lettore che si sia lamentato di un acquisto! Nel valutare il libro, noi cerchiamo di non ricadere nella rigida ottica del concorso letterario, ma di operare sempre secondo quella della “customer-satisfaction”, la soddisfazione del cliente. Un lettore che acquista un giallo, si aspetta un thriller, una storia avvincente, un modo di raccontare veloce e coinvolgente e qualche colpo di scena. Viceversa, chi acquista un saggio di matematica filosofica (sì, abbiamo anche quelli) si aspetta un volume poco scontato, pieno di stimoli al pensiero e di teorie da esplorare. Tutti, comunque, si aspettano di avere tra le mani un volume di aspetto gradevole, di un prezzo adeguato alla sua realizzazione e dimensione, con pochi errori di battitura e una buona impaginazione. Infine tutti, ma proprio tutti, si aspettano di acquistare qualcosa che corrisponda il più possibile alla presentazione che ne diamo sulle pagine del nostro sito, nella nostra rivista, o in quarta di copertina. Ecco, quello di cui cerchiamo di assicurarci con il nostro esame, è che il lettore non percepisca mai di aver avuto da noi una fregatura, che non senta mai di aver speso i suoi soldi per acquistare qualcosa che non li valesse. E finora, direi proprio che siamo riusciti in questo intento.

Spesso, come si vede per esempio partecipando in qualità di giurati a concorsi letterari, i pareri su un testo (di qualità) sono discordanti. Il fatto che un’opera sia considerata una buona opera dipende da una certa sensibilità personale e da un margine di soggettività, che per una serie di esperienze imprescindibili dal lettore, fa amare un libro piuttosto che un altro. Chi seleziona i libri che arricchiranno il vostro catalogo? A quante persone è sottoposto un testo candidato a entrare nel catalogo e chi decide in casi controversi? Chi decide la qualità del testo?
Innanzitutto, ti dico che per questo esame abbiamo la fortuna di poter contare su numerosi lettori che si sono fatti le ossa con anni di Lettura Incrociata (il servizio gratuito di valutazione testi inediti gestito dal Rifugio), a partire dalla coordinatrice Piera Rossotti che ha anche curato la pubblicazione delle due antologie del Rifugio. In genere, abbiamo almeno due o tre lettori che valutano il libro nel suo formato cartaceo, ed altrettanti lettori che lo esaminano nella sua versione elettronica. Piera raccoglie e sintetizza sempre questi giudizi in una scheda finale che, in caso di esito negativo, viene inviata anche al proponente bocciato. È a lei, dunque, che di tanto in tanto capitano le patate bollenti di decisioni difficili. In quel caso, il giudizio viene ulteriormente allargato agli altri membri della Redazione, fino ad arrivare ad un verdetto che soddisfi tutti. Per quanto possibile, evitiamo di scendere a compromessi troppo imbarazzanti, con la consapevolezza che un solo libro non all’altezza degli alti in catalogo può portare una deleteria pubblicità negativa a tutta l’iniziativa.

Cosa comprende il vostro catalogo? Privilegiate qualche genere in particolare?
Beh, c’è davvero un po’ di tutto nel nostro catalogo, tant’è vero che stiamo già lavorando ad una ristrutturazione del sito che ne consenta una navigazione più facile e più mirata. Non abbiamo alcun genere privilegiato, e chi decide di acquistare un Libro DANAE può scegliere dalla poesia, tradizionale o satirica, alla fantascienza, dalla narrativa classica al saggio, dal romanzo storico alle antologie di racconti. Come ti dicevo in precedenza, quello che ci sta davvero a cuore è lasciar sempre trasparire ai possibili Lettori pregi e limiti di ogni pubblicazione, in modo che ognuno possa effettuare consapevolmente la propria scelta.

Qual è la richiesta del pubblico, verso quali generi si orienta maggiormente? – Qual è il target al quale vi rivolgete? (Immagino che per esempio sia più facile “piazzare” un romanzo che una raccolta di poesie…)

I lettori di DANAE non differiscono certo per gusti e scelte da quelli delle tradizionali librerie. A parte le antologie pubblicate sotto l’egida del Rifugio, direi che la maggior parte delle vendite si orienta verso la narrativa, i thriller, le esperienze personali. Le vendite degli altri generi presenti in catalogo, dal saggio alla poesia, come sempre sono un po’ in ritardo rispetto alle altre.

Come si muove DANAE per promuovere una pubblicazione?
I veicoli che abbiamo a disposizione al momento per promuovere i libri del nostro catalogo non sono tantissimi, e la nostra voglia di comunicare e farci conoscere dal grande pubblico cozza spesso con le limitate risorse economiche a nostra disposizione. Quello che facciamo senz’altro è cercare di diffondere in ogni modo il nostro bollettino ufficiale DANAE Magazine, una vera e propria mini-rivista letteraria con le recensioni di tutti i nostri libri, che viene distribuita gratuitamente nelle librerie del nostro circuito, e che viene spedita a casa di tutti coloro che effettuano acquisti on-line dal nostro sito, da dove è anche possibile scaricarne una versione telematica. Un’iniziativa che ci sta dando grandi soddisfazioni è quella del “gemellaggio volante” che per ogni numero di DM facciamo con una diversa rivista letteraria: di fatto per un singolo numero delle nostre due riviste mettiamo in pratica uno scambio di articoli che illustrano l’uno l’operato dell’altro, ed alleghiamo un numero gratuito del nostro bollettino alla rivista con cui ci gemelliamo. Questo ci permette di arrivare rapidamente a tanti nuovi potenziali Lettori e Autori. E poi ci sono le tante iniziative che organizziamo sul territorio, presso le nostre Librerie o in strutture pubbliche vicine, o alle quali partecipiamo su invito di altri operatori del mondo dell’editoria e del sociale, come il mercatino del mercato equo e solidale cui abbiamo aderito lo scorso Natale in Abruzzo. Non possiamo permetterci di spendere molto per promuovere un singolo volume. Quello che possiamo fare e che facciamo di continuo è tentare di far diventare il marchio DANAE e i bollini che applichiamo sui Libri da noi distribuiti, un marchio di qualità del quale i Lettori e i Librai possano fidarsi ad occhi chiusi. to alle altre.dal saggio alla poesia dite si orienta verso la narrativa, i thriller, le esperienze personali.

Come selezionate gli editori e i librai?
Come gli Autori, sono moltissimi gli Editori e i Librai che giungono in DANAE autonomamente e con le loro gambe dopo averci incontrato su internet o essersi imbattuti in una copia del nostro DM. Ma moltissimi ce li andiamo a cercare anche da soli. Per gli Editori, spesso li contattiamo dopo averli conosciuti attraverso un Autore, o in qualche manifestazione. Per i Librai, da Regolamento, ogni nuovo Socio ha il compito di segnalare alla Redazione il nome di qualche Libreria della sua area che, a suo avviso, potrebbe essere interessata a DANAE. In questi casi, la responsabile del nostro magazzino e dei rapporti con le Librerie, Maria Rita Di Mattia, prova a mettersi in contatto con questi esercizi e ne verifica il reale interesse.

Il fatto che attualmente, almeno da quanto ho potuto vedere sul vostro sito, le librerie di DANAE non siano ugualmente presenti sul territorio nazionale, dipende dalla relativamente recente vita di DANAE, dal vostro lavoro in corso e in crescita, oppure anche dal diverso substrato delle diverse regioni? Da un diverso interesse per la lettura che rende più o meno disponibili editori e librai nelle diverse zone della penisola?
Come ti dicevo, starei attento a trarre conclusioni statistiche relativamente ad una iniziativa giovane come DANAE. Credo che nell’adesione delle Librerie abbia pesato di più il caso e la collocazione geografica dei vari Redattori e Soci Autori che non una reale propensione dei vari esercizi dipendente dalla loro collocazione. Più che altro, è importante il target del tipo di esercizio al quale ci rivolgiamo. L’idea di ridare valore e ruolo ai Librai con la quale DANAE seduce, lo dico in senso positivo, questi operatori attecchisce maggiormente sugli esercizi medio-piccoli, soprattutto all’interno dei centri storici o nelle aree più dense di cultura, da Nord a Sud. Le enormi librerie-supermercato con centinai di metri di scaffali e commessi alle casse che tratterebbero con lo stesso interesse libri, telefonini, o carciofi, non sono nei nostri programmi. Al loro interno i nostri libri scomparirebbero, diluiti da fiumi di inchiostro leggero e non sarebbe possibile avere un rapporto diretto e costante col proprietario, col direttore, col libraio che, nel nostro intento, deve diventare il primo promoter di questa iniziativa presso i propri lettori. Analogamente, è difficile instaurare un rapporto del genere con un Libraio che, di fatto vende un po’ di tutto, dai peluche ai telefonini!

Perché secondo voi in Italia si legge così poco?
Qua si va sul filosofico… La risposta non è una sola, ma secondo me sono un’insieme di fattori a determinare questo risultato. Probabilmente a scuola i nostri insegnanti non sono per niente bravi a farci innamorare di questo piacere. Forse anche le immagini e gli stereotipi pubblici che si sono venuti a creare nel tempo hanno fatto la loro parte e, purtroppo, un ragazzo con un libro in mano in metropolitana è ancora considerato una specie di “secchione” e le ragazze preferiscono, ahimè, buttare gli occhi sul palestrato con borsa ginnica a tracolla ed occhio bovino. Ma anche i media hanno la loro parte, pubblicizzando e promuovendo sempre gli stessi autori e sempre gli stessi editori, alimentando la falsa equazione leggere = noioso. Secondo me, come non si può iniziare a sciare dalle piste nere o a suonare il piano da Mozart, andrebbe rivalutata e guardata con occhio più benevolo anche la letteratura d’avventura, i gialli, i thriller, la fantascienza, il fantasy, le spy-story. E poi, secondo me in questa scarsa propensione alla lettura, c’entra anche queste fretta che ti fa correre, correre, correre e che, ne sono certo, in qualche mente fa nascere il dubbio: <<Ma perché devo perdere quattro mesi a leggermi 1250 pagine de “Il signore degli anelli” quando con tre ore di film mi faccio fuori tutta la storia in una serata?>>.

Cosa pensate delle scuole di scrittura? Possono essere veramente formative per un esordiente e agevolare anche la fase successiva, quella della diffusione del libro?
Per riprendere l’esempio di prima, non tutti quelli che vanno a scuola di sci diventano campioni, ma delle buone basi servono sempre. Le scuole di scrittura possono servire a mettere nella forma migliore i propri pensieri, ma i concetti da esprimere, le idee da diffondere devono essere preesistenti. In Italia, l’hai detto tu, si legge poco. Ma si scrive molto. Io non sono convinto che tutti quelli che scrivono abbiano davvero qualcosa da dire! Per essere un buon oratore, non devi solo saper parlare. Devi saper ascoltare. E questo, per uno scrittore, vuol dire saper leggere. Se è vero che le scuole di scrittura servono, è ancora più vero che per saper scrivere serve ancora di più leggere, leggere tanto! Nessuna scuola di scrittura può sostituire il background che solo anni di buone letture possono creare!

Cosa pensate dell’editoria a pagamento? Un trampolino di lancio o una trappola per coloro che sognano di vedere il loro nome in libreria?
All’interno della sezione Soccorso Esordienti, sul Rifugio, c’è proprio un mio articolo sull’argomento. Sinceramente, non me la sento di gettare tutte le colpe sulle spalle degli editori. Tenere in vita una piccola casa editrice, oggi, basandosi esclusivamente sulle vendite di opere di autori più o meno esordienti è difficile. Quanti di coloro che stanno leggendo queste righe hanno acquistato negli ultimi dodici mesi almeno un libro di un autore esordiente o di un piccolo editore? Tuttavia, a maggior ragione quando l’Autore decide di contribuire alla propria pubblicazione, l’Editore deve poter assicurare un prodotto ed un servizio editoriale impeccabili, del quale l’Autore possa andar fiero. In realtà, invece, non è affatto così e più e alto il contributo dell’Autore, minore è lo sforzo compiuto dall’Editore per realizzare un buon libro e tentare di venderlo, visto che in questo caso l’Editore risulta GIà pienamente appagato e dalla cifra estorta all’Autore. Non voglio dire che è sempre così, molti dei libri presenti nel catalogo DANAE sono stati pubblicati col contributo dell’Autore, ma molto spesso, in questi casi, il risultato fortunato del prodotto finale è frutto del fatto che è stato l’Autore in prima persona a curare l’editing, l’impaginazione e, a volte, la stessa copertina del Libro. Ed anche in questi casi, se l’Autore ha deciso infine di rivolgersi a DANAE, vuol dire che i servizi post-pubblicazione della casa editrice, primi tra tutti promozione e distribuzione, non hanno affatto funzionato a dovere!

L’editoria elettronica. Una soluzione iniziale che potrebbe agevolare la diffusione delle opere di esordienti?
DANAE deve molto, moltissimo a internet. Ma non credo che l’editoria elettronica possa o debba sostituirsi a quella reale. Internet è una grande vetrina che può permettere a tanti autori di essere visti e notati da altrettanti lettori, ma non dovrebbe sostituirsi al libro. Internet va sfruttata per la propria interattività, per dare al lettore la possibilità di interagire con l’autore, per acquisire informazioni su di lui, per leggere on-line qualche recensione e, perché no, qualche racconto dell’Autore, tanto per saggiare le sue capacità. Ma il pezzo forte, il romanzo, va goduto in poltrona, col camino acceso e l’odore dell’inchiostro che ti solletica le narici!

Quali gli scogli maggiori incontrati da DANAE per portare avanti questa attività?
Quello che noi chiediamo a tutti è uno sforzo di fiducia. Ma sappiamo che è chiedere molto. Molti autori esordienti, spesso tartassati da editori ed agenti letterari senza scrupoli, temono che noi possiamo essere l’ennesima fregatura. Molti Librai, che hanno visto libri di autori esordienti restare per anni a prendere polvere sui loro scaffali, temono che con noi perderanno tempo e prezioso spazio del loro negozio. Molti Lettori, che si sono lasciati tentare in passato da nomi sconosciuti e si sono poi ritrovati tra le mani libri mal scritti, pieni di errori, e che cadevano a pezzi al solo sfogliarli, hanno paura di rifare con noi gli stessi errori, peggio ancora se questi libri decidono di comprarli via internet! Sono questi, a nostro avviso, gli ostacoli che finora hanno impedito a questa iniziativa di prendere davvero il volo. Ma siamo anche sicuri che più si parlerà di noi in giro e più saranno coloro che si avvicineranno alla nostra Associazione con maggior fiducia e meno scetticismo. E di questo, dobbiamo rendere merito a chi, come voi, ha deciso di parlare di noi!

Cosa consigliate a un esordiente? Quali i passi che assolutamente deve evitare?
Gli errori che si fanno in genere sono due, diametralmente opposti: credere troppo nella qualità di ciò che si è scritto, e crederci troppo poco. Bisogna affrontare la sfida del mondo editoriale italiano con umiltà e determinazione, consapevoli di non aver scritto un capolavoro, e fiduciosi che se il nostro lavoro è davvero interessante, prima o poi qualcuno se ne accorgerà. E poi non bisogna arrendersi: non basta aver scritto un racconto per essere degli scrittori. I racconti sono solo una specie di biglietti da visita da lasciare in giro per farsi il nome. E di solito, neanche il primo romanzo è la nostra opera migliore. Quindi, dopo aver completato il primo romanzo, non dobbiamo soltanto metterci in poltrona aspettando di goderne i frutti, al contrario dobbiamo darci subito da fare per scrivere il secondo, poi il terzo e così via. Anche perché non tutto quello che si scrive è buono abbastanza per essere pubblicato, e questo è vero anche per gli scrittori affermati: per molti di questi, solo il 10% di quello che viene prodotto arriva poi in stampa e al grande pubblico. Pubblicare qualcosa in Italia non è facile, ci vuole molto più lavoro e impegno a farsi pubblicare prima e a farsi conoscere poi, che a scrivere qualcosa di buono. A coloro che ci leggono ed hanno qualcosa nel cassetto da pubblicare, non posso che consigliare di fare un salto sul Rifugio degli Esordienti, www.rifugio.freeweb.org e di leggere con attenzione soprattutto gli articoli della già citata sezione “Soccorso Esordienti”. Ci vuole tempo e pazienza, ma chi insiste, ce la fa!

Grazie per l’intervista e in bocca al lupo per questa importante quanto difficile impresa!
Grazie a voi per lo spazio che ci avete concesso. Ed ora aspettiamo i vostri Lettori sulle nostre pagine: www.danaelibri.it.

 
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:: Stefania Gentile
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