2012
6
Feb

Contrabbando

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traduzione di Silvia Quadrelli
Elliot (Roma, 2011)
pag. 246, euro 17.50
 
Gli anni Venti cubani nati dal fracasso del proibizionismo yankee. Enrique Serpa, scrittore latinos finalmente riscoperto persino nella triste e ultima Italietta, con “Contrabbando” racconta un momento preciso della storia di Cuba, descrivendo un momento dove bollono miseria e progetti nel calderone di contrabbandieri, appunto, ma insieme a pescatori e prostitute. Perché i contrabbandieri non nascono contrabbandieri. Ma il contrabbando è fatto e vissuto da gente che deve adottare e adotta il pericoloso contrabbando quale espediente per campare. Tutti ex pescatori. Persone abituate al rum e al rischio della sifilide. Che si confrontano con la povertà che marca i volti e i corpi per intero, inoltre, delle puttane che periodicamente frequentano. A Cuba, da sempre, questo romanzo di Serpa è definito “classico”, letto quale opera 'strutturale' dei travagli dell'isola del Che e di Fidel Castro. Prima, insomma, proprio dell'avvento galoppante della Rivoluzione. E decisamente molto ma molto prima della formazione del regime castrista. Un paesaggio nel quale il proprietario della “Buena Ventura” si fa convincere, eppure lo sforzo fu davvero poco, dal comandante Squalo, già assassino e filibustiere, a togliersi di dosso il peso della pesca sempre più difficile da gestire, in virtù del calo dei prezzi di vendita del pesce, a favore ovviamente del mitico contrabbando. Traghettare casse d'alcol, in sostanza, illegalmente negli Usa politicamente proibizionisti. Negli States che di loro mandavano porci spesso in giacca e cravatta a liberarsi della catene in una Cuba da consumare. La traduzione perfetta di Quadrelli restituisce a lettrici e lettori dell'ex Belpaese tutte le metafore forti e coloranti donateci dalla bravura magistrale e incantatrice di E. Serpa. Fiori di parole che entrano nel fango delle relazioni fra questi uomini che si mettono insieme per uno scopo apparentemente comune. Quando la crisi, decisamente più drammatica e diversa da quella moderna del nostro Occidente – eppure va ricordato, per esempio, che negli anni Venti e Trenta d'Italia e Germania e Spagna si formano Benito Mussolini, Adolf Hitler e Francisco Franco -, affama e prepara spazi di conquista ai mercanti delle bellezze. La parte del popolo cubano narrata dalla penna picaresca d'Enrique Serpa cerca di sopravvivere, magari reagendo a certi soprusi. Romanzo caldo e decisivo, questo di Serpa. Della resistenza. Sulle resistenze umane.   
 
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