2005
28
Feb

millenovecento80

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(David Peace - Marco Tropea Editore)

Fa di nuovo centro David Peace con la terza parte della quadrilogia Red Riding Quartet sulla cattura dello squartatore dello Yorkshire. Una libro sconvolgente, forte e violento, che si apre con l’uccisione della tredicesima vittima del serial killer. Peter Hunter, vicecapo della polizia di Manchester e i suoi agenti devono fare luce sul caso che sconvolse realmente l’Inghilterra tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80. Un’Inghilterra scossa da problemi sociali ed economici (gli scioperi, la disoccupazione, gli attacchi dell’IRA) che ritornano come sottofondo alla vicenda narrata, amplificandone la negatività, estendendo l’eco delle atrocità del mostro. Cronaca nera e finzione si mescolano, alla realtà storica si aggiungono le relazioni tra gli agenti, un ambiente pesante e corrotto, le dinamiche familiari del protagonista e dei poliziotti, ognuno con la propria storia e il proprio segreto da nascondere.
Il male non è solo nella mente distorta del killer, ma soprattutto intorno, nella vita quotidiana squallida, sporca, degradante, un gorgo nel quale annegare senza speranza, “un'alta marea di sangue nero” che sommerge il lettore in una spirale avvincente e sconcertante.
Il male, quello metafisico, universale, vero protagonista della vicenda, viene sezionato dal bisturi implacabile di Peace.
La malattia, quasi cifra dell’uomo contemporaneo, si insinua nella storia e nella dinamica dei gruppi. Il male corrode l’uomo comune, l’uomo normale, i cosiddetti buoni.
Scritto in prima persona, in uno stile fulmineo e sincopato, “Millenovecento80” è un romanzo feroce che non lascia scampo ai protagonisti come al lettore. Una scrittura martellante ed ossessiva che ripropone particolari e nomi, informazioni tratte dai verbali di polizia e ricordi e incubi che non danno tregua.
L’inizio spiazza il lettore con una sequenza priva di punti, con rapidi cambi di soggetto, descrizioni terribili di morte e sevizie. Poi il lettore entra nel ritmo spezzato della narrazione e resta intrappolato in un puzzle che disorienta. Le trame si complicano, si intrecciano in un labirinto di rapporti umani, di falsità e violenza.
Una storia noir, ma non solo. Una storia in bianco e nero, dentro e fuori. Un’ambientazione fredda e piovosa, opprimente e tetra come la materia descritta. Pioggia e cielo cupo, senza sole, come la sequenza di sangue nero nel nero della notte.
Crude immagini deliranti, una libro che affascina ed è capace di comunicare al lettore uno stato di angoscia, difficile da sciogliere. Il ritmo non si placa mai, tensione pura, costante dalla prima all’ultima riga. Una discesa agli inferi senza possibilità di ritorno.

 
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:: Stefania Gentile
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