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2011
7
Ago

Disegnare le relazioni

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espressione grafica e conoscenza degli altri
 
Margot Sunderland è direttrice dell’Institute for Arts in Therapy di Londra. Ha curato per la Erickson una bellissima colona (“aiutare i bambini…”) in cui proponeva percorsi di alfabetizzazione emotiva per i più piccoli e per i loro genitori tramite bellissime storie illustrate.
Nel 1997 la stessa casa editrice  ha pubblicato un suo libro dal titolo Disegnare le emozioni in cui presentava l’importanza dell’espressione grafica come strumento per esprimere e affrontare le proprie emozioni; nel disegno la persona mette in gioco le sue capacità di analizzarsi in profondità stimolando quella parte del cervello attivata dalle espressioni artistiche che è più a contatto con la nostra corporeità e con il nostro mondo emotivo.
Il libro Disegnare le relazioni si pone come la prosecuzione ideale del lavoro uscito alla fine degli anni Novanta: con lo stesso stile di manuale operativo, ricco di schede pratiche, fotocopiabili, introdotte da breve descrizioni sulle modalità di utilizzo e di consigli su possibili sviluppi, questo ultimo testo della Erickson approfondisce l’idea centrale dell’importanza del disegno applicandolo alla descrizione questa volta  non tanto delle emozioni in sé, quanto in rapporto alla rete di relazioni che intessiamo nella vita quotidiana.
Sono le relazioni, infatti, che provocano spesso le nostre reazioni emotive: pensiamo alle relazioni positive che ci incoraggiano e ci confortano nelle difficoltà e allo stesso modo alle relazioni negative che invece ci possono rovinare, essere causa di tristezza e delusione, finanche a quelle che possono essere “distruttive” per la salute psicologica della persona.
Nel primo capitolo introduttivo la Sunderland con il suo stile semplice, da cui filtra la sua esperienza come insegnante, consulente e scrittrice con una grande capacità divulgativa, dedica spazio proprio a un’introduzione teorica sull’importanza dell’uso delle tecniche espressive grafiche per l’aiuto psicologico delle persone. In questa prima parte l’autrice sottolinea l’importanza dell’affrontare le emozioni negative attraverso la ricerca di una relazione di aiuto con persone capace di ascoltarci, di trovare percorsi e azioni positive in grado di contrastare quello che no va nella nostra vita. Il libro, infatti, è rivolto in primo luogo a psicologi, che vogliano utilizzare le schede presenti nel libro per aiutare le persone a  crescere nella consapevolezza delle potenzialità e delle negatività delle proprie relazioni quotidiane. In questo senso non è necessario seguire un ordine preciso, ma si possono personalizzare percorsi a partire da quelle che sono le esigenze della persona che si aiuta, scegliendo le parti del libro più adatte.
Dopo, infatti, le prime trenta pagine introduttive, il testo si sviluppa in nove capitoli, che propongono, in una settantina di schede, materiale molto interessante e completo per “sviscerare” i rapporti con gli altri sotto moltissimi punti di vista, a volte anche in modo originale: il primo capitolo si intitola “voi e le vostre relazioni” e serve proprio per proporre una riflessione sull’importanza delle relazioni nella vita quotidiana.
Seguono, poi,  alcuni capitoli che analizzano diversi tipi di relazioni (positive e negative): relazioni esaurite, fiacche e alla deriva (cap.2); relazioni deprivanti, prosciuganti e deludenti (cap.3); buone connessioni, cattive connessioni, connessioni fallite (cap.4); relazioni che cambiano la vita (cap.5); relazioni distruttive (cap.6)
Gli ultimi capitoli trattano di diversi aspetti delle relazioni per così dire “trasversali” ad ogni rapporto con l’altro nel quotidiano: le ferite che esse provocano (cap.7) e il rapporto tra relazioni e paura (cap.8). Il libro si conclude con un bel capitolo dal titolo “l’arte della relazione” (cap.9), che prende in esame tramite la proposta anche di attività da fare in gruppo tutti quegli atteggiamenti di cura, che permettono di imparare a relazionarsi con gli altri in modo positivo e efficace.
Ogni capitolo è introdotto da un paragrafo che spiega a livello teorico il senso delle schede che vengono presentate, il loro presupposto teorico, le loro implicazioni in un percorso di sostegno psicologico.
Le stesse schede sono, poi, sempre introdotte da una pagina divisa di solito in tre parti: la prima parte presenta l’obiettivo di ogni attività; la seconda parte offre l’istruzione per il corretto uso della scheda ad uso degli psicologi; la terza parte (non sempre presente) illustra possibili sviluppi, che possono essere ulteriori attività o tecniche varianti che approfondiscono quello che può emergere dall’utilizzo del materiale.
Le schede fotocopiabili sono davvero simpatiche, con disegni e spunti di utilizzo molto facile e spesso adatte sia per i bambini (al di sopra dei sei anni, come precisa l’autrice nell’introduzione  al libro) che per gli adulti, salvo specifiche indicazioni.
Sicuramente l’aspetto grafico è centrale per tutto il materiale presentato, anche se il disegno non è l’unica modalità proposta: ci sono anche giochi di gruppo, tecniche di comunicazione e modalità espressive anche più ampie rispetto al semplice prodotto grafico. A questo proposito, è interessante la proposta della tecnica della “scatola della sabbia”, una modalità espressiva che invita a sistemare e modellare una scatola piena di sabbia (che può essere anche bagnata per potere essere utilizzata in modo più creativo) utilizzando anche oggetti di uso quotidiano che diventano metafore e simboli del proprio io interiore e del proprio rapporto con gli altri.
Il libro conferma la grande capacità della Sunderland di proporre materiale facile da usare, ma allo stesso tempo pensato all’interno di percorsi completi e complessi, che lasciano spazio a sviluppi praticamente illimitati. Il tema delle relazioni di fatto completa una visione a volte “disincarnata” delle emozioni, che in effetti si possono comprendere (e si possono “sanare”) solo all’interno dei rapporti che viviamo con le persone che ci stanno accanto giorno per giorno.
Sicuramente può essere un acquisto utile non solo per gli psicologi, ma anche per tutti coloro che hanno a che fare con relazioni di aiuto, come educatori e insegnanti. E’ infine una lettura utile anche da fare personalmente per acquisire, tramite gli esercizi proposti, maggiore lucidità nell’analizzare le relazioni quotidiane e le implicazioni che esse portano per la nostra vita.
 
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:: Luca Giorgini
Luca Giorgini, 33 anni, ha il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Attualmente sta conseguendo la Laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”. Lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.
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