2010
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Dic

Non fare la cosa giusta

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Perdisapop (Bologna, 2010)
pag. 240, euro 15.00
 
L'informatore medico scientifico Claudio Roveri, personaggio principale del nuovo romanzo di Alessando Berselli “Non fare la cosa giusta” e personaggio chiave per la letteratura dell'autore, un personaggio a prima vista soddisfatto e rimborsato dalla vita, ma è anche un personaggio perfettamente costruito dalla società contemporanea: in quanto contemporaneamente personaggio razzista, indifferente; una delle figure, Roveri, che parecchio piacciono, per esempio, al grande narratore Carraro. Non secondariamente a tutto il resto, infatti, possiamo certamente asserire che molte situazioni e sentimenti espressi da Berselli sono fatti della stessa carne putrefatta voluta da Andrea Carraro. Infine persino la scioltezza della prosa. Insomma Claudio Roveri odia zingari e punkabbestia, per esempio, e allo stesso tempo cura il gelo della sua famiglia. Fino a quando, però, mentre scopa con una dottoressa che da tempo corrispondeva le sue voglie, colpevolmente, si scoprirà, non risponde a un tentativo di chiamata sul cellulare. Infatti era sua figlia che cercava, disperatamente, di chiedere aiuto e sostegno a un padre che comunque non sentiva affatto vicino e con il quale normalmente non dialogava affatto. Dunque, quasi improvvisamente, e il “quasi” è più che d'obbligo, Roveri è costretto innanzitutto a scoprire cosa significa veramente la vera solitudine. La trama porta chiaramente chi legge a stretto e intenso rapporto con i personaggi, prima di tutto, poi asseconda ogni volta, al di là degli effetti scenici, di sperimentare qualche piccolo piacere d'originalità assoluta. In fondo Berselli non racconta niente di strano. Eppure che un qualcosa in più nel nuovo romanzo di Berselli. Dopo aver letto il Paolo Graziani di “Io non sono come voi” questa è proprio un'altra faccia, comunque e sempre, della realtà che stiamo vivendo. Disquisizioni sui realismi a parte. Alessandro Berselli, ricorrendo nuovamente a un linguaggio privo di alchimie e finemente puro, si ferma nella mente delle ambientazioni e del frutto delle ambientazioni: degli uomini. Facendo, narrando, con una narrazione a tratti addirittura impeccabile, quasi dispetto alla società. Ovvero attingendo forza dalle lanterne per la ricerca invece che abbandonandosi come avrebbe potuto alle massicce dosi di riflettori. Il calore prodotto è forte. E bisogna stare molto attenti, perché dopo il frenetico caldo arriva l'insopportabile gelo.  
 
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