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2005
3
Feb

Palo Mayombe

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(Danilo Arona - Dario Flaccovio Editore)

"Palo Mayombe" è la storia di un rito maledetto i cui effetti colpiscono a catena un gruppo di musicisti. Tra immaginazione e fatti di cronaca, Arona, profondo conoscitore della cultura caraibica, porta il lettore alla scoperta del rito forse più cruento di tutti i culti sincretistici dell'America Meridionale.

Il romanzo è una discesa agli inferi, un dilagare del male che si manifesta a Cuba come a Ibiza, in Giamaica, come a Madrid, in Messico come in una apparentemente tranquilla cittadina della provincia piemontese ("Come esiste il bene così esiste il male… Il Male si aggira libero nelle foreste e nelle pianure dell’Africa, ma è lo stesso che si può incontrare nelle moderne metropoli occidentali, nei fiordi norvegesi o negli sperduti villaggi messicani. La stregoneria si nasconde e non si vede, ma è reale. E reali sono i suoi effetti…spiriti maligni vaganti il cui scopo è essenzialmente distruttivo").

Già la copertina del romanzo, pubblicato nella collana GIALLOteca di Dario Flaccovio Editore, evoca il contenuto: candele, segni e numeri magici, sangue, una chitarra e un misterioso timbro, in alto a destra, che balza subito all’occhio, "contaminato". Contaminato… da cosa?

Il Palo Mayombe " è una segretissima tecnica, un’antica religione africana che si è diffusa in tutta l’America Latina e nel bacino caraibico attraverso la tratta degli schiavi. Il Palo…si è mescolato con le antiche credenze precolombiane e nel tempo è diventato qualcos’altro di totalmente estraneo allo spirito originale e di molto pericoloso. È una forma di comunicazione con gli spiriti del Male…".

La realtà, la cronaca, noir e gotica, come testimoniano gli articoli di giornale (che sono parte integrante del romanzo) supera spesso la finzione letteraria e quindi l’autore vi attinge liberamente, richiamandosi a fatti realmente accaduti. Magia nera, narcosatanismo, mafia colombiana e messicana, trafficanti di droga, feste trasgressive nelle notti di Ibiza, l’eccidio di Matamoros.
Un puzzle delirante del quale fanno parte, legati da un destino invisibile e tragico, un giornalista, un chitarrista ossessionato dal mito Jimi Handrix, un gruppo di musicisti, che inseguono la gloria nelle notti di Cuba, di Ibiza e del Piemonte e che sognano l’immortalità, la stessa che altri cercano di raggiungere tramite riti antichi e crudeli.
E ancora fanno parte di questo romanzo psichedelico un investigatore privato sulle tracce di una cantante da anni scomparsa dalla scena musicale, un’archeologa e un sacerdote esorcista, un menagramo piemontese che indaga su strani fatti criminosi verificatisi nella nostra penisola.
I protagonisti, uno diverso per ogni capitolo, narrano la loro parte di storia, la loro frammentaria verità, tra cronaca, verbali di polizia e racconti di viaggio. Tutti i personaggi, più o meno consapevolmente, sono contaminati dal rito del Palo Mayombe ("come se una scheggia di quella storia, quella dello spettro…, gli fosse rimasta impigliata tra le corde della chitarra. E, chiusa nella custodia, avesse attraversato l’oceano per venire a impregnare con la sua aura malefica le sua vita e le nostre") ed è subito chiaro che chi entra in contatto con il Palo non ha scampo.
La storia è narrata a più voci, con prospettive che si sovrappongono confondendo il lettore, stordendolo come la musica, le droghe e l’alcol stordiscono gli iniziati del Palo Mayombe, provocando esaltazione, allucinazione, disorientamento e la eccitante determinazione ad andare fino in fondo.

"Palo Mayombe" è un libro complesso (forse, a mio avviso, solo un po’ troppo pregno, di tanto in tanto, di riferimenti e troppo particolareggiato nelle descrizioni tecniche e nelle ricostruzioni dei fatti di cronaca), in grado di scaraventare il lettore in una vicenda che si apre a soluzioni improbabili, in un mix di magia nera, spiriti erranti e reincarnazioni, molto lontano dalla nostra sensibilità, ma assolutamente avvincente nel coinvolgimento magico che l’autore riesce a creare e mantenere dalla prima pagina fino all’allucinante conclusione.

Ricorrente e martellante l’eco del rito letale sul quale è incentrato il romanzo; un rito che colpisce la "mano sinistra" dei musicisti e che, se non viene eseguito nel modo e nel giorno adeguati, è destinato a ripetersi in una agghiacciante scia di morte. Il rituale "…si chiama Cazuela e, se non viene condotto secondo le regole, produce una reazione a catena che non si riesce più a interrompere. Se tu tagli una mano sinistra nel giorno di martedì, tu tagli la stessa mano sinistra di Endoqui, il diavolo, e sino a quando Lui non ne ritornerà in legittimo possesso, nel mondo continueranno a ripetersi avvenimenti analoghi fino a che l’iniziale squilibrio cosmico non si sarà del tutto azzerato ".

Chi si accosta a questo libro, deve essere pronto a vivere l’inimmaginabile, a lasciare da parte ogni logica e prepararsi a una discesa agli inferi dove tutto può accadere.
Un libro febbricitante, come l’atmosfera delle feste e dei riti caraibici, nel quale il lettore viene risucchiato in una spirale di sangue, in un incubo che lo trascina verso un inquietante epilogo.

"Palo Mayombe" è un libro forte, nel quale il ritmo incalzante degli eventi richiama la potenza del rock di Jimi Hendrix, che fa da sottofondo ideale alla narrazione. Perché oltre al Male anche la Musica (sì, anche questa con la emme maiuscola) è protagonista del romanzo. E la musica infatti ritorna ossessiva in queste pagine come ossessivo è rituale del Palo, che si ripete da notti ancestrali e che è giunto sino al Duemila con la sua carica inalterata di ferocia, dando vita a forme diverse ma ben riconoscibili del Male universale.
E la scia di violenza che imperversa nelle nostre metropoli, in ogni angolo del pianeta, (riti voodoo a Londra, donne scomparse lungo la frontiera del Messico, Matamoros e addirittura il crollo delle Torri Gemelle) potrebbe essere riletta alla luce di un invisibile quanto reale filo rosso che lega fatti di cronaca internazionale: la selvaggia energia del Palo Mayombe.
L’eco del male evocato potrebbe continuare a risuonare di delitto in delitto, come l’eco inarrestabile di una musica immortale. Di questo, grazie alla potente scrittura di Arona, alla fine il lettore è convinto; perché, come i protagonisti, anche il lettore più scettico si accorge di essere stato, a sua volta, contaminato da questo libro inquietante e pericoloso.

Un libro esoterico, surreale, onirico, un romanzo "maledetto", per amanti del genere. Da non perdere.

 
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:: Stefania Gentile
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