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2010
23
Mag

Prenditi cura di me

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Pagg.271 Euro 14 Sellerio Editore
 
Dopo il discreto Il ragazzo che leggeva Maigret, lo scrittore ritorna alla narrativa, con un libro forte, sia nel linguaggio che nei contenuti. Siamo a Firenze, città natale dell’autore. Stefano ha quarant’anni, un divorzio alle spalle con Alessia,  vive solo in compagna di un cane, è pieno di debiti. Ha comprato una moto molto potente, una BMW 1.200, ha investito fallendo, dei soldi in un bar e si trova a lavorare a cottimo, con uno scalcinato camion facendo consegne a domicilio di casse di vino.  Non cerca la tranquillità interiore, non pensa di rifarsi una nuova vita con una nuova compagna. Ha un chiodo fisso: i soldi che la madre Marta , che dispone di una ingente somma, non gli vuole dare .La donna è vittima di un icuts e qui comincia il peregrinare di Stefano presso i laboratori medici, gli ospedali. L’uomo è lacerato da un forte conflitto interiore: spera , da un lato,  che Marta muoia per  ereditare  tutti i soldi, ma ,nel contempo, vuole  che sua madre si riprenda. Ed è quello che succede :la donna è forte ,  incomincia a camminare, fa dei progressi notevoli anche se, per sbrigare le faccende domestiche Stefano le affianca una badante, Marìa Assuncion.I conflitti fra madre e figlio sono costanti, attraversano il libro perché Stefano, pieno di debiti ,vuole i soldi che, in parte avrà. Marta, che comprende che il figlio in quarant’anni non ha combinato niente di importante( non gli ha regalato neanche un nipotino)  finge di stare male quando Stefano accenna alle questioni economiche facendo capire al figlio “Prenditi cura di me.”. come recita il titolo del libro. I soldi, le 127 mila euro che Marta ha prelevato in banca che fine faranno? Recami regala un finale unico, originale e inaspettato per il lettore. Questa ,in sintesi , la trama di un libro che affronta vari argomenti: la vecchiaia e i problemi che comporta, il razzismo nei confronti degli extracomunitari, il traffico caotico della città ( metafora dell’ingorgo che è la vita ?), e pone l’accento sullo squallore delle periferie urbane di Firenze, la capitale della cultura italiana. Recami descrive  l’egoismo degli uomini , il  loro rapporto esclusivo, anche a discapito degli affetti, e quindi distorto,  con i soldi , la vera ed unica  priorità dell’esistenza umana. . Lo scrittore fiorentino non lascia spazio alla retorica: La sua scrittura,  già sperimentata nei precedenti libri,  è forte, chiara, immediata, non usa gir di parole per descrivere l’ingordigia e la falsità umana. Lo fa “in presa diretta”,  senza lasciare spazio né a compassioni, né a introspezioni, ma esprime tutto il suo pessimismo( o realismo) di fronte ad una società che è giunta alla deriva umana , sociale ed affettiva. Il libro conferma che Recami è un grande scrittore, scoperto da Sellerio che gli ha pubblicato il primo libro L’errore di Platini, cestinato da moltissimi editori, perché considerato pessimista e radicale., ma quello che lo scrittore descrive è, purtroppo, l’amara realtà italiana. Prenditi cura di me parteciperà , quest’anno,  al premio Strega.
 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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